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Nuova Venezia – Cancellati i treni dei pendolari

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

19

mar

2014

Guasto sulla linea Venezia-Bassano. Mattina d’inferno

Un guasto manda in tilt oltre 20 treni

Altra mattinata difficile per i pendolari della linea Venezia-Bassano: sei convogli cancellati e 14 hanno subito ritardi

Il problema si è verificato all’alba a Castello di Godego. La circolazione normale dopo mezzogiorno.

NOALE – Altra mattinata difficile ieri per chi si è mosso in treno sulla Venezia- Castelfranco-Bassano. Una scena vista già altre volte: l’ultima non più tardi di venerdì scorso. I problemi sonostati causati da un guasto al sistema di distanziamento dei convogli fra le stazioni di Castello di Godego e di Castelfranco, nel Trevigiano. A rimetterci migliaia di pendolari, con 24 treni regionali coinvolti che hanno causato ritardi anche di oltre sessanta minuti. Per quasi tutta la mattina, gli utenti di uno dei tratti più trafficati d’Italia a binario unico hanno dovuto armarsi di pazienza o studiare delle alternative per raggiungere gli uffici e le scuole. Il bilancio di Rete ferroviaria italiana (Rfi) parla di 14 convogli che hanno subito ritardi, sei treni non hanno proprio viaggiato e altri quattro hanno coperto solo parte del percorso. Interessati centinaia di passeggeri del Miranese, con le stazioni di Spinea, Maerne, Salzano e Noale. E dall’inizio dell’anno, la storia si è ripetuta più di una volta. Caos verso Venezia. Che non fosse una mattina facile, lo si è capito sin dalle prime luci dell’alba, quando il treno 5700 è arrivato a Castelfranco con 10 minuti di ritardo, alle 6.36 anziché le 6.26. Di lì a poco, la situazione ha iniziato ad aggravarsi. Così, per Venezia Santa Lucia, il regionale 5701 ha accumulato 31 minuti di ritardo, 38 per la corsa successiva, la numero 5703, addirittura un’ora e mezza per il 5705 da Bassano, 26 minuti per il 5711, un’ora e 10 minuti per il 5713, mentre il regionale 5717 è arrivato a Mestre con un ritardo di 40 minuti, ma non ha proseguito la corsa per Venezia. Problemi anche per il treno 5721, che sarebbe dovuto partire da Bassano alle 10.25malo ha fatto con 33 minuti di ritardo ed è arrivato a Venezia 38 minuti dopo. CaosdaVeneziaeMestre.Anche per chi doveva andare a Castelfranco, sede di molte scuole, e Bassano, non è stato semplice. Anzi. I ritardi sono stati notevoli, partendo dal regionale 5706 per la città vicentina, arrivato 38 minuti dopo. Quello successivo, per Castelfranco, ha viaggiato con 22 minuti di ritardo, il 5714 da Venezia a Bassano con 44 minuti, 20 quelli accumulati, invece, per il treno 5716. Non è andata meglio per chi da Santa Lucia doveva andare a Bassano alle 11.56 prendendo il regionale 5726: nella città vicentina ci è arrivato 53 minuti dopo. Soppressioni.Molti utenti si sono trovati a terra o il tragitto del loro convoglio non è stato completato. Questo ha riguardato i casi dei regionali 5709 da Castelfranco (partenza ore 7.25), il 5710 cancellato da Venezia a Castelfranco e che ha effettuato solo il tratto dalla città trevigiana a Bassano. Niente da fare per i treni 5718 e il 5725, mentre il numero 5722 è partito da Mestre per Bassano e non da Venezia come previsto. Problemi a non finire. Anche lunedì ci sono stati degli inconvenienti, stavolta sulla Treviso- Venezia. Il treno delle 9.25, mentre quello delle 9.07 è stato soppresso. Inoltre i monitor della stazione di Treviso accusavano dei problemi. Questo sta a significare che la vita dei pendolari è sempre più dura.

Alessandro Ragazzo

 

la rabbia corre sul web «Siamo stufi di questi disservizi»

La gente non ne può più: cancellate perfino le navette sostitutive

NOALE – La rabbia dei pendolari si fa sentire anche questa volta. Il 2014 si è già portato via diverse giornate di disagi; oltre al guasto della scorsa settimana tra Piombino Dese e Castelfranco, a febbraio sono state abbattute le sbarre di Noale, con l’intera tratta da e per Bassano rimasta bloccata per una mattina, con ritardi anche di un’ora e passeggeri costretti a salire sugli autobus e o farsi accompagnare per arrivare a destinazione.

«È ora di dire basta», dice una donna al telefono, «perché addirittura neppure si mettono le comunicazioni nel monitor. Sono stanca di continuare a segnare ore di lavoro perse che poi mi vanno a scalare i giorni di ferie. Ma è giusta una cosa simile?Ma che servizio è questo? Se lo avessi saputo, sarei andata in ufficio in macchina».

E i commenti dei pendolari si sono letti anche nei social network. Nel gruppo «Pendolari Salzano-Robegano» di Facebook e Twitter sono corse le notizie nel corso della mattinata, informando come i treni dopo mezzogiorno avessero ripreso il normale orario mentre «hanno cancellato la navetta delle 12.54». E poi ancora «Altra mattinata da dimenticare», si legge in un altro commento «dove tutti i treni hanno subito pesanti ritardi anche di 92 minuti (solo il 5707 per Venezia delle 7.31 è arrivato regolarmente a destinazione). Cancellate le navette delle 6.48 e 7.48. E la situazione è ancora critica. Non si sa al momento il motivo. Forse la nebbia?! Qualcuno sa la causa? . Comunque le navette per Venezia delle 9.48 e 10.48 sono state cancellate e ritardi e cancellazioni ci sono anche da Venezia verso Salzano.

(a.rag.)

 

SULLA LINEA VENEZIA-PORTOGRUARO

Solo caos con l’orario cadenzato

Il comitato di Quarto ha presentato un esposto alla magistratura

QUARTO D’ALTINO – Tutti contro il nuovo orario cadenzato. Se per alcune tratte del Veneto il cadenzamento, introdotto il 15 dicembre, ha portato benefici con l’aumento dei collegamenti, la linea Venezia-Portogruaro è quella che ha subito indubbiamente le maggiori penalizzazioni. Non a caso è su questa tratta che si sono concentrate le proteste dei viaggiatori, riuniti negli attivissimi comitati pendolari di Quarto d’Altino e del Veneto Orientale.

Affiancati da Legambiente, qualche settimana fa, i comitati hanno anche presentato un esposto alla magistratura, ricostruendo la battaglia condotta negli ultimi mesi e le problematiche causate dal nuovo orario cadenzato che, secondo i pendolari, concentra eccessivamente il servizio in alcune fasce orarie, lasciandone scoperte molte altre. I pendolari, in particolare, lamentano difficoltà per i lavoratori turnisti, a causa della rimodulazione dei servizi con il taglio dei collegamenti tra le 22 e le 6 del mattino, ma anche per la drastica riduzione dei collegamenti di sabato e nei giorni festivi. Senza contare le proteste suscitate dai nuovi regionali lenti Portogruaro-Mestre che, attestandosi al «binario giardino», costringono chi deve andare a Venezia a fare le corse per non perdere la coincidenza. A fianco dei pendolari, scesi anche in piazza, si sono schierati pure i sindaci dei Comuni attraversati dalla tratta ferroviaria, che più volte hanno incontrato l’assessore Chisso. Ma il ripristino di alcuni dei collegamenti, richiesti a gran voce dai pendolari,per il momento, è rimasto solo negli annunci sulla carta.

 

LA LINEA VENEZIA-UDINE – Carrozze sempre sovraffollate e sporche

MOGLIANO – Ritardi e guasti sempre più frequenti, soppressioni, ma soprattutto il sovraffollamento dei convogli, con i viaggiatori costretti a viaggiare in piedi in alcune delle ore di punta, anche a causa dell’impiego di materiale rotabile non sufficientemente capiente.

Ecco le problematiche che assillano le migliaia di pendolari che ogni giorno si spostano lungo la tratta Udine-Treviso-Venezia,una delle più frequentate del Veneto dopo la Padova-Venezia. Si tratta di problemi che si trascinano ormai da anni, a cui si sono aggiunti per i pendolari i disagi dovuti all’introduzione dell’orario cadenzato. Su quest’ultimo fronte, le proteste maggiori hanno riguardato la soppressione dei convogli a tarda sera, in particolare del regionale in partenza da Venezia Santa Lucia alle 23.56, per il cui mantenimento erano state raccolte oltre mille firme. Uno dei problemi che si trascina da più tempo, sulla Treviso-Venezia, è quello del sovraffollamento di alcuni convogli, in particolare nelle ore di punta per i pendolari. In passato non sono mancate le denunce da parte dei viaggiatori, con dossier fotografici sui convogli in cui gli utenti sono costretti a viaggiare stipati. Né sono mancate anche proteste clamorose, con tanto di occupazioni dei binari, frutto dell’esasperazione dei pendolari anche per i continui ritardi.

(g.mon.)

 

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