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A Mirano e a Santa Maria di Sala battuta d’arresto nei consigli comunali

Il dialogo naufraga tra accuse reciproche, bagarre e minoranze fuori dall’aula

MIRANO – Improvvisa battuta d’arresto per l’Unione dei Comuni. Contro ogni previsione, l’avvio del progetto si infrange in due comuni, al termine di sedute fiume dove non sono mancati momenti di tensione: a Santa Maria di Sala, dove arrivava già in Consiglio la prima delibera di approvazione dell’atto costitutivo e a Mirano, dove si doveva discutere il progetto. Due aule, due sedute in contemporanea, due bagarre.

Soprattutto a Mirano, dove il Consiglio viene sciolto con un nulla di fatto, le minoranze fuori dall’aula e la riunione trasformata in assemblea con i cittadini, dopo un’ora e mezza di accuse incrociate e battibecchi.

A Santa Maria di Sala è stato invece il sindaco Nicola Fragomeni a proporre di rinviare il voto sull’Unione, in attesa di dati certi sul progetto che dunque, è confermato, viaggia ancora in alto mare.

La bagarre miranese è iniziata subito, di fronte a un’aula gremita di cittadini, dipendenti comunali e i sindaci di Salzano e Noale. L’interesse c’era tutto per un banco di prova importante, anche per capire come sarebbe proseguito l’iter negli altri comuni. Invece maggioranza e opposizione si sono fronteggiati per due ore scambiandosi accuse. Alla fine minoranze fuori e cittadini spazientiti. «Prendiamo atto che la maggioranza ha convocato un Consiglio senza aver informazioni da darci sull’Unione», attaccano 5 Stelle, Pdl e Prima il Veneto, «la presentazione era compito loro, alle minoranze spetta dar vita al contraddittorio. È inconcepibile che il sindaco chieda a noi di presentare un progetto: tra l’altro i documenti sono arrivati tardi e non si erano neppure attrezzati per le riprese video ». «È un comportamento incomprensibile », ribatte il sindaco Maria Rosa Pavanello, «esclusi i 5 Stelle, Pdl ed ex Lega si erano espressi a favore già nel 2010. È chiaro che hanno voluto solo strumentalizzare, senza entrare nel merito. Per loro il Consiglio è solo un palcoscenico, non hanno rispetto per i cittadini».

A S. Maria di Sala toni più distesi, ma il voto che doveva approvare statuto e atto costitutivo dell’Unione non arriva. I salesi rimandano la decisione all’unanimità, dopo le perplessità emerse sia dalla maggioranza che dalle opposizioni: «Restiamo convinti che l’Unione sia un’opportunità per la Città metropolitana », afferma Fragomeni, «ma aspettiamo il piano per prendere una decisione».

Filippo De Gaspari

 

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