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Grandi navi, Casson (Pd): «Bene il ministro Franceschini, vigiliamo sull’iter»

«È molto positivo che il ministro della Cultura abbia espresso una posizione così netta sull’incompatibilità delle grandi navi. Adesso speriamo che sulla sua scia si esprimano anche i soprintendenti che ne hanno titolo».

Il senatore Felice Casson, primo firmatario della mozione approvata dal Senato sulle alternative al passaggio delle grandi navi in laguna, plaude alle dichiarazioni del ministro Dario Franceschini.

Il titolare del Turismo e dei Beni culturali è stato ricoverato all’Ospedale di Udine dopo aver lasciato la città, colto da un malessere. «Gli auguriamo di ristabilirsi presto», continua Casson, «e adesso dovremo vigilare sul rispetto delle procedure decise dal Senato. Tempi e modalità per l’esame delle alternative dovranno essere rispettati».

Venerdì il Tar esaminerà il ricorso presentato dalla Vtp Venezia terminal passeggeri che ha chiesto la sospensione dell’ordinanza della Capitaneria di porto che blocca il passaggio in canale della Giudecca nel 2015 delle navi «superiori alle 96 mila tonnellate».

Il 20 marzo la stessa Capitaneria dovrà inviare al ministero delle Infrastrutture le otto proposte alternative già presentate che dovranno essere esaminate e Valutate dal punto di vista economico e ambientale.

A quel punto il confronto sarà aperto. Con le posizioni sostenute dal Porto per la realizzazione del nuovo canale Contorta Sant’Angelo («Unica alternativa possibile»). Oppure la soluzione Marghera, sostenuta dal Comune. O le navi fuori della bocca di Lido, come proposto da Cesare De Piccoli, ex ministro delle Infrastrutture, Luciano Claut, assessore grillino all’Urbanistica del Comune di Mira e altri. L’iter si fovrà concludere entro 90 giorni a partire dal 20 marzo. Intanto la Marittima è deserta, senza grandi navi.

Non è ancora cominciata la stagione, ma soprattutto il transito delle navi alla bocca di Lido è sospeso per via dei lavori del Mose. La battaglia riguarda il 2015, con la riapertura delle vie d’acqua. Venezia terminal passeggeri ha lanciato una campagna per chiedere sostegno al passaggio delle navi e non vietarlo «finché non saranno state realizzate le alternative».

(a.v.)

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