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Il comitato antisuperstrada convoca i proprietari dei terreni su cui passa l’opera «Non accettate accordi bonari, la questione è sul tavolo della Suprema Corte»

MONTEBELLUNA. «Non firmate alcun accordo bonario», questo l’invito lanciato martedì sera da Elvio Gatto, dell’associazione che contesta la Pedemontana Veneta, alla gente intervenuta all’incontro al centro frazionale di Guarda.

Erano stati invitati soprattutto i proprietari dei terreni interessati da espropri per la realizzazione della Pedemontana Veneta. È prossimo l’arrivo delle lettere per procedere agli espropri con gli accordi bonari. Sono già arrivate agli interessati della zona est della provincia di Vicenza, fra poco dovrebbero arrivare nelle case dei trevigiani.

Perché non aderire agli accordi bonari? «Per non trovarsi legati nel caso in cui la Corte Costituzionale bocci la definizione di pubblica utilità per la Pedemontana Veneta», risponde Gatto. Perché di ricorsi ce ne sono ancora in piedi, alcuni sono arrivati davanti alla Corte Costituzionale e si attende il suo pronunciamento per vedere cosa potrà succedere. Ad ascoltare Elvio Gatto c’era una quarantina di persone, a esse è stato anche chiesto di aderire al ricorso che si trova ora di fronte alla Corte Costituzionale per dargli più forza.

L’associazione ha contestato la nomina del commissario straordinario e la definizione di pubblica utilità per la Pedemontana Veneta. Al Tar sono arrivati vari ricorsi, alcuni già con sentenza.

Ciò che interessa in questo frangente di più all’associazione è il rinvio alla Corte Costituzionale di uno di questi ricorsi relativo alla pubblica utilità. Il pronunciamento dovrebbe arrivare entro l’estate e se sarà bocciata la pubblica utilità decadrà l’automatismo degli espropri. Intanto saranno fatti e i soldi depositati in tesoreria, ma ai proprietari dei terreni l’associazione ha consigliato di farsi espropriare anziché aderire all’accordo bonario che verrà proposto quando saranno convocati.

Alla Pedemontana Veneta poi Elvio Gatto ha rivolto le note critiche e ha sottolineato come abbiano preferito fare un’autostrada pur mascherata da superstrada e costosissima per le casse di Stato e Regione pur essendo in project financing anziché far proseguire la Gasparona da Bassano fino a Spresiano e avere una superstrada funzionale a risolvere i problemi del traffico spendendo un terzo di quello che verrà a costare la Pedemontana Veneta. Mentre i cantieri si avvicinano al Trevigiano si riacutizza la lotta delle associazioni contro questa infrastruttura.

Enzo Favero

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