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GRANDI NAVI – Terminal per le crociere al Lido

L’ex parlamentare ha presentato all’autorità marittima l’alternativa allo scavo del Contorta: «Ma costerà meno»

Non è più un’idea progettuale, ora ha la dignità di progetto preliminare. Si chiama “Venis cruise 2.0″: non è più solo un’idea di Cesare De Piccoli, ma una proposta sposata dalla Duferco Italia Holding spa, un’azienda bresciana leader nel campo della produzione e del commercio di materie prime siderurgiche con oltre 800 addetti e un fatturato annuo pari a 700 milioni.

È stato presentato ieri mattina all’autorità marittima il progetto preliminare elaborato dalla Duferco insieme alla DP Consulting Srl, l’azienda di riferimento di Cesare De Piccoli per la realizzazione del nuovo Terminal crociere di Bocca di porto del Lido. Il progetto, che sarà presentato nei prossimi giorni pubblicamente, sviluppa lo studio di fattibilità di De Piccoli di qualche anno fa.

«Non è vero che se si vuole mantenere la portualità a Venezia bisogna sacrificare l’ambiente, e se si vuole tutelare l’ambiente bisogna rinunciare ai posti di lavoro – commenta l’ex parlamentare pd – questa soluzione riesce a coniugare le esigenze della crocieristica, la salvaguardia della laguna e dell’occupazione. Ha il vantaggio che si può realizzare in tempi veloci, un paio di anni, e che salta l’ipotesi della fase transitoria. Il progetto, che potrà essere realizzato per fasi modulari, prevede a pieno regime di poter ospitare almeno lo stesso numero di navi della Marittima».

De Piccoli non si sbilancia sui costi, ma sottolinea che sicuramente «è meno costoso dell’ipotesi del Contorta, che potrebbe richiedere 170 milioni». Dunque un “avversario”, sul tavolo dei Ministeri all’Ambiente e dei Trasporti, che ha ora la dignità di progetto confrontabile. In lizza, oltra al Contorta, come si ricorderà, ci sono le ipotesi del sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti, con la “tangenziale” acquea dietro alla Giudecca, quella dei docenti Iuav Maria Rosa Vittadini, Stefano Boato e altri per realizzare il terminal all’interno della bocca di porto del Lido, quella di portare tutte le navi a Marghera caldeggiata da Alessio Vianello, quella di un pensionato di Cavallino, Gino Gersich, che ipotizza la creazione di una stazione di sosta davanti alla bocca di porto di Malamocco, utilizzando il canale dei Petroli come unico accesso per le navi da crociera e per il traffico industriale.

Il problema ora sta nella certezza delle procedure. Da un lato il Ministero delle Infrastrutture – Maurizio Lupi è uno dei pochi ministri riconfermati nell’incarico – vorrebbe avocare a sè la valutazione delle alternative, che è prerogativa anche del Ministero dell’Ambiente, dall’altro il Comune di Venezia vorrebbe avere voce in capitolo.

(r.v.)

 

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