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Mirano: il Comitato Salvioli rilancia e scrive una lettera al governatore Zaia

Il direttore dell’Asl 13 replica: «Un parere non può cambiare i nostri programmi» 

MIRANO «Subito il via ai lavori per il terzo monoblocco dell’ospedale». A rilanciare l’annosa questione è il comitato Carlo Salvioli, che ha scritto in Regione al governatore Luca Zaia e agli assessori Luca Coletto e Remo Sernagiotto.

«L’obiettivo», spiega il coordinatore del Salvioli, Aldo Tonolo, «è liberare l’area in locazione all’ente Mariutto, consentendo sia alla casa di riposo che all’ospedale di realizzare importanti plusvalenze dalla cessione dell’area del vecchio ospedale».

Il progetto è ambizioso, ma non nuovo. Prevede la riconversione dei vecchi edifici dell’ospedale in area residenziale di pregio, a pochi passi dal centro storico, con il nuovo ospedale ormai tutto proiettato a nord, dove è previsto il nuovo monoblocco De Carlo 3.

Per il Salvioli l’operazione va fatta ora, approfittando di una situazione che permetterebbe di definire la spesa in autofinanziamento.

«Prevedendo», spiega Tonolo, «un leasing immobiliare con un acconto di 10 milioni di euro già previsto nella Finanziaria regionale 2010, venti rate annuali da un milione di euro pagate con risparmi di gestione derivanti dalla locazione dell’area ospedaliera e un riscatto finale pagato con la vendita della quota di proprietà dell’Asl 13 dell’area liberata».

Il Salvioli dunque torna alla carica: lo fa dopo che nei mesi scorsi è circolata l’ipotesi di concentrare gli uffici amministrativi dell’Asl 13 nell’ospedale di Noale, di proprietà esclusiva dell’Asl. Cosa che invece non accade a Mirano, dove l’azienda sanitaria occupa edifici in locazione, di proprietà dell’ente casa di riposo Mariutto.

«Che però già versa in difficoltà economiche», spiega Tonolo, «e dove le entrate in locazione costituiscono parte fondamentale del bilancio. L’eventuale disdetta degli immobili in locazione per spostare gli uffici a Noale, penalizzerebbe il Mariutto per il calo delle entrate e l’impossibilità di riconvertire gli edifici in uso ospedaliero, ma anche lo stesso ospedale, visto che il permanere di Ostetricia-Ginecologia nei vecchi edifici non permette l’unificazione dell’unità Materno-Infantile.

La soluzione è il De Carlo 3, con un ospedale nuovo e la riconversione dell’area vecchia in zona residenziale, con i proventi in cassa al Mariutto».

«Prendiamo atto della proposta», è la replica gelida del direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato. «Un parere del genere non può sostituirsi alla programmazione aziendale e regionale. Non è corretto presumere che ci comporteremo in un certo modo e influenzare l’opinione pubblica con ricostruzioni di parte che non corrispondono alle reali volontà della direzione generale».

Filippo De Gaspari

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