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GRANDI NAVI / ASSE LUPI-GALLETTI

LA BOCCIATURA DEL TAR – Pesanti rilievi sull’ordinanza che fissava i limiti in Bacino

CAPITANERIA DI PORTO – Il testo non era sostenuto da adeguata istruttoria

GLI ALTRI – Udc: «Si lavori a vie alternative»

Le Coop: «Era una scelta miope»

L’AMMIRAGLIO PIATTELLI  «Consegneremo il materiale al ministero che deciderà»

I ministri: «No al passaggio a S. Marco»

Lupi (Trasporti) e Galletti (Ambiente): «La sospensiva costringe tutti ad accelerare per una soluzione alternativa»

«Le grandi navi non devono passare per il canale della Giudecca e nel Bacino di San Marco». La linea del Governo è confermata in una dichiarazione congiunta il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, e dell’Ambiente Gianluca Galletti, all’indomani del provvedimento del Tar che sospende il decreto interministeriale sullo stop al passaggio delle navi con stazza superiore alle 40mila tonnellate nei canali di Venezia. La sospensiva cautelare del Tar dell’ordinanza della Capitaneria di porto, spiegano, non cambia la decisione, «semmai costringe tutti gli enti coinvolti ad accelerare nella definizione della soluzione definitiva del problema, indicando il percorso alternativo».

Eppure il Tar l’ha messa giù in maniera tosta: “Le misure in esame si pongono conseguentemente in contrasto con lo specifico principio di gradualità (…) in base al quale l’interdizione del transito può essere consentita solo a partire dal momento dell’effettiva disponibilità di una via alternativa. (…) L’ordinanza della Capitaneria di Porto non appare sostenuta da un’adeguata attività istruttoria preliminare».

Ammiraglio Tiberio Piattelli, sulle grandi navi si ricomincia da zero?
«No. Ripartiamo dal decreto Clini-Passera, quello che era stato emanato dal governo Monti. Il Tar lo ha detto ed esposto chiaramente: non ci sono alternative al momento attuale».

Ma come? Sul tavolo non c’erano i progetti del Sant’Angelo-Contorta; di Marghera; del passaggio dietro la Giudecca. E poi il piano per una stazione Marittima alla bocca di porto del Lido?
«Andiamoci piano. Non si tratta di progetti. È meglio parlare di “ipotesi progettuali” ancora tutte al vaglio. Si tratta di abbondante materiale, molto significativo che tra oggi e domani, invieremo al Ministero delle Infrastrutture che è e rimane il nostro referente. Poi vedremo quali indicazioni arriveranno da Roma».

Intanto però il Tar ha affondato le norme della Capitaneria dopo l’incontro interministeriale di novembre…
«Li ha annullati perchè ha ritenuto quei provvedimenti non motivati. E quindi, con buona pace di tutti, torniamo indietro al decreti Clini-Passera».

Quindi siamo ancora ai nastri di partenza, nessuno ha scelto nulla.
«Manderemo tutte le “ipotesi di progetto” a Roma, corredate dalla relazioni sullo stato delle singole proposte. Poi ci sarà chi dovrà vagliarle e solo a quel punto, arriveremo ad una sorta di dispositivo».

E quanto tempo potrà passare?
«Non possiamo stabilirlo noi. Noi non siamo un organo politico. Peraltro la Capitaneria di Porto è organo tecnico e ci occupiamo di questioni meramente marittime e/o nautiche. Per il resto non siamo competenti».

Insomma, un lavoro in progressione
«Esattamente. Di certo è una situazione anomala. Noi abbiamo fatto quello che allora ci venne chiesto dopo essere stato sancito a livello ministeriale. Non spetta a noi dare delle risposte».

 

COMITATO NO NAVI    «Il Tar ha avuto piena ragione. Svelato il bluff del Governo»

Dopo l’ordinanza del Tar scende in campo anche il Comitato No Grandi Navi: «I giudici hanno perfettamente ragione, le decisioni del Governo e le ordinanze della Capitaneria non hanno fondamento, e per questo anche il Comitato NO Grandi Navi vi si è opposto con un ricorso alla Commissione Europea, non potendo adire al Tar per mancanza di personalità giuridica. Siamo contenti perché il bluff del Governo è stato cancellato e ora si può tornare ad affrontare il problema delle grandi navi, ma partendo dai dati, come vogliono i giudici del Tar. E se si tengono presenti tutte le criticità connesse al crocerismo – rischio di incidenti, gravissimo inquinamento, erosione di rive e fondali, stress turistico – la soluzione non può essere che una: le navi incompatibili devono ormeggiare fuori dalla laguna».

 

Orsoni: «Il Governo pensi alla città e non alle minoranze del Porto»

La decisione del Tar, com’era prevedibile, ha avuto una grandissima eco e ha suscitato una ridda di reazioni a tutti i livelli.
Il sindaco Giorgio Orsoni puntualizza le propria posizione intervenendo a Mestre sulla vicenda. «Il Governo e l’Autorità portuale devono pensare agli interessi della città e dei suoi cittadini non ad una minoranza dell’azionariato che gestisce il porto. Non credo che la soluzione del problema si possa trovare per via giudiziaria, è solo una questione di intelligenza da una parte e buon senso dall’altra. Il problema va gestito sul fronte politico da una parte ed amministrativo dall’altra, con il Comune che si opporrà sempre e comunque al passaggio delle cosiddette grandi navi davanti a San Marco».

Dal canto suo, l’Udc con Simone Venturini chiarisce la sua posizione contestando chi, nei giorni scorsi, ha parlato di scontro tra maggioranze e minoranze. «Invece di lanciare invettive o rivendicare immediati divieti, la politica deve lavorare per individuare e realizzare in tempi rapidissimi una via di navigazione alternativa che renda possibile sia l’allontanamento delle navi dal Bacino, sia la tutela dei livelli occupazionali in città».

Plaude alla sentenza del Tar, invece, la Confcooperative di Venezia: «Una politica di proibizioni senza alternative – dice il presidente Angelo Grasso – è una politica miope. Ora lo ha detto anche il Tar».

E anche il sindaco di Verona, Flavio Tosi ha preso posizione: «Con questa decisione il Tar ha evitato danni economici a tutto il comparto – Le decisioni non devono essere prese sull’onda dell’emotività».

Dal canto suo Vas Venezia rilancia: «In attesa di un grande avamporto – dice l’associazione – la soluzione a breve termine più praticabile rimane quella dello spostamento delle grandi navi a Marghera attraverso il Canale dei Petroli. Speravamo che in questi due anni si fosse lavorato in questa direzione».

Infine la consigliera comunale Ncd, Marta Locatelli: «Il sindaco Orsoni e nello specifico alcuni suoi assessori hanno tuttavia contribuito a creare un enorme confusione sull’argomento. É necessario individuare una serie di strumenti immediati per tentare di aggiustare gli squilibri attuali del sistema attraverso un accordo con gli enti preposti, invece di continuare con un meccanismo di auto distruzione del sistema».

 

DOPO LA DECISIONE DEL TAR

Ministri mobilitati: no alle grandi navi in bacino di San Marco

MARATONA LENTA

Quella di oggi sarà la nona seduta del consiglio regionale del Veneto dedicata al Bilancio 2014

VENEZIA – «Le grandi navi non devono passare per il canale della Giudecca e nel bacino di San Marco. Il governo conferma la sua determinazione nell’applicazione del decreto che vieta il passaggio delle navi con stazza superiore alle 40mila tonnellate nei canali di Venezia». Lo affermano in una nota congiunta i ministri delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, e dell’Ambiente Gianluca Galletti. E quest’ultimo aveva già rilanciato su Twitter: «Subito soluzioni per tutelare Venezia. Le grandi navi devono essere una risorsa non un pericolo. Decidere presto soluzioni alternative».
Il mondo politico si è scatenato dopo la “sospensiva” dell’ordinanza Grandi Navi concessa dal Tar Veneto. E mentre il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, chiama tutti alla difesa della città, è sceso in campo l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Renato Chisso: «La decisione del Tar non deve alimentare ancora di più azioni “isteriche” verso un’attività che resta importante per l’economia della città e non solo. Politica, amministrazioni e enti trovino una soluzione condivisa. Sul passaggio delle navi nel canale della Giudecca c’è un accordo unanime, ma va trovata una soluzione alternativa senza cancellare per sempre l’attività legata alle navi a Venezia».
E mentre il presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, ha annunciato un’interrogazione sul tema, la senatrice del Pd, Laura Puppato, ha richiamato i ministri Galletti e Lupi, «se non lo stesso presidente Matteo Renzi», a intervenire «con un apposito provvedimento per limitare il passaggio delle grandi navi».

 

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