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Gazzettino – Venezia. Navi, il Tar riapre San Marco

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

18

mar

2014

SVOLTA – Il tribunale, accogliendo il ricorso di Vtp e compagnie, riporta in bacino i grattacieli del mare

LA SENTENZA – Il Tar Veneto ha spostato le lancette indietro di quattro mesi. Tutto torna come prima. La giustizia amministrativa ha deciso di “sospendere” almeno fino al 12 giugno prossimo, quando ci sarà la “sentenza definitiva” il Decreto interministeriale che stabiliva lo stop alle grandi navi superiori alle 40 mila tonnellate per l’anno in corso e dal 2015, quelle superiori alle 96 mila tonnellate. Critici Governo e Comune; Vtp, industriali e Autorità portuale soddisfatti.

LE REAZIONI – C’è chi canta vittoria, chi si rammarica di queste decisioni. Il sindaco Orsoni: «Venezia sia rispettata», mentre il Comitato Cruise Venice canta vittoria ma denuncia: «Quest’anno si è perso molto traffico crocieristico. Ed è ormai tardi per intervenire».

LE CONSEGUENZE – Con la sospensiva si torna a prima del decreto Clini-Passera Il 12 giugno la decisione di merito

Navi, il Tar riapre San Marco

INFRASTRUTTURE IN LAGUNA

TERMINAL PASSEGGERI «Subito decisioni politiche chiare»

IL COMITATO  «Cercheremo di salvare il 2015»

LA SCADENZA – Il 12 giugno il tribunale si esprimerà nel merito

GLI EFFETTI – Ora si ritorna a prima del decreto Clini-Passera

La sentenza: il Tar sospende i limiti delle 96mila tonnellate per il transito in Bacino dal 2015

Un provvedimento che rimette tutto in discussione. E che riporta indietro le lancette al novembre scorso. Il “no” del Tar ha sancito sostanzialmente la “sospensione” del provvedimento che era stato deciso nel Tavolo interministeriale di alcuni mesi fa quando venne deciso di limitare il passaggio delle grandi navi nel canale della Giudecca alle navi con stazza superioere alle 40 mila tonnellate; e per il 2015, il divieto di transito in Bacino e nel canale della Giudecca alle navi con stazza superiore alle 96 mila tonnellate.

 

I No Navi: «Pronti alla mobilitazione»

Nell’Udc Venturini “corregge” Fortuna

«Il Tar del Veneto accoglie il ricorso delle lobby delle crociere – twittano quelli del comitato No Grandi Navi – Niente più divieti in bacino e limiti alle dimensioni delle imbarcazioni. Tutti pronti alla mobilitazione?». Slogan a cui Silvio Testa, uno degli animatori del comitato, aggiunge un’analisi più complessa: «Per ragioni opposte a Vtp, anche noi eravamo contrari a queste limitazioni decise dal governo: fumo negli occhi per la mitigazione del traffico in Bacino, a fronte di un’accellerazione del Contorta Sant’Angelo che distruggerebbe l’intera laguna. A questo punto siamo contenti che si azzeri questa bufala del governo, sperando che nel frattempo siano prese sul serio tutte le alternative possibili». Ma nel fronte del no, le posizioni sono varie. Immediata la presa di posizione del consigliere comunale dell’Udc, Ennio Fortuna: «L’ordinanza del Tar, ancorché puntualmente motivata, dice che i limiti ai passaggi delle grandi navi non sono possibili fino a quando “non saranno disponibili le vie alternative”. Questo significa che potranno scorazzare per anni. L’ordinanza prende atto che Venezia è una città condannata in attesa delle alternative. Le navi continueranno ad andare fino a quando non succederà qualcosa come al Giglio». Dichiarazioni personali poi “corrette” dall’Udc, da sempre attenta alle ragioni occupazionali della crocieristica. Il divieto, secondo la posizione ufficiale del partito, è subordinato alle alternative. «Vanno riscoperte le ragioni e la logica del decreto Clini-Passera», scrive il capogruppo Simone Venturini.
Interviene anche il Pd, con il capogruppo Claudio Borghello e il neo segretario comunale Emanuele Rosteghin: «La sospensiva rende ancora più urgente la necessità di individuare una soluzione alternativa al transito delle grandi navi in bacino di san Marco. É ormai chiaro a tutti che navi di così grande portata non possono continuare a navigare attraverso il Bacino e il canale della Giudecca. Questa sospensiva deve essere un ulteriore incentivo al Governo per trovare, con celerità, la soluzione alternativa così come richiesto dal Consiglio comunale».
I Verdi invocano un decreto legge per reintrodurre limiti d’ingresso alle navi in laguna. Quella del Tar è una «decisione che non solo lascia interdetti ma che espone ad un rischio altissimo una città unica al mondo e che andrebbe salvaguardata dal transito di veri e propri condomini galleggianti – dichiara la coportavoce nazionale, la veneziana Luana Zanella – le limitazioni al transito delle navi da crociera, tra l’altro richieste al governo italiano anche dall’Unesco, nascono dalla necessità di tutelare e salvaguardare una città unica al mondo e che rappresenta un patrimonio inestimabile e irripetibile per l’umanità». Per i Verdi, «avere, di nuovo, palazzi galleggianti che manovrano nel bacino di San Marco semplicemente non è accettabile». Per Green Italy siamo di fronte a «una sconcertante vittoria di una potente lobby che, grazie ad una discutibilissima decisione del Tribunale, è in grado di continuare ad anteporre le pretese delle compagnie crocieristiche alla difesa dell’interesse generale di Venezia e dei veneziani».

 

«Crociere, vinta la prima battaglia»

Cruise Venice e Vtp contenti della sentenza ma avvertono: «Le compagnie vanno altrove»

Hanno vinto la prima battaglia al Tar e cantano vittoria. «Ma il traffico che abbiamo perso quest’anno, ormai è perso. É troppo tardi per intervenire» spiega Davide Calderan, il presidente di Cruise Venice che ha affiancato la Venice Terminal Passeggeri in questo ricorso al Tribunale amministrativo contro le limitazioni al traffico crocieristico decise nella riunione interministeriale del novembre scorso: la riduzione cioè del 12,5% del traffico delle navi da crociera per quest’anno, nonché il divieto di ingresso dalla bocca di porto del Lido per le navi oltre le 96 mila tonnellate dal 2015.
Ottenuta la sospensiva, il prossimo passaggio sarà il giudizio di merito, già fissato per il prossimo 12 giugno. Nel frattempo si torna alla situazione precedente alla riunione di novembre, quando tutti potevano passare in attesa della famosa alternativa prevista dal decreto Clini-Passera. Ma in pratica – a sentire i rappresentanti di chi lavora con la crocieristica – poco potrà cambiare. «Questo ricorso è un primo passaggio che ha fatto capire ai giudici l’importanza del settore e dell’occupazione che garantisce – continua Calderan – Nel concreto, però, per il 2014 la riduzione del 12% è già nei fatti. Una nave è andata in Grecia, un’altra a Trieste. Il traffico perso è perso. Possimo tentare di recuperare per il 2015, ma i tempi sono stretti, la programmazione delle crociere è in corso». Calderan ribadisce l’importanza, per il suo settore, di restare in Marittima e chiede «velocità» e «certezza nelle decisoni».
Concetti rilanciati anche dalla Vtp che, in un comunicato, sottolinea l’«urgenza di una decisione politica» e auspica la convocazione di un «tavolo tecnico», che «stavolta» la includa, per arrivare a una «soluzione ragionevole e rapida, che possa salvaguardare la crocieristica a Venezia e nell’intera area Adriatica». Vtp si dice comunque molto soddisfatta della decisione del Tar che «conferma la validità delle tesi da sempre sostenute dall’azienda, circa l’inesistenza di pericolosità o di danni dovuti alla circolazione della navi in laguna. Il Tar, evidentemente senza farsi influenzare dalle inconsistenti argomentazioni dei circoli del “no” o dalle ragioni di tipo emozionale, dichiara l’assoluta carenza di motivazione e di istruttoria, sia per il provvedimento della Capitaneria di porto che per la direttiva del ministro dei Trasporti». Misure «in contrasto con il principio di gradualità stabilito dal decreto Clini Passera – riferisce sempre Vtp – che prevede l’effettiva disponibilità di una via alternativa».

 

LA CAPITANERIA  «Non ci resta che attendere. Adesso torna tutto come prima»

IL PROGETTO – Il presidente del Porto rilancia lo scavo del Contorta

DUBBI  «Perplessi sui tempi che ritardano la soluzione»

GLI INDUSTRIALI Zoppas: «Positivo che si sia tenuto conto dell’impatto economico»

«Valutiamo positivamente che tra i criteri al centro della valutazione comparativa dei progetti siano stati inseriti “l’impatto sull’economia di settore nella fase transitoria e la continuità dell’offerta crocieristica».
Sono le dichiarazioni di Matteo Zoppas, presidente di Confindustria Venezia, dopo la decisione del Tar di sospendere i limiti lle grandi navi in Bacino San Marco.
«Per noi – afferma Zoppas – è un risultato importante, frutto dell’appello che abbiamo lanciato insieme alle altre associazioni di categoria e delle rappresentanze sindacali veneziane. I senatori hanno finalmente preso atto della nostra preoccupazione rispetto alle gravi ricadute economiche e occupazionali che potrebbero verificarsi a causa dell’incertezza decisionale. Aspetto che, all’interno del dibattito politico di questi mesi, era stato fortemente sottovalutato».
«Rimaniamo tuttavia perplessi rispetto ai tempi prospettati, che continuano ad allungarsi – conclude il presidente degli industriali – Rimandare di altri tre mesi la soluzione sulla scelta progettuale, escludendo poi l’inserimento in Legge Obiettivo, potrebbe vanificare i molti sforzi fatti nel mantenere aperto il dialogo con le compagnie di navigazione in merito alle garanzie della programmazione crocieristica. Ci aspettiamo quindi che il Governo possa stringere i tempi della decisione posto che tre mesi, con le fibrillazioni politiche che il nostro Paese non si fa mai mancare, potrebbero rivelarsi lunghissimi».

 

Orsoni-Costa, scatta un nuovo scontro

Scontro a distanza, ancora una volta, tra il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa, e il sindaco Giorgio Orsoni. Di fronte alla decisione del Tar, il primo ne approfitta per ribadire la bontà del canale Contorta Sant’Angelo. «La decisione del Tar non può, né deve, assolutamente distrarci, o peggio fermarci, dal voler trovare e realizzare entro il 2016 la via d’acqua alternativa per raggiungere la Marittima e ovviare al passaggio davanti San Marco – commenta Costa -. Il Governo, anche su suggerimento del Senato, si è dato 120 giorni di tempo per valutare il Contorta Sant’Angelo o la sua alternativa. Se la decisione verrà presa entro questi termini, e non abbiamo motivo di dubitarne, la sentenza odierna verrà nei fatti positivamente superata dalla soluzione che metterà insieme la salvaguardia di San Marco e quella dell’eccellenza crocieristica veneziana».
Soluzione che per il Comune tale non è. E a breve arriva la replica, a distanza, del sindaco. «Il Porto deve imporre al suo concessionario quello che dice il governo. E io confido che il governo mantenga l’impegno preso». In una nota il sindaco ricorda che anche il Comune si era costituito, per ragioni opposte, contro l’ordinanza della Capitaneria di Porto. «Sapevamo che fosse illegittima – premette – e ci aspettavamo quindi un pronunciamento di questo genere. Siamo fiduciosi che la volontà del governo sarà rispettata, e con questa il suo impegno affinché le navi non compatibili siano allontanate dal Bacino di San Marco. Auspico che questo impegno e questa volontà – che sono anche quelle della città e del mondo intero che ci guarda – siano ribaditi ponendo rimedio, ove necessario, ai vizi rilevati dal giudice amministrativo, al fine di raggiungere l’obiettivo ampiamente condiviso anche a livello internazionale». Orsoni ribadisce la « ferma intenzione del Comune di Venezia tutelare la città e la sua laguna con determinazione. Non siamo disponibili a delegare a nessuno la difesa degli interessi primari dei cittadini. Così come riteniamo che gli organi dello Stato non possano delegare ai propri concessionari l’attuazione di politiche condivise a livello di governo nazionale, e debbano adempiere puntualmente alla volontà espressa all’unanimità dal Senato della Repubblica». Dal canto suo, l’ammiraglio Tiberio Piattelli allarga le braccia: «Prendiamo atto della decisione – dice il responsabile della Capitaneria di Porto di Venezia – e poi aspettiamo il 12 giugno prossimo quando avremo il “giudizio definitivo”. Quello che possiamo dire a questo punto è che tutto al momento tornerà esattamente come era prima del decreto interministeriale scaturito nell’incontro romano del novembre scorso».

 

Grandi navi, via libera dal Tar

«Mancano soluzioni alternative». Accolto il ricorso di Venice Terminal Passeggeri contro le limitazioni al traffico crocieristico in laguna. Nuova decisione il 12 giugno

Le alternative non ci sono. E allora è bene che tutto resti com’è. Il Tribunale amministrativo per il Veneto ha deciso di prendere tempo. E di non guardare in faccia neanche al precedente governo di Enrico Letta che nel novembre scorso aveva cercato una mediazione (che non aveva accontentato nessuno sia pure dietro le quinte) sulla questione delle Grandi Navi. E ieri il Tar lo ha messo nero su bianco con la sospensiva del ricorso numero 146 proposto da Venezia Terminal Passeggeri, la società che gestisce lo scalo passeggeri della Serenissima, contro un pool di enti e istituzioni (ministeri delle Infrastrutture; dell’Ambiente, della Difesa; Autorità portuale, Magistrato alle Acque e Comune di Venezia) sull’ordinanza emessa dall Capitaneria di Porto che, all’indomani di un vertice ministeriale a Palazzo Chigi, con tutti gli enti interessanti, aveva messo in pratica le decisioni assunte a Roma con le quali si prevedeva la limitazione al transito nel canale della Giudecca di navi passeggeri di stazza lorda superiore alle 40 mila tonnellate; nonchè il divieto per l’anno 2015 del transito in Bacino di San Marco e Canale della Giudecca di navi passeggeri di stazza superiore alle 96 mila tonnellate e relative misure di mitigazione per il periodo transitorio 2014-2015.
Ora, a seguito della sospensiva del Tar tutto torna in alto mare. Il ministro all’ambiente Galletti: «Rispettiamo la magistratura ma serve soluzione rapida per eviater che le Grani navi attraversino il bacino di San Marco». E ancor più potranno sorgere problemi, non solo di carattere logistico, ma di programmazione su un tema così delicato anche per il futuro, visto che lo stesso Tar ha stabilito una decisione “nel merito” sui provvedimenti per il 12 giugno prossimo, contemporaneamente all’avvio della stagione crocieristica, pur se questa è stata già programmata da tempo. Il “niet” del Tar fa tornare quindi tutto all’anno zero, e anche se qualcuno ha visto implicitamente un favore all’Autorità portuale e ai suoi progetti di scavo del canale Sant’Angelo-Contorta nella laguna Sud, la questione ritorna drammaticamente all’attenzione, anche perchè il Tribunale amministrativo sottolinea nel suo documento che “le misure – recita il dispositivo – si pongono in contrasto con lo specifico principio di gradualità in base alla quale l’interdizione del transito può essere consentita solo a partire dal momento dell’effettiva disponibilità di una via alternativa». Insomma, manca il Contorta o qualsiasi altra via navigabile? Bene, allora si torni alla consuetudine adottata finora. Anche quella di far continuare a solcare le grandi navi a pochi metri da Palazzo Ducale. Ma c’è di più.
Il Tar getta altra benzina sul fuoco, anche con un’indubbia critica alle istituzioni laddove afferma: «L’ordinanza di novembre – aggiungono i giudici – non appare sostenuta da un’adeguata attività istruttoria preliminare volta all’identificazione dei rischi connessi ai traffici nei canali in questione e ai transiti (…)». Ma è ancora più pesante la “chiusa” del provvedimento: «Tale carenza – dicono i magistrati del Tar – oltre a concretare un difetto di motivazione, non consente altresì di valutare appieno l’idoneità, la razionalità e la congruenza delle misure limitative adottate in concreto». Nell’ultima parte della sentenza di sospensiva, il Tar ribadisce le “contestazioni di segno opposto (Vtp e Comune, ognuno per la propria parte ndr)” in modo assolutamente speculare (…) volte a dimostrare per un verso la sproporzione rispetto agli obiettivi di tutela e salvaguardia dell’ambiente lagunare, e, per l’altro, l’assoluta insufficienza rispetto al medesimo obiettivo».

Paolo Navarro Dina

 

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