Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

Gazzettino – Pendolari “abbandonati” in stazione

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

10

mar

2014

MESTRE – La denuncia: «Ci avevano garantito un’altra corsa, ma in realtà non c’era». E c’è chi ha dormito nello scalo

Bus sostitutivi per San Donà ancora strapieni: sabato notte decine di persone rimaste a terra. Chisso: «Inaudito»

POLEMICA – L’assessore regionale ai Trasporti Renato Chisso accusa Trenitalia per i continui disagi subiti dai pendolari

PRIMO SABATO DI CARNEVALE – Era già successo 15 giorni fa. Lo stesso inconveniente era avvenuto il 16 febbraio, primo sabato di Carnevale. Anche allora i pendolari non riuscirono a salire sul bus sostitutivo del treno delle 0.20 per San Donà già strapieno e furono costretti ad arrangiarsi.

DOPO MEZZANOTTE – Costretti a passare la notte in panchina o a trovare ospitalità da amici e parenti

BEFFATI  «C’è un’altra corsa»: ma in realtà non era prevista

DISSERVIZI – Sabato notte in 35 non sono riusciti a salire sul mezzo sostitutivo per San Donà

Bus pieno, pendolari ancora a piedi

DISAGI – Ancora proteste dei pensolari: sabato notte non sono riusciti a raggiungere S.Donà

Ennesimo sabato notte a piedi per i pendolari. Per tornare da Venezia a San Donà gli autobus sostitutivi erano pieni e un autista ha ingannato i turnisti. Circa 35 persone abbandonate all’addiaccio in stazione a Mestre, che hanno dovuto contattare familiari ed amici per chiedere un tetto dove passare la notte o un trasporto fino a casa. A denunciare il disservizio e il comportamento del conducente sono i Comitati del Pendolari del Veneto Orientale e di Quarto d’Altino, su tutte le furie perché «la questione deve essere risolta dall’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso che da troppi mesi fa solo promesse. È necessario il ripristino del treno delle 0.21 da Venezia prima possibile con la garanzia che circoli tutti i giorni». A rimanere appiedato come altre 20 persone davanti alla stazione ferroviaria di Mestre è stato Nicola Nucera di San Donà che ha tentato di tornate con gli autobus sostitutivi delle 23.24 e 00.35.

«L’autista della corsa delle 23.24 ha spiegato che il bus da 25 posti era completo – si sfoga Nucera- non poteva imbarcare nessuno perché non si può viaggiare in piedi, ma dopo 45 minuti sarebbe passato un pullman più grande».

Ma anche il pullman da 50 posti era pieno. Ad attendere c’erano 20 persone, tra cui un giovane Carlo Simonetto, di San Stino, fattosi portare a Mestre poiché il bus non era passato a Carpenedo dove lo aspettava.

«L’autista del secondo bus ci ha spiegato che c’erano solo 2 posti – continua Nucera – gli altri dovevano attendere un pullman di rinforzo in arrivo dopo 10 minuti. Alcuni ragazzi sono saliti, ma l’autista in malo modo ha cercato di farli scendere, assicurando l’arrivo del bus seguente. Ma dopo un’ora niente. Abbiamo saputo che a Venezia c’erano altre 15 persone. Una volta allertata, la Polizia Ferroviaria ci ha informato che il pullman di rinforzo non era in realtà previsto. C’è chi è andato in stazione a stendersi su una panchina fino al mattino, poiché il primo treno per San Donà è alle 6.53, invece che alle 5.25 in servizio da lunedì al venerdì. Qualche altro si è seduto ed ha atteso invano per ore, chi ha deciso che per scaldarsi era meglio camminare. I più fortunati sono stati ospitati da amici o si sono fatti venire a prendere. Il messaggio è chiaro: usate i mezzi privati».

I pendolari rimasti a terra hanno presentato reclamo contro Trenitalia per il pesante disservizio subito, mentre per i Comitati dei Pendolari «non è ammissibile che l’autista inganni la gente solo per poter proseguire il viaggio, per chi paga un biglietto o un abbonamento deve essere garantito il rientro. Ed è necessario che sindaci ed amministratori si rendano conto della gravità della situazione».

Davide De Bortoli

 

LE REAZIONI – L’assessore regionale accusa Trenitalia: «La corsa era prevista ne dovrà rispondere»

La rabbia di Chisso: «Fatto di una gravità assoluta»

«Il fatto è di una gravità inaudita. Non so se la colpa sia dell’autista dell’autobus, che ha raccontato una bugia ai pendolari o se sia di Trenitalia che offre l’ennesima dimostrazione di inefficienza. Quel che so per certo, però, è che è intollerabile che succeda una cosa del genere. La corsa bis è prevista e, se non c’era, Trenitalia dovrà rispondere anche di questo». Così l’assessore regionale alla Mobilità, Renato Chisso, a proposito dell’ennesimo “pasticcio” creato da Trenitalia che ha lasciato a terra 35 pendolari all’una di notte e fino all’alba. Non è chiaro se l’autista abbia detto in buona fede che c’era il bis o se sapesse che non c’era, fatto sta che è incredibile – ragiona Chisso – che non ci sia un minimo di attenzione da parte di Trenitalia per le esigenze dei pendolari. «Forse un colpo di telefono l’autista lo poteva fare, no? Quando si vedono tante persone in difficoltà, che sai saranno costrette a dormire in stazione, forse un po’ di attenzione, anche se non è previsto dal regolamento… Comunque io non ho l’intenzione di mollare l’osso e, appena approvato il Bilancio della Regione, ricominceremo gli incontri con i Comuni per trovare una soluzione. Si inizia dal bellunese e poi a seguire tutti gli altri, ovviamente senza dimenticare la zona di San Donà. Dico dopo il Bilancio perchè in questo momento è più importante lavorare per recuperare e mettere in campo risorse aggiuntive e, comunque, a breve chiuderemo questa partita una volta per tutte. Mi si deve dare atto di non aver fatto mai sconti a Trenitalia e questo episodio dimostra non la criticità del sistema, ma della gestione da parte di Trenitalia.»

(m.dia.)

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui