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Dieci famiglie di Battaglia Terme hanno ancora difficoltà di accesso alle case

Il consiglio comunale ascolta la protesta e chiede alla Regione di fare qualcosa

BATTAGLIA TERME – Ci sono dieci famiglie ancora isolate a ricordare che l’emergenza non è ancora finita, a Battaglia Terme, come è emerso anche l’altra sera, nel corso dell’affollato consiglio comunale straordinario indetto proprio per fare il punto dopo l’alluvione. Tra la rabbia dei residenti che hanno subito gli allagamenti, per il mancato preavviso, anche la vicenda delle famiglie che abitano sulla strada provinciale 63, nella zona del Catajo. La zona è tuttora chiusa al traffico, per ordine della Provincia: considerata pericolosa per le crepe e per il rischio di crolli dell’antica mura. «Non abbiamo accesso alle nostre abitazioni se non attraversando il passaggio a livello», ha ricordato in consiglio Roberto Magarotto. «Ora per raggiungere la statale dobbiamo percorrere l’argine, ma un tratto è vietato al transito. Se dovesse esserci un’emergenza, l’ambulanza non potrebbe passare». Un problema su cui il sindaco Daniele Donà si è impegnato a sollecitare Provincia e vigili del fuoco. Ed è tanta la rabbia anche fra i residenti dei quartieri Chiodare e Ortazzo: «C’è stata troppa incompetenza», si è sfogato Massimiliano Galtarossa, «qualcuno dovrà pagare, la vicenda va portata in tribunale». E di una possibile iniziativa legale ha parlato anche Donà: «A breve avrò un incontro con i sindaci di Selvazzano e Montegrotto, per valutare la possibilità di un’azione legale comune», ha anticipato il sindaco. Convitato di pietra della serata il genio civile, che l’amministrazione aveva invitato, ma senza esiti. «Domenica il Vigenzone era pieno e il Bisatto a un livello molto basso», ha ricordato il primo cittadino. «Ho chiesto al genio civile perché non chiudevano l’Arco di Mezzo per lasciar sfogare l’acqua, ma mi hanno risposto che avevano ordini precisi». Dal canto suo, l’opposizione ha ricordato gli interventi di manutenzione sollecitati più volte, anche con un’interrogazione del 2010. Dai lavori per completare la mura che cingerebbe il quartiere Ortazzo, agli interventi sulle mura esistenti e sulle valvole di non ritorno. «Non si deve perdere altro tempo, non deve succedere un’altra volta», ha detto il capogruppo del Pd, Massimo Momolo. «La gestione dell’emergenza ha presentato falle, la gente è stata sorpresa nel sonno dall’arrivo dell’acqua». Anche il presidente del Consorzio Bacchiglione, Eugenio Zaggia, e il suo omologo presidente dell’Adige-Euganeo, Antonio Salvan (unici “tecnici” presenti) hanno ricordato come da tempo i loro Consorzi sollecitino la Regione sulla necessità di pulire gli scoli e liberarne l’alveo. Maggioranza e opposizione sono stati concordi, infine, sul documento unitario che chiede interventi urgenti alla Regione.

Francesca Segato

 

MONTEGROTTO – Gli alluvionati vogliono incontrare Genio e Consorzio

MONTEGROTTO – Il Comitato Alluvionati 1992 chiede un confronto con il Consorzio di bonifica e con il Genio civile. E approfitta per fare chiarezza: «Il nostro gruppo è nato dopo la forte alluvione di ventidue anni fa, si è impegnato e battuto negli anni per capire il motivo delle alluvioni e trovare soluzioni con gli enti competenti», spiega il responsabile Adriano Turlon. «Abbiamo operato sempre con spirito critico ma costruttivo, senza legami con partiti politici, per stimolare le autorità alla salvaguardia del territorio in primis i sindaci, il Consorzio di Bonifica, il Genio Civile, il Prefetto e i rappresentanti politici del territorio indipendentemente dalla loro appartenenza politica. Vogliamo sollecitare il sindaco ad invitare all’assemblea pubblica del 20 febbraio non un delegato ma il presidente e il direttore del Consorzio di Bonifica Bacchiglione Brenta e il sempre invocato responsabile della nostra alluvione, il Genio Civile, e magari anche il redattore del recente studio idraulico del nostro territorio, Luigi D’Alpaos, per far capire ai cittadini qual è la situazione idraulica del territorio, e quali sono le possibili soluzioni per contrastare gli allagamenti che sempre più frequentemente colpiscono il nostro comune».

(f.fr.)

 

GALZIGNANO

Peggiora la frana sulla Cingolina.  Lavori in partenza

GALZIGNANO – Le piogge dei giorni scorsi non hanno provocato smottamenti a Galzignano, ma hanno causato il peggioramento della frana in via Rinascita, chiamando sul posto il personale del comune e della Provincia. Una volta ottenute le autorizzazioni per entrare in un terreno privato, la ditta incaricata comincerà a lavorare per il ripristino della corsia erosa dallo smottamento verificatosi alla fine dello scorso maggio, in conseguenza delle insistenti piogge. Si tratta di una quindicina di metri della strada provinciale ‘Cingolina’, l’arteria che dal centro di Galzignano conduce a Faedo, al chilometro IV+300 in direzione del Passo Roverello. La strada Cingolina è sempre rimasta aperta al traffico, ma da quasi nove mesi in questo tratto si procede a senso unico alternato e il punto critico viene segnalato nelle due direzioni con barriere e con cartelli che impongono anche un limite di di velocità di trenta all’ora per evitare rischi alla circolazione.

Piergiorgio Di Giovanni

 

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