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Approvata la delibera guida per smontare la legge Zorzato

Pronti ad adottarla anche Padova, Vicenza e Treviso

VENEZIA – Si chiama proposta di legge regionale di iniziativa del consiglio comunale. Per adesso l’ha votata la giunta di Venezia, ma presto potrebbero essere decine i comuni che aderiranno all’iniziativa fortemente voluta dal sindaco Giorgio Orsoni e dall’assessore all’urbanistica Andrea Ferrazzi.

«Si tratta di una proposta di legge che vuole correggere le aberrazioni del Piano casa 3» spiega l’assessore veneziano, che d’intesa con le principali amministrazioni comunali del Veneto ha deciso di aprire un fronte destinato a riportare in capo ai Comuni la podestà sull’edilizia comunale.

La proposta di legge contiene un unico articolo: che prevede un elenco annuale degli interventi autorizzati, una sorta di piano degli interventi puntuale; e la possibilità di deliberare un regolamento comunale che limiti l’applicazione della legge regionale.

«Perché il principio stesso della legge è sbagliato – spiega l’assessore – non tutto il Veneto è uguale, l’applicazione dei bonus volumetrici non può essere indifferenziata e soprattutto non può essere sottratta al controllo dei sindaci e delle amministrazioni comunali».

Così, la delibera che presto sarà portata in approvazione del consiglio comunale veneziano – e poi estesa a tutti gli altri comuni che aderiranno – prevede un articolato che smonta punto su punto il Piano casa fortemente voluto dall’assessore regionale Marino Zorzato.

Il Comune di Venezia sostiene che prevedere, in deroga agli strumenti urbanistici comunali, ampliamenti volumetrici uguali su tutto il territorio rischia di devastare il già fragile equilibrio. L’esclusione della competenza comunale è «gravemente lesiva» delle prerogative dei sindaci e anche lo «scippo» degli oneri di urbanizzazione è molto discutibile e si profila quasi come una «rapina» nelle tasche dei comuni da parte della Regione.

Per tutte queste ragioni, anche in virtù dell’impugnativa del governo, il Comune di Venezia si è posto come capofila di questa proposta di legge di iniziativa comunale. Una procedura inedita ma che ha già il consenso delle amministrazioni comunali di Padova, Vicenza, Treviso e di molte altre. Insomma, questa correzione del Piano casa potrebbe diventare davvero un’iniziativa legislativa che parte dal basso. I sindaci, del resto, hanno mal digerito la legge approvata lo scorso novembre dal consiglio regionale. Dopo l’impugnazione del governo, anche la maggioranza regionale ha mostrato le sue crepe: con Forza Italia che ha chiesto apertamente di ridiscuterne nel merito, proprio per andare incontro alle richieste dei sindaci. L’assessore regionale Marino Zorzato, che ha dalla sua la potente lobby della Confartigianato edilizia, cerca di limitare i danni mostrando una bozza di circolare esplicativa che dovrebbe chiarire una parte dei dubbi degli amministratori. Ma la legge dovrà tornare in consiglio regionale per alcune correzioni. Dove lo scontro è destinato ad aumentare. E l’imminente caduta del governo, con il rafforzamento dell’ala che fa riferimento a Matteo Renzi, non renderà più agevole il percorso normativo di una revisione del Piano casa. Zorzato osserva, tuttavia, che i due precedenti Piani casa hanno prodotto 62 mila pratiche per un valore economico vicino ai 2,7 miliardi di euro. Una tesi smentita da Tiziano Tempeste, docente di estimo all’Università di Padova, che sostiene invece che larga parte degli interventi autorizzati con i piani casa avrebbero potuto essere realizzati anche le normative precedenti. Insomma, sul piano casa è di nuovo scontro.

Daniele Ferrazza

 

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