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Gazzettino – Nuova Valsugana, non piace il si’ di Roma

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

20

feb

2014

VALBRENTA – Primi mugugni dei Comuni dopo l’ok ministeriale al progetto

VALBRENTA – Primi mugugni in valle dopo l’ok della commissione ministeriale al progetto della Nuova Valsugana per quanto riguarda l’impatto ambientale. È vero che il sì è condizionato ad alcune prescrizioni, ma l’accettazione delle mitigazioni così come stanno lascia sconcertati gli amministratori che vorrebebro notevoli miglioramenti.

NUOVA VALSUGANA – I Comuni bocciano molte indicazioni della commissione tecnica sulle soluzioni del progetto

«Senza tunnel impatto ambientale a rischio»

IL RETTILINEO prima di Rivalta a San Nazario

Primi mugugni sulle indicazioni che emergono dal verbale della Commissione tecnica del Ministero dell’Ambiente sulla verifica dell’impatto ambientale del progetto della Superstrada Valsugana. Le oltre cento pagine pubblicate sul sito del Ministero richiedono una analisi approfondita, ma le scelte sembrano già orientate verso soluzioni in alcuni casi per nulla condivise.

«Avevamo indicato come soluzione ottimale il tunnel unico, perché meno impattante sul territorio o, in subordine, di superare con unica galleria Rivalta e San Marino, abbattimento dei viadotti sul Brenta – interviene il sindaco di San Nazario, Gianni Ceccon – e forte contrarietà alle discenderie previste, in particolare in località Pianari, con campo sportivo trasformato in cantiere di lavoro. Spiace dover prendere atto che il tunnel unico è stato scartato e che il progetto ottimizzato presenta comunque un rilevante impatto ambientale. L’amministrazione comunale vigilerà con la massima attenzione le fasi che porteranno alla stesura del progetto definitivo, per ridurre gli effetti negativi della realizzazione dell’opera sulla popolazione e sull’ambiente». Pollice verso anche sull’altra sponda del fiume.

«Siamo amareggiati anche se consapevoli che non avremmo ottenuto delle migliorie. La Commissione Via nazionale, infatti, ha confermato nella sostanza quanto indicato da quella regionale – ha dichiarato Diego Lazzarotto, consigliere del comune di Valstagna e rappresentante dei comitati in destra Brenta – La Commissione ammette che il tratto Pian dei Zocchi/Rivalta (1.200 metri a cielo aperto nel fondo valle, con sproporzionato ponte tra Rivalta e Sasso Stefani) sarà peggiorativo sotto tutti gli aspetti, ma ci stupisce la contraddizione nell’affermare che la corticale, sostenuta dai comitati e dal consiglio comunale di Valstagna, è peggiorativa a nord, mentre viene giudicata migliorativa a sud. Tutto ciò conferma che è stato scelto il tracciato, così detto ottimizzato, più conveniente alla ditta proponente».

Per quanto riguarda i timori di un dirottamento del traffico, Lazzarotto osserva che “se verranno confermate le tariffe di pedaggio indicate nel progetto, eccessivamente alte, possiamo ipotizzare che la maggior parte degli utenti non transiterà in galleria e di conseguenza la frazione di San Marino sarà invasa da veicoli e Carpané non avrà una diminuzione del traffico, mentre si verificherà un riversamento di auto in destra Brenta”. Preoccupazione “per le prescrizioni che riteniamo troppo generiche, soprattutto per la salute pubblica: si parla di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico, anziché dell’obbligo del trattamento dei fumi agli imbocchi/sbocchi delle gallerie ritenuti dalla stessa Commissione tratti molto vulnerabili”. Amara la conclusione.

«È mancata una linea comune degli amministratori della Valle e la promessa dell’abbattimento del viadotto di San Marino, che abbiamo condiviso e sostenuto, ha eccessivamente condizionato la concertazione, a danno della soluzione ideale».

Fra le 52 osservazioni inoltrate da soggetti pubblici e privati, vale la pena esaminare le controdeduzioni riportate a quelle presentate dalla sezione bassanese di Italia Nostra e comitati.

Per l’impatto dell’opera sull’ambiente, il progetto viene considerato “per la parte in Valle in particolare, teso alla messa in sicurezza dei centri abitati ed appare comunque migliorativo delle attuali problematiche ambientali”; sul mancato adeguamento a nord di Cismon ed in territorio trentino, “l’opera appare complementare e non alternativa al completamento della Valdastico e l’immissione in Trentino avviene in una strada a quattro corsie che nella programmazione provinciale è prevista fino a Trento”; la ipotizzata sopravvalutazione dei flussi di traffico, «tiene conto della programmazione a lungo termine»; infine, i forti impatti ambientali causati dall’uscita della galleria sopra Solagna e dalla discenderia di località Pianari, a San Nazario, “col tracciato ottimizzato appaiono sufficientemente mitigati”.

      Affermazioni accolte con grande sconcerto, che non mancheranno di innescare contestazioni e prese di posizione da parte di sindaci e comitati.

 

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