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DOLO – Zatta: «Trasferirlo sarebbe irragionevole»

L’ufficio del Giudice di Pace non chiuderà. Almeno per il momento. Ne è sicuro il presidente della Camera degli Avvocati della Riviera del brenta e Miranese, Michele Zatta.

«Nell’ultima settimana si è diffusa a Dolo e in Riviera del Brenta la notizia che il Giudice di Pace di Dolo sarebbe stato chiuso e che si sarebbe realizzato, come già avvenuto per il Tribunale, l’accorpamento con la sede centrale di Venezia – spiega Zatta – Allo stato la notizia non è fondata ed è sorta da un’errata interpretazione del decreto del Ministero della Giustizia del 19/2/2014 che indicava le sedi del Giudice di Pace che sarebbero state soppresse, ma non prendeva in considerazione quelle sedi che, come avvenuto per Dolo, avevano presentato nei termini, a mezzo degli Enti locali interessati, la richiesta di mantenimento della sede. La precisazione è stata poi data proprio con nota del Ministero di Grazia e Giustizia che in data 4/3/2014 ha specificato che per le sedi che hanno presentato istanza di mantenimento vi sarà l’emanazione, in tempi rapidi, di un decreto ad hoc».

La Camera degli Avvocati di Dolo e della Riviera del Brenta come del resto anche i Comuni che hanno aderito all’istanza di mantenimento, sta monitorando la situazione e c’è fiducia che gli sforzi fatti per far sì che il Giudice di Pace rimanga a Dolo possano trovare accoglimento e che si eviti l’ulteriore drastico taglio di sedi giudiziarie e l’ennesimo sciagurato accorpamento in sede centrale a Venezia.

Zatta sottolinea: «Già la chiusura della sede distaccata del Tribunale ha avuto e continua ad avere effetti devastanti sulla gestione della Giustizia, in particolar modo per quella civile, nonché sul territorio dolese. I disagi sono tantissimi e continuano ad essere evidenti a tutti coloro, legali e cittadini, che hanno dovuto recarsi presso il Tribunale a Venezia. Anche alla luce di ciò si confida vivamente che quantomeno il Giudice di Pace, unico presidio giurisdizionale rimasto nel territorio, non debba subire un taglio e un successivo accorpamento che diventerebbero davvero poco comprensibili e del tutto irragionevoli».

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