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GUERRA MEDIATICA – Dopo l’acquisto da parte di Vtp di pagine sui quotidiani, il Comitato No grandi navi accusa la società di giocare sulle paure dei lavoratori

Non è ovviamente passata inosservata la campagna di comunicazione fatta da Venezia terminal passeggeri a suon di pagine acquistate sui quotidiani locali e nazionali. Questo per mostrare “che se per il 2015 entreranno in vigore i divieti stabiliti dalla Capitaneria di porto saranno persi molti posti di lavoro”, come ha detto il presidente Sandro Trevisanato. Le inserzioni a pagamento, per far pressione sul nuovo Governo a modificare la misura , state precedute di pochi giorni dall’uscita del libro di Bruno Bernardi, Antonio Forza e Rino Rumiati “Venezia, un’invisibile battaglia navale”.

Immediata la reazione del Comitato No grandi navi.

«Si tratta di una pubblicità ingannevole, che dovrebbe essere perseguita a norma di legge – si legge nell’ultima nota inviata – volta a creare un clima di paura basato sulla disinformazione proprio ora che un processo democratico di comparazione sembra prendere le mosse secondo l’ordine del giorno votato al Senato lo scorso 6 febbraio».

Il Comitato parla di “dati fantasiosi sull’occupazione”, ribadendo che nessuno vuole una chiusura totale della città alla crocieristica, ma l’estromissione delle navi più grandi.

«L’unico significato di questa vergognosa campagna pubblicitaria – aggiungono i No navi – porta alla luce come una società ad ampia partecipazione pubblica come Vtp non voglia il confronto, ma badi esclusivamente di massimizzare le proprie rendite di breve periodo.

Ancora una volta – conclude il Comitato – si gioca sulla paura degli addetti di perdere il lavoro. Paura che ha un suo fondamento proprio nell’assenza di programmazione a lungo termine di Vtp, nella sua cecità di fronte all’irrompere del gigantismo delle navi».

 

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