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Gazzettino – Marghera. “Niente premi a chi ha inquinato”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

13

feb

2014

BONIFICHE – Ambientalisti all’attacco

MARGHERA – Ambientalisti mobilitati per emendare il decreto sulle bonifiche

Stop e revisione in Parlamento all’articolo 4 del decreto legge Destinazione Italia, che regola le bonifiche dei siti inquinati di interesse nazionale, i cosiddetti Sin. A chiederlo è l’anima ambientalista della politica e della società civile rappresentata da Luana Zanella, co-portavoce nazionale dei Verdi, Barbara del Mercato, presidente dell’associazione In Comune, Luigi Lazzaro, Presidente di Legambiente Veneto e Gianfranco Bettin, assessore all’Ambiente.

Approvato dal Senato e modificato con il cosiddetto emendamento firmato da Ermete Realacci (Pd) alla Camera, l’articolo in questione secondo gli ambientalisti predispone non solo un condono tombale per chi ha inquinato e devastato interi territori, demolendo la legislazione in materia di danno ambientale ed esponendo il Paese alle procedure di infrazione da parte dell’Europa, ma addirittura prevedendo un premio per gli inquinatori che verranno graziati e riceveranno dei benefici.

«L’emendamento prevede che ci siano d egli accordi di programma che consentono a coloro che hanno inquinato di essere condonati per tutti gli eventuali danni verificati prima del 30 aprile del 2007 – spiega Luana Zanella – È stato così rimediato una sorta di condono tombale. Ma non basta perchè non c è natura transitiva dell’accordo. E se poi si venissero a scoprire degli altri danni ambientali non emersi prima del 30 aprile del 2007? Questi non potrebbero essere più perseguibili come danno ambientale con conseguenze penali. La beffa, in questo caso, avverrebbe dal fatto che l’accordo consentirebbe un’apertura di credito d’imposta per la costruzione sul sito di nuovi impianti di utilità pubblica da parte delle imprese, le stesse che prima avevano inquinato».

«Con l’emendamento Realacci il principio che chi inquina paga resta in vigore solo a pochi Sin, i maggiori e non quelli minori – spiega Luigi Lazzaro – Siamo preoccupati per Marghera, un’area di 3200 ettari di Sin individuato, con 500 ettari di canali industriali. Un’area importante che sta cercando un rilancio sensato e concreto, non vorremmo che i costi poi ricadessero sui cittadini».

Fuori dalle emergenze come Porto Marghera resterebbero zone come le Vaschette e viale San Marco.

«L’allarme che vogliamo lanciare anche come amministrazione è proprio questo – chiude Bettin – Un aspetto riguarda il principio chi inquina paga, un altro è quello di creare un fondo nazionale per la messa in sicurezza delle bonifiche. Risanare a ripartire: se oggi vuole investire bisogna farlo con un fondo aggiuntivo».

Raffaele Rosa

 

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