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Il comitato

Il Comitato «No grandi navi – Laguna bene comune» ribadisce la propria contrarietà a un porto passeggeri in laguna di Venezia per le grandi navi. «Tre progetti – spiega il comunicato – quello del Canale Contorta, quello che prevede di ospitare le grandi navi a Marghera e quello del retro Giudecca, ci vedono contrari. Vogliamo portare l’attenzione su alcuni lavori scientifici sperimentali sulla laguna di Venezia, pubblicati da studiosi tedeschi, italiani e americani in importanti riviste internazionali, e troppo a lungo ignorati. Questi lavori dimostrano come le scie delle navi che transitano nei canali lagunari sono un fattore importante dell’erosione verificatasi nella laguna stessa».

«Si è di fronte a un bivio – illustra la nota del Comitato – o continuare nella logica dello scorso secolo, arginare il canale Malamocco Marghera, ampliarlo, farne un’autostrada extra-lagunare, togliendo alla laguna centrale ulteriore superficie, spazio vitale, degradandone le caratteristiche morfologiche e strutturali, oppure ripensare l’organizzazione portuale per consentire l’accesso in laguna solo alle navi compatibili per dimensioni e per controllo dell’inquinamento e ospitando le grandi navi fuori della laguna.

Una logica d’altra parte condivisa dall’Autorità Portuale con il progetto off-shore per il porto commerciale, ma inspiegabilmente osteggiata per il porto passeggeri.

Continuando a far entrare le navi in laguna si devasterebbe inutilmente sia la laguna che la città; ben presto le navi saranno comunque troppo grandi e l’innalzamento del livello dell’acqua, con le frequenti chiusure del Mose, impedirebbe l’ingresso dalle bocche di porto. Al danno si aggiungerebbe ben presto una crisi produttiva e occupazionale senza ritorno».

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Crociere con il “silenziatore”: a Venezia arriva lo stop all’inquinamento acustico

Ordinanza del Porto, il decalogo è all’interno del nuovo piano degli ormeggi

Niente amplificatori dalle 24 alle 7 durante le feste per non disturbare i residenti

VENEZIA. Primo stop – almeno parziale – all’inquinamento acustico provocato nel Porto di Venezia dalle Grandi Navi, soprattutto nelle ore notturne, con l’uso di altoparlanti o amplificatori in occasione, ad esempio, di feste a bordo delle navi da crociera.

Dopo i provvedimenti che riguardano il loro passaggio e quelli relativi all’inquinamento ambientale per le emissioni di fumi, è la prima volta che si affronta anche quello dell’inquinamento sonoro prodotto da queste “città” galleggianti, abitate da migliaia di Venezia. Da tempo fioccavano le proteste e in qualche caso anche gli esposti presentati dagli abitanti di Santa Marta e San Basilio, esasperati per il disturbo alla quiete pubblica soprattutto nelle ore notturne.

A intervenire, ora, è stato il presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa, con un’ordinanza appena emessa per il contenimento e la riduzione delle emissioni acustiche in ambito portuale nella zona della Marittima e di San Basilio. Il problema è reale, perché il provvedimento di Costa – con l’adozione di un nuovo Piano di ormeggio per le grandi navi – fa riferimento anche ai dati raccolti con il Progetti E.co.Port, sviluppato con fondi comunitari, sulla mappatura acustica del rumore portuale derivante delle navi in transito e in ormeggio in Marittima, trasmessi al Ministero dell’Ambiente oltre cinque anni fa.

Finalmente, però, il Porto si decide a intervenire, anche se non esiste ancora a livello nazionale una legge che limiti il rumore prodotto dalle infrastrutture portuali negli scali italiani. Di qui, appunto, per ora, con l’ordinanza, l’adozione di un piano di ormeggio del Porto di Venezia che servirà, almeno, a limitare i danni.

Tra le misure più significative previste dal nuovo regolamento quella che impedirà l’uso di amplificatori sonori esterni a bordo delle navi da crociera dalle 24 alle 7 del mattino, proprio per non turbare il riposo dei residenti della zona, in occasione di feste o ricevimenti, che non dovranno comunque schiamazzi, rumori e suoni all’esterno.

Anche nella programmazione degli ormeggi delle Grandi Navi il regolamento prevede che vadano collocate alla Marittima, e cioè nell’area più lontana dal punto di vista acustico dai centri abitati di San Basilio e Santa Marta le navi che si sa già essere rumorose – per segnalazioni o esposti già presentati su di esse o per rilievi fonometrici che lo documentino – e quelle che effettuano soste prolungate che comprendano uno o più periodi notturni.

Nell’area di Santa Marta si cercherà di sfruttare l’effetto barriera offerto dagli edifici circostanti, facendo ormeggiare qui soprattutto navi di altezza limitata, i cui camini non superino l’altezza dei fabbricati vicini. Inoltre, nell’attracco, si farà in modo che le sorgenti sonore siano posizionate verso il canale o verso la laguna e non in direzione dei centri abitati.

Inoltre le esercitazioni di sicurezza previste a bordo delle navi da crociera, che prevedono anche l’uso delle sirene, non potranno svolgersi nelle fasce orarie dedicate al riposo dei residenti, e cioè dalle 24 alle 7 del mattino e dalle 13 alle 15. Stesse limitazioni anche per le segnalazioni acustiche legate a problemi di sicurezza o di emergenza. Il nuovo regolamento degli ormeggi – attraverso la Venezia terminal passeggeri – verrà ora trasmesso alle compagnie di crociera perché sia subito adottato.

Enrico Tantucci

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