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L’azienda vicentina Zamperla prefisce chiamarlo “polo multifunzionale a tema”, più che parco diverimenti o “Veniceland”. Un polo che dovrebbe rivitalizzare l’area di San Biagio alla Giudecca e che è stato presentato venerdì, in un’assemblea cittadina pubblica alla bocciofila di Sacca Fisola, da Alberto Zamperla, titolare della ditta nota nel mondo per le sue competenze nella creazione di parchi giochi (tra cui Eurodisney, ndr).

Una presentazione carica di tensione. Nel corso delle domande da parte dei residenti, che non hanno apprezzato il progetto, sono volate contestazioni. Un gruppo di ragazzi che occupano le case della Giudecca ha iniziato a urlare verso Zamperla “Basta, vai a casa”. Quando la situazione si è fatta pesante, l’imprenditore si è difeso affermando che l’assemblea cittadina dovesse essere un modo per cercare il dialogo con i residenti e non uno scontro.

Uno dei punti più dibattuti è stata la modalità di bonifica dell’area, che da tempo richiede un’urgente sistemazione. Ai dubbi dei cittadini ha risposto Enrico Fabris, ingegnere della ditta, esperto di bonifiche, il quale ha illustrato il progetto:
«Data la natura volatile dei 120.000 metri cubi di rifiuti tossici, tra ceneri, diossina e metalli – ha detto – non sarà possibile trasportare via il materiale, perché sarebbe un rischio per la salute degli abitanti e dell’ambiente. Quindi l’unica possibilità, anche a termini di legge, sarebbe quella di isolare i materiali, prevenendo la dispersione e la fuoriuscita dei rifiuti tossici». Il progetto si svilupperà in due fasi: una prima in cui verrà posto un “sarcofago” attraverso più strati di isolamento, per contenere le ceneri tossiche nell’area, ed una successiva, in cui verrà costruito il polo sopra agli strati di sicurezza. La durata dell’opera complessiva è stimata in due anni, divisi in sei mesi per la bonifica e un anno e mezzo per la realizzazione.

Il presidente ha poi spiegato come la riqualificazione dell’isola San Biagio costerà 80 milioni e potrà produrre circa 500 posti di lavoro, dei quali 100 fissi e 400 stagionali che opereranno per 10 mesi all’anno. Il desiderio dell’imprenditore Alberto Zamperla sarebbe quello di divulgare la storia di Venezia affiancandola al divertimento. Ma non ha raccolto i favori dell’assemblea, che ha applaudito l’intervento di Tommaso Cacciari

«La storia di Venezia – ha detto – è una cosa seria, che va studiata, non messa su plastica e cemento, i bambini devono vivere le barene vere in barca, non pagare per vederle finte”.

Da ultimo, non è andato giù il così definito “boccone amaro” della ruota panoramica e alternative, che i cittadini non accettano.

 

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