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Ponte nelle Alpi. Riunione del coordinamento sulla mobilità

I punti in una delibera da far approvare alle amministrazioni

PONTE NELLE ALPI. Nella riunione di coordinamento provinciale sulla mobilità che si è svolta a Ponte nelle Alpi la settimana scorsa sono stati presentati e discussi i punti elaborati dalla maggioranza di Ponte nelle Alpi riguardanti la situazione dei treni nel Bellunese.

Le valutazioni sono state illustrate all’assemblea di amministratori e associazioni dal prosindaco Paolo Vendramini, il consigliere Pierpaolo Collarin e l’assessore Monica Camuffo.

«Punti che rappresentano il risultato dei diversi tavoli di discussione con i pendolari a cui l’amministrazione comunale ha partecipato lo scorso anno e delle segnalazioni ricevute dall’entrata in vigore dell’orario cadenzato», chiariscono i promotori che chiedono coincidenze garantite «cioè che le coincidenze di ritorno (da Conegliano a Belluno e da Belluno a Calalzo) siano rispettate, anche in caso di ritardi superiori ai 5 minuti, così come promesso dall’assessore Chisso e Trenitalia».

«Assolutamente imprescindibile», sottolineano, «la coincidenza degli ultimi treni con destinazione Belluno e Calalzo. Insistiamo nella richiesta di treni attrezzati al trasporto di biciclette e di una coppia di diretti quotidiana, integrata la sera del venerdì, il sabato e la domenica da ulteriori coppie di diretti a fini turistici».

Sul tappeto anche la questione del coordinamento orari Trenitalia-Dolomitibus: «È necessaria la revisione degli orari di Dolomitibus per coordinare le corse con gli orari dei treni. Richiediamo quindi l’istituzione del biglietto unico gomma-rotaia e pretendiamo chiarezza nell’individuare i soggetti responsabili e competenti per tale progettazione».

Dal bilancio regionale chi difende la mobilità su rotaia si attende inoltre una maggiore attenzione per le linee da Montebelluna a Calalzo e da Conegliano a Calalzo: «Sollecitiamo la Regione a mettere a bilancio fondi aggiuntivi per nuovo materiale rotabile diesel e per la manutenzione e potenziamento delle infrastrutture di linea e delle stazioni, così come più volte promesso ad amministratori e pendolari».

E sulla linea Belluno-Calalzo: «chiediamo, tramite la prefettura, un report quindicinale di Rfi sullo stato di avanzamento dei lavori. Inoltre l’attivazione di coppie regolari Belluno-Longarone, anche con il temporaneo prolungamento della linea Padova-Belluno, durante il periodo di chiusura della tratta, soluzione tecnicamente percorribile».

Nella riunione è stato deciso che alcuni punti diventeranno il testo di una delibera di giunta o di consiglio da proporre anche alle altre amministrazioni comunali non presenti, delibere che saranno inoltrate al presidente della Regione Veneto, al commissario provinciale, a deputati e senatori e al Governo.

Altri punti faranno invece parte di un nuovo documento da elaborare e condividere con amministrazioni, associazioni, comitati e cittadinanza, anche a partire dal prossimo appuntamento, il 22 marzo alla stazione di Ponte nelle Alpi, lanciato dai gruppi e associazioni che avevano già promosso la manifestazione di protesta del 22 febbraio scorso a Belluno.

Ezio Franceschini

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