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A Mestre le ruspe, a Venezia i convegni. Al Vega infatti si sta lavorando a più non posso per preparare i 10 mila metri quadrati di padiglioni che ospiteranno la parte veneziana dell’Expo 2015 dedicata al tema dell’acqua. Volendo ci sarebbe da strologare sulla differenza, come dire, di temperamento tra chi si è buttato animo e corpo a costruire il contenitore e chi deve riempire di contenuti quei padiglioni.

Ma ci dovrà pur essere un momento in cui le due filosofie si incontrano. Per adesso nell’area del Vega che va da via Pacinotti fino a via Righi si sta lavorando alle opere di urbanizzazione e alla piastra che ospiterà tutta la parte tecnologica e il parcheggio. Poi si inizierà a costruire i padiglioni dell’Expo: 10 mila metri quadrati coperti e altrettanto scoperti.

Per la parte “mestrina” di contenuti le idee sono già chiare perchè l’amministratore delegato di Vega, Tommaso Santini, già un paio di mesi fa, al Gazzettino aveva spiegato: «Se vogliamo reinventare questa parte di città che una volta era industriale, bisogna che troviamo il modo, prima di tutto, di farla conoscere. Ecco perchè l’Expo del 2015 è un passaggio importante dal momento che costringerà tutti a venire a vedere le potenzialità di questo posto. Io credo che l’Expo darà una accelerazione formidabile al progetto di espansione e recupero. Ci sono 130 mila metri quadrati che possono essere costruiti, ancora, sempre recuperando la prima zona industriale. Vuol dire due volte quello che si vede adesso. Ma per far capire quanto strategica sia questa parte di città abbiamo elaborato un progetto complesso.»

Un progetto che si è definito man mano anche con ExpoVenice e con Laura Fincato che di questa occasione dell’Expo è l’anima. Sull’acqua è nata Venezia e sull’acqua potrebbe rinascere Porto Marghera. Con le sue idee industriali sulla depurazione e sulle bonifiche, sul riciclo e sulla possibilità, dall’acqua, di creare industrie “verdi”.

 

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