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SUPERSTRADA – Dopo San Zenone, il fronte del cantiere si allarga, ma il comitato invita a non firmare

In arrivo altre lettere ai proprietari dei terreni interessati dal passaggio della Pedemontana

Pedemontana, fioccano le lettere agli espropriandi. Dopo San Zenone tocca a Loria. A lanciare l’allarme è, ancora una volta, Elvio Gatto, referente dei Comitati trevigiani per una viabilità sostenibile.

«Le lettere fioccano -dice Gatto- anche nel Trevigiano, in particolare a Loria. Ai proprietari dei terreni interessati al passaggio della Pedemontana vengono dati termini strettissimi, una ventina di giorni, per firmare. Una fretta che corrisponde al fatto che, nonostante l’avvocato della Sis avesse promesso che i lavori non sarebbero partiti fino al verdetto del Consiglio di Stato e della Corte costituzionale, invece si sta lavorando. Le ruspe vengono motivate con attività di manutenzione di cantiere: in realtà, però, le gettate che si stanno facendo danno un’idea diversa».

E Gatto se la prende con le associazioni di categoria.

«Gli espropriandi -aggiunge Gatto- vengono messi spalle al muro; noi abbiamo attivato due avvocati, uno per la Provincia di Treviso e uno per quella di Vicenza: invitiamo i proprietari ad usufruire della loro assistenza legale in modo che non si affidino alla Coldiretti. Si rivolgono infatti all’associazione che li sta tradendo».

E anche sui tempi di accettazione Gatto invita alla cautela. «Non è vero che ci sono solo venti giorni di tempo. Il diritto di fare ricorso vale per 60 giorni mentre ce ne sono 90 per fare istanza al Presidente della Repubblica. Ancor prima di ricevere la lettera ci si rivolga ad un agronomo e quindi agli avvocati».

 

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