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A Campolongo il progetto del Comuneper battere l’emergenza abitativa

Tra quelli sequestrati anche la villa bunker di Maniero.«Ma ora Renzi ci aiuti»

CAMPOLONGO   «Trasformerò le ville della mafia del Brenta in case popolari per dare risposta all’emergenza abitativa che è esplosa con la crisi economica nel nostro comune ». A dirlo è il sindaco di Campolongo, Alessandro Campalto, che chiede al governo di Matteo Renzi di finanziare l’edificazione sui terreni sottratti ai mafiosi. Terreni da cui, secondo il sindaco, si potrebbero realizzare altri 8 appartamenti.

Ma il patrimonio sottratto alla mafia veneta da quasi una ventina d’anni è impressionante. Solo a Campolongo: due ville – bunker dei boss Felice Maniero (con tanto di piscina e di rubinetteria in oro) e Fausto Donà e quattro appartamenti dello stesso Donà in via Fermi. Le due ville sono dotate di parco di oltre 4000 mila metri quadri ciascuna e sono diventate nel corso degli anni sede dell’associazione Affari Puliti e un centro diurno per disabili psichici. Valore sul mercato: oltre 2,5 milioni di euro. Ci sono poi 4 appartamenti dell’ex boss Giuliano Ferrato e altri terreni con estensione complessiva di 3000 metri quadri.

«Con questi beni», dice il sindaco, «se potessimo edificare o avere contributi per farlo, potremo dare risposta in caso di emergenza abitativa ad almeno una ventina di famiglie. Potremo ristrutturare le ville e riorganizzarle come porzioni abitative. Per edificare in un terreno da 2000 metri quadrati altri otto appartamenti ho già presentato un progetto che aspetta solo di essere finanziato. Certo con questi vincoli di bilancio che abbiamo facciamo fatica a dare risposte a problemi urgenti come quelli scatenati dalla crisi. Renzi ci aiuti. È sbagliato vendere i beni tolti alla mafia visto che possono essere utilissimi proprio per dare risposte alle esigenze della gente ».

Intanto proprio sulla destinazione dei beni sottratti alla mafia è possibile firmare da ieri in Municipio a Mira per la proposta di legge d’iniziativa popolare promossa da Italia dei Valori. «La proposta», spiegano i promotori, «punta al migliore e più veloce utilizzo dei beni confiscati alla mafia, un valore ingente che andrebbe a beneficio delle casse dello stato e della stessa lotta alla criminalità».

Le firme a Mira si raccolgono fino al 24 aprile all’Ufficio Urp , il lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 8.30 alle 13 e martedì e giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17.30. E poi agli Uffici Demografici (piazza S. Nicolò), lunedì, martedì e venerdì: 9-12; giovedì: 9-13 e 15-17; e infine nei sabati pari: 9-12.

Alessandro Abbadir

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