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Gazzettino – Allarme sprechi nelle societa’ partecipate

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

20

feb

2014

In perdita un terzo delle controllate delle pubbliche amministrazioni

Spese dei politici ai raggi X

La Corte dei Conti a caccia di danni erariali. Il procuratore Scarano fa controllare le ricevute di tutti i consiglieri veneti

PROCURATORE regionale della Corte dei Conti Carmine Scarano. A sinistra la sede Arpav, agenzia sotto la lente dei magistrati

91.000 EURO IN UN OSPEDALE

14 MILIONI IL RISARCIMENTO RICHIESTO

La Procura regionale della Corte dei conti di Venezia ha iniziato l’analisi dei rimborsi spese presentati dai gruppi consiliari della Regione Veneto. La documentazione è stata trasmessa al procuratore Carmine Scarano dalla sezione Controllo della Corte la quale ha segnalato i rimborsi ritenuti non regolari e che, di conseguenza non sono stati “approvati”. Ora spetterà alla Procura il compito di accertare se, a fronte di rimborsi non adeguatamente documentati, si configuri un danno erariale per le casse pubbliche e se i pubblici amministratori coinvolti nella vicenda possano essere chiamati a risarcire di tasca propria le somme percepite. Tra i documenti di spesa fatte rientrare nel capitolo di competenza dei gruppi consiliari figurano scontrini e ricevute fiscali relative a pranzi e cene, ma anche consulenze, pubblicazioni, convegni.

Oltre a questo procedimento il il procuratore regionale della Corte dei conti, Carmine Scarano, ha denunciato anche un altro preoccupante fenomeno: gran parte degli sprechi e delle spese prive di controllo sono addebitabili alle cosiddette “partecipate”, quelle società di diritto privato di cui sono azionisti gli enti pubblici, per conto dei quali gestiscono svariati servizi pubblici, come trasporti, rifiuti, energia e così via. Scarano a questa delicata tematica dedica uno dei passaggi chiave della relazione con cui, questa mattina alle 10, a Venezia, sarà inaugurato l’anno giudiziario della Corte dei conti alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista.

IMPUNITÀ – Scarano lamenta una crescente incertezza che si tramuta nel rischio di totale impunità: nel corso degli anni la giurisprudenza è stata altalenante e ancora non è chiaro se la cattiva gestione delle “partecipate” configuri un danno erariale (e sia dunque perseguibile dalla Corte dei conti) oppure sia una semplice questione civilistica che l’ente pubblico deve risolvere avviando cause per resposabilità nei confronti degli amministratori.

«Nella confusione normativa il risultato è che le spese sono incontrollabili – denuncia il procuratore – È urgente un intervento del legislatore per definire il riparto di giurisdizione».

Da una ricerca di Confindustria emerge che, a livello nazionale, le amministrazioni pubbliche possiedono quasi 40mila partecipazioni in poco meno di 8mila organismi esterni, con un onere complessivo di circa 23 miliardi per il loro mantenimento (pari a 1,4 per cento del Pil). Un terzo delle “partecipate” è in perdita, con un onere di 4 miliardi per le casse pubbliche.

DANNI PER 14 MILIONI – Nel corso del 2013 la Procura ha citato a giudizio per danno erariale 115 amministratori e funzionari (lo stesso numero dell’anno precedente) chiedendo loro di risarcire di tasca propria una somma complessiva di oltre 14 milioni di euro.

CONSULENZE – Nella sua relazione il procuratore illustra le principali citazioni a giudizio: in materia di consulenze esterne ritenute irregolari, la Procura ha chiesto a tre persone di risarcire 36mila euro per un progetto commissionato dall’Arpav; quasi 300mila euro sono stati chiesti ad undici persone in merito ad alcune consulenze irregolari del Comune di Chioggia: incarichi che non avrebbero avuto adeguate motivazioni.

TREVISO E BELLUNO – In relazione alla gestione di due discariche autorizzate dalla Provincia di Treviso, la Procura ha citato a giudizio due funzionari pubblici, chiedendo loro di risarcire quasi 3 milioni di euro. Due inchieste riguardano la provincia di Belluno: un risarcimento di quasi 600mila euro è stato chiesto a 12 persone in relazione alla convenzione tra la Ulss 1 e l’ospedale privato Codivilla Putti di Cortina d’Ampezzo; poco meno di 90 mila euro sono stati chiesti a un medico ospedaliero che operava visite private senza autorizzazione.

PADOVA E ROVIGO – A Padova è stato contestato a sei dipendenti pubblici un danno di oltre un milione di euro per canoni non riscossi relativi alla concessione di alcuni locali e della gestione del bar interno all’ospedale Sant’Antonio. In provincia di Rovigo sono state aperte tre inchieste a Badia Polesine: per un danno di un milione di euro nella realizzazione di impianti sportivi (sotto accusa 7 persone); per oltre 500mila euro di “differenze improprie” da permuta immobiliare e per 66mila euro relativi al compenso di un professionista ritenuto indebito.

VENEZIA – Sono stati chiesti 34mila euro a 4 dipendenti Ater per una locazione a canone ridotto e 91 mila euro a due persone per violazione del regime di esclusività di un medico ospedaliero.

Gianluca Amadori

 

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