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MESTRE – La Corte dei conti passa al setaccio il contratto di project financing

La Procura regionale della Corte dei conti ha aperto 5 indagini sull’ospedale dell’Angelo per verificare la legittimità di alcune spese e, di conseguenza, accertare la possibile sussistenza di un danno erariale.

L’indagine più corposa ruota attorno al project financing, l’operazione che ha permesso di costruire l’ospedale di Mestre utilizzando i soldi di una cordata privata alla quale, per numerosi anni, l’Ulss 12 dovrà versare un canone, in parte relativo all’ammortamento, in parte ai servizi dati in gestione (dal riscaldamento ai rifiuti, dalla mensa alla lavanderia). Le altre 4 inchieste riguardano prevalentemente appalti per forniture e manutenzioni.

 

SANITÀ – Nel mirino della Procura erariale ci sono anche appalti per forniture e manutenzioni

Corte dei conti, 5 indagini sull’Angelo

Inchiesta per verificare se l’Ulss 12 ha pagato più del dovuto il canone previsto dal project financing

Cinque indagini sull’ospedale dell’Angelo di Mestre. Le sta conducendo la Procura regionale della Corte dei conti per verificare la legittimità di alcune spese e, di conseguenza, accertare la possibile sussistenza di un danno erariale.

La più rilevante riguarda il project financing, ovvero l’operazione di finanza di progetto attraverso la quale è stato realizzato il nuovo ospedale di via Paccagnella, costruito in parte con soldi di una cordata privata alla quale, per numerosi anni, l’Ulss 12 dovrà versare un canone, in parte relativo all’ammortamento, in parte ai servizi dati in gestione (dal riscaldamento ai rifiuti, dalla mensa alla lavanderia).

Ebbene: in un esposto finito sul tavolo del viceprocuratore regionale Alberto Mingarelli, si chiede di verificare se la convenzione siglata tra Azienda sanitaria e Vsfp, società Veneta sanitaria finanza di progetto, sia correttamente applicata. In particolare nella parte in cui prevede una riduzione del canone che la Asl deve versare nel caso in cui la società privata realizzi utili superiori ad una determinata soglia grazie alla gestione dei servizi interni all’ospedale. La questione non è di semplice e immediata soluzione, tant’è che con molte probabilità si renderà necessaria una perizia per accertare se la soglia sia stata effettivamente superata nel bilancio 2012 e, dunque, se l’Azienda sanitaria avrebbe dovuto pagare di meno. Se così fosse, alla procura spetterà poi il compito di individuare gli eventuali responsabili e di valutare se chiedere loro di risarcire di tasca propria l’esborso in eccesso. In caso contrario la segnalazione finirà in archivio. La legge prevede che i dipendenti pubblici possano essere chiamati a rispondere di danno erariale nel caso di comportamenti dolosi, ma anche per colpa grave.

Le altre quattro “vertenze” in corso riguardano prevalentemente appalti per forniture e manutenzioni.

All’attenzione della Procura sono finite le spese per un laboratorio; i costi di manutenzione di alcuni macchinari, per i quali sarebbe stato fatto pagare il canone anche per il primo anno, per il quale era invece previsto l’intervento gratuito; alcune forniture aggiuntive di arredi che sarebbero state effettuate senza provvedere ad una autonoma gara d’appalto, ricorrendo invece all’estensione di una prima gara.

 

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