Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

L’ira dei pendolari: «50 euro al mese per viaggiare in piedi»

Cresce la protesta di chi utilizza la linea

Ma nelle altre tratte non va molto meglio

FERROVIA DA TERZO MONDO – A tanto ammonta un trimestrale del treno per la tratta Padova-Bassano. Lo sfogo di uno studente

«150 euro di abbonamento per un posto in piedi, stipati come sardine»

BASSANO – (J.L.) Nel 2014 paghi 150 euro per un abbonamento trimestrale del treno per la tratta Padova-Bassano e quali sono i servizi offerti? La risposta arriva dall’ennesimo pendolare imbufalito, studente bassanese al secondo anno di ingegneria costretto quotidianamente a raggiungere l’ateneo patavino a bordo dei convogli Trenitalia: «Il 90% delle volte la situazione è pessima. Partendo alle 14.16 da Padova saliamo su treni in cui i corridoi tra i sedili sono già pieni di persone in piedi, situazione questa che dal punto di vista della sicurezza sia gravissima. Le persone che non riescono ad arrivare con almeno trenta minuti di anticipo in stazione rimangono allora stipate come sardine in scatola nei passaggi di discesa, bloccando le porte e causando ritardi ad ogni stazione. E di ritardo in ritardo a Bassano arriviamo sempre venti minuti dopo rispetto all’orario previsto. La cosa che mi sorprende – prosegue ancora l’universitario bassanese – è che Trenitalia non ha mai preso nessun tipo di provvedimento a riguardo nonostante questa situazione sia tale dallo scorso mese di dicembre, da quando cioè sono cambiati gli orari. Non è una situazione isolata, noi pendolari la viviamo tutti i giorni e anche al mattino, partendo da Bassano a orari diversi. Più di qualche volta ci siamo ritrovati in piedi già a Rosà, subito dopo la partenza del convoglio verso Padova quindi».

Una situazione grave che non sembra sarà risolta in tempi brevi e che si fa ancor più critica per tutti quei pendolari che sul treno salgono nelle stazioni successive, partendo da Rossano Veneto e andando poi a Cittadella e Camposampiero.

«Stanchi, siamo davvero stanchi – conclude il pendolare bassanese – e mi auguro che qualcuno intervenga perchè non è affatto giusto pagare 150 euro un abbonamento trimestrale che non ci garantisce nemmeno di stare seduti, o quantomeno di viaggiare in maniera decorosa sui treni».

Che sia Venezia, Padova o Trento la destinazione di chi da Bassano deve salire sui convogli di Trenitalia per il viaggio le problematiche, annose oramai, sono sempre le stesse. Ciò che continuano a cambiare, e ad aumentare, sono invece i costi dei biglietti e degli abbonamenti, ma i servizi rimangono uguali o, addirittura, in alcuni casi peggiorano.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui