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GRANDI NAVI – L’avvocatura civica ha il mandato perchè l’ente pubblico non resti estraneo al giudizio

Stop ai colossi, Comune contro Vtp

Ca’ Farsetti si costituisce nel ricorso fatto per bloccare la decisione del Governo

L’ACCORDO – Esclusione dal 2015 delle navi superiori alle 96mila tonnellate

Il Comune interverrà nel ricorso al Tar di Vtp sul divieto di entrata in laguna alle navi sopra le 96mila tonnellate “per non essere estraneo al giudizio”.

Il Comune interverrà nel giudizio proposto al Tar da Vtp contro la Presidenza del consiglio, il ministero dell’Ambiente e la Capitaneria di porto, in relazione al divieto di entrata in laguna imposto dal primo gennaio 2015 alle navi di stazza superiore alle 96mila tonnellate. La decisione è stata presa nella seduta di Giunta di ieri, con apposita delibera e mandato all’avvocato Giulio Gidoni. Con l’intenzione, come ha sottolineato in chiusura il sindaco Giorgio Orsoni, «di non rimanere estranei al giudizio, nell’interesse stesso della città».

Quanto convenuto in materia nella riunione interministeriale svoltasi il 5 novembre a Roma era stato immediatamente contestato dal presidente di Vtp, Sandro Trevisanato. Con la motivazione che il comunicato stampa diffuso nella circostanza non poteva configurarsi come atto, né costituire la base giuridica per le due successive ordinanze. Da qui la richiesta di sospensiva al Tar della società che gestisce il terminal crociere della Marittima, seguita a ruota da quella depositata dal Comitato Cruise Venice.

Interpellato nel merito, Trevisanato aveva evidenziato che il divieto «eliminerà dalla laguna il 60% delle navi costruite nell’ultimo decennio, quelle più moderne, ecologiche e sicure, e consentendo invece l’entrata delle più vecchie, pericolose e inquinanti». E che le decisioni assunte a Roma, in caso di non sospensione di tutti gli atti da parte del Tar, «comporterà nel 2015 la perdita di un milione di passeggeri (rispetto al milione e 800mila raggiunto nel 2012), 260 milioni di euro l’anno e 2.533 occupati». Analoghe preoccupazioni erano state manifestate da Cruise Venice, che in polemica con il Comitato no gradi navi e i suoi sostenitori a livello nazionale e internazionale aveva definito il secondo ricorso «un obbligo morale verso quelle migliaia di lavoratori che negli ultimi anni devono difendere i loro posti dagli assalti non della concorrenza o di competitori stranieri, ma dai mal di pancia »estetici” di foresti famosi”.

Prese di posizione che comunque non hanno modificato la linea di Ca’ Farsetti. Che ha salutato con soddisfazione le limitazioni di traffico, in attesa dell’applicazione del decreto Clini-Passera e di una soluzione diversa dalla sola Marittima.

 

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