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SALUTE E AMBIENTE »PIEVE DI SOLIGO

Accordo del Comune con un agricoltore che rinuncia a 2 mila 149 metri quadri di Prosecco: si farà un parco per i bimbi

PIEVE DI SOLIGO – Un vigneto estirpato per allargare il giardino della scuola primaria. E allontanare i trattamenti con i pesticidi dai polmoni dei suoi piccoli allievi. È il risultato di un accordo tra il Comune di Pieve e un agricoltore di Solighetto, che ha deciso di rinunciare a ben 2.149 metri quadrati di filari di Prosecco Docg, per mettere a disposizione dei bimbi un parco più grande in cui correre, giocare, divertirsi. Entro 45 giorni da oggi, una consistente porzione del vigneto tra via Fabbri e la scuola primaria “Papa Luciani” dovrà essere estirpato. L’accordo è frutto di una mediazione durata diversi mesi. E fa felice tutte le parti in causa: i bambini, prima di tutto, che avranno più spazio per giocare, e i genitori, che non dovranno preoccuparsi dei trattamenti effettuati sul vigneto. Il Comune, che in questo modo recepisce i dettami del Regolamento di Polizia Rurale, molto severo sulle distanze tra vigneti e siti sensibili, come le scuole. E il privato, che in cambio dei filari sacrificati, e grazie a una perequazione urbanistica, otterrà l’edificabilità di un’altra sua proprietà, poco distante. «Non solo un’area più grande per i bambini, ma anche la tutela della loro salute» è il risultato della mediazione, secondo il sindaco di Pieve di Soligo, Fabio Sforza. «Il privato ha capito appieno il senso della nostra richiesta e lo ringrazio: era necessario garantire ai bimbi delle scuole uno spazio più consono alle loro attività, evitando di avere vicino uomini e mezzi impegnati a lavorare alla manutenzione del vitigno. In questo modo, abbiamo dato anche un segnale importante sul fronte ambientale: non solo il controllo per il rispetto del Regolamento in vigore nelle nostre colline, ma anche azioni concrete e propositive, senza che alcuna delle parti coinvolte venga svantaggiata negli accordi». È di mercoledì l’atto pubblico ufficiale con cui l’agricoltore ha ceduto il terreno al Comune. I bimbi della primaria di Solighetto, in effetti, fino a oggi erano costretti a convivere con spazi piuttosto angusti, nel loro giardino. Chiuso tra le strade, e il vigneto. Anche se nell’ultimo anno non sono giunte segnalazioni ufficiali in municipio, a qualche genitore la vicinanza con i filari di Prosecco non piaceva troppo, per via dei trattamenti fitosanitari effettuati in primavera. E infatti, il Comune ha imposto all’agricoltore di rimuovere tutte le piante entro 45 giorni, quindi prima che inizino i trattamenti. In modo da prevenire, come già avvenuto nelle scuole di Refrontolo e Conegliano, denunce alla polizia locale durante i trattamenti. «Era giusto creare un’area di rispetto» sottolinea Sforza «ora la zona di protezione sarà ampliata». I “pali di testa” del vigneto arretreranno di alcune decine di metri, poi il Comune collaborerà con il privato per la posa della nuova recinzione. Anche il “nuovo” vigneto, più arretrato, dovrà comunque rispettare il Regolamento, che recita: «Nei pressi di aree particolarmente sensibili quali asili, scuole di ogni ordine e grado, centri diurni, aree verdi aperte al pubblico, è obbligatorio operare esclusivamente nell’orario di chiusura e, comunque, dopo il termine delle lezioni». Dopo che i filari saranno rimossi, gli operai comunali procederanno con il livellamento del terreno e la semina dell’erba. I bimbi di Solighetto dovrebbero avere il loro giardino pronto per l’inizio del prossimo anno scolastico. Novità sono in arrivo anche sul fronte della viabilità. L’ampliamento potrebbe permettere al Comune anche di ricavare una nuova entrata, e un nuovo spazio di manovra per gli scuolabus.

Andrea De Polo

 

Mano tesa tra produttori e ambientalisti

Il Consorzio Docg: «Ma il connubio vigneto-rischi salute è fuoriluogo» . Il Wwf: «Convertire al bio»

PIEVE DI SOLIGO – L’accordo di Pieve di Soligo per allontanare il vigneto dalle scuole è una mano tesa tra produttori e ambientalisti. Due mondi che nei 15 Comuni della Docg Prosecco si sono letteralmente fatti la guerra, negli ultimi anni, ma che ora sembrano dialogare di più, e meglio. Anche se quella di Solighetto, per gli ambientalisti, è solo una soluzione temporanea, e servirebbe un intervento radicale: convertire la Docg al biologico. Innocente Nardi, presidente del Consorzio di Tutela Prosecco Docg, rifiuta il connubio vigneti-rischi per la salute: «I vigneti arricchiscono il territorio in termini di bellezza. Certo, le medicine alle piante vanno date con parsimonia, e sono convinto che i luoghi sensibili, come le scuole, necessitino di un’attenzione particolare. Pensare al vigneto come a un rischio per la salute, però, è un’equazione fuori luogo».

Il caso di Solighetto è unico nel suo genere: «Lì le scuole avevano comunque bisogno di più spazio, mi sembra un’operazione positiva».

Un plauso all’iniziativa anche da Legambiente Sernaglia: «Quando le azioni mettono al primo posto la salute, al posto del business, vanno nella direzione giusta» spiega il presidente, Marcello De Noni. A Solighetto l’accordo è stato possibile grazie alla buona volontà del privato, altrove non è così facile: «Non ci interessa entrare in conflitto con gli agricoltori: sappiamo che ci sono persone che per vivere e lavorare hanno bisogno di utilizzare anche prodotti “discutibili”, ma la soluzione non è semplice».

Alla base di tutto, anche una certa concorrenza tra agricoltori: perché io devo rinunciare a qualcosa, se il mio vicino continua a lavorare come ha sempre fatto? «La prospettiva a lungo termine è portare la Docg al biologico. Così il prodotto sarebbe più spendibile anche sui mercati esteri, oltre che inimitabile, e farebbe anche il bene dei produttori. Altrimenti ci fanno le scarpe».

Più severo Wwf Altamarca, con Gilberto Carlotto: «Sicuramente non è acquisendo le vigne che si risolve il problema. La ciclopedonale da Pieve a Barbisano è costeggiata dai vigneti, li acquistiamo tutti? Per proteggere i gruppi vulnerabili che transitano sulle strade, giocano nei parchi o nei giardini privati e vivono nelle case di proprietà, soggette alla deriva dei fitosanitari, non è questa la soluzione: l’unica possibilità è il passaggio alla difesa biologica certificata Ce».

(a.d.p.)

 

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