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Nuova Venezia – Aperture domenicali, un vero fallimento

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

16

mar

2014

Negozi & dintorni

Torna d’attualità il dibattito sulle aperture domenicali dei negozi, meglio identificate con le aperture domenicali dei centri e dei parchi commerciali, perché in realtà i piccoli punti vendita hanno aderito in piccolissima parte. Da operatore del settore ribadisco che le aperture domenicali sono da considerarsi un fallimento perchè non hanno assolutamente raggiunto lo scopo e l’obiettivo che si erano prefissate, cioè, l’aumento dei consumi e l’aumento dell’occupazione per un rilancio dell’economia.

In questi due anni i dati economici italiani sono talmente chiari che sono esattamente l’opposto di ciò che si voleva: contrazione dei consumi anche nell’alimentare, aumento della disoccupazione e un numero impressionante di piccole attività commerciali chiuse.

E su questo facciamo una riflessione: i dipendenti “storici” della grande distribuzione hanno subito il lavoro domenicale , prima non c’era e non hanno avuto alternative a non accettarlo; i pochi dipendenti assunti nella grande distribuzione sono quasi esclusivamente a tempo determinato, per non parlare, ma pochi lo sanno, che anche nella grande distribuzione ci sono dipendenti in cassa integrazione o con contratto di solidarietà.

Consideriamo invece il titolare di un negozio che gestisce la sua attività da solo: come fa a lavorare 7 giorni su 7, tutto l’anno salvo Natale, S. Stefano, Capodanno, Pasqua e Pasquetta? Ci sono poi i dipendenti dei parchi, cinema, ristoranti e tutti quei lavori dove c’è il dilettevole per il prossimo. Andare al Centro Commerciale di domenica è utile e dilettevole? No, è solo un’opportunità in più per il consumatore, che poi la paga nel prodotto finale che acquista, perchè tenere aperto la domenica costa e il maggior costo ricade sul prodotto che si compra.

Quando si guarda all’Europa, guardiamola anche qua: nessun Paese europeo ha le aperture domenicali come le nostre. L’idea quindi è quella di tornare ad un ritorno alle domeniche regolarizzate, perchè le domeniche di apertura selvaggia non hanno portato alcun beneficio.

Infine chiudo con un altro argomento che riguarda questa cementificazione selvaggia di capannoni commerciali nelle periferie di Mestre: è talmente evidente che ci sono troppe attività commerciali per il bacino d’utenza che prima o poi ci troveremo gran parte di questi capannoni chiusi (come la Marghera industriale?).

Dopo aver desertificato e ucciso il commercio e la vita sociale del Centro di Mestre quanti si ricordano la Piazza Ferretto dove facevi fatica a camminare da quanta gente c’era?

Federico Dabalà – Mestre

 

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