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In tanti hanno dato l’adesione alla protesta di domani alla stazione di Santa Lucia

Contestato l’orario cadenzato. Legambiente organizza “Gli Stati generali” 

SAN DONÀ – Ci sono i comitati pendolari del Veneto Orientale e di Quarto d’Altino. Ma anche i comitati che riuniscono i pendolari di Salzano-Robegano e quelli di Mogliano, oltre ai gruppi “Trenitardo” e “Treno dei desideri”.

È già lunga la lista delle adesioni al sit-in di protesta contro l’orario ferroviario cadenzato che i pendolari veneti terranno domattina, dalle 10, nell’area antistante la stazione di Venezia Santa Lucia. E altri comitati, provenienti da tutto il Veneto, hanno già fatto sapere di essere pronti ad aggiungere la loro sigla alla protesta. Per i viaggiatori veneti sarà una giornata di intensa mobilitazione.

In contemporanea al sit-in, dalle 10 alle 14, Legambiente Veneto organizza infatti “Gli stati generali dei pendolari veneti”, nella sala San Leonardo a Cannaregio.

«Questo incontro», commentano i comitati, «segna un momento importante nell’ambito del pendolarismo ferroviario della nostra regione, in quanto determina un primo passo verso l’istituzione di un tavolo permanente sulla mobilità».

Quanto alle mancanze dell’orario cadenzato, che hanno portato al nuovo sit-in di protesta, i pendolari dimostrano di avere le idee ben chiare. E in una nota congiunta, firmata da tutte le sigle aderenti alla manifestazione, tracciano l’elenco delle richieste su cui intendono richiamare l’attenzione della Regione e delle amministrazioni locali.

«Innanzitutto ripristinare i treni notturni, che permettano la mobilità dei lavoratori turnisti. Quindi», si legge nel documento dei comitati, «fermare il dimezzamento dei treni nei periodi non scolastici (soprattutto in estate) come prospettato dall’orario cadenzato; garantire la copertura del servizio di trasporto pubblico su rotaia nelle ore diurne e nei giorni festivi; evidenziare le criticità dei collegamenti pianura-montagna; integrare in modo reale ed efficace il trasporto pubblico (ferro-gomma); accedere a un servizio di trasporto pubblico con un biglietto unico integrato regionale; monitorare le risorse economiche investite sul trasporto pubblico locale da parte della Regione; creare un tavolo permanente sulla mobilità, che coinvolga i cittadini che si spostano per lavoro e studio e consenta un giusto ed equo confronto con gli esperti e amministratori».

I pendolari veneti avevano già manifestato lungo le calli di Venezia a inizio dicembre, esprimendo il timore per quelle mancanze dell’orario cadenzato che poi effettivamente hanno trovato riscontro dall’introduzione del nuovo servizio.

Giovanni Monforte

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