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A cosa serve quella sorta di barena artificiale realizzata di fronte all’isola di Sant’Andrea, di fronte al Bacan? In questi giorni sono in molti a chiederselo, dal momento che è piuttosto alta sul livello del mare. Sarà la base di appoggio per una “talpa” meccanica teleguidata che scaverà sotto la laguna un condotto lungo oltre 4 chilometri, capace di collegare con fibre ottiche l’isola nuova del Mose con la base operativa dell’Arsenale. Si tratta di un intervento fondamentale per il funzionamento del sistema a paratoie mobili in fase di realizzazione da parte del Consorzio Venezia Nuova. Il cavidotto è già stato realizzato nella parte tra punta Sabbioni e l’isola nuova e ora tra breve comincerà lo scavo sotto il canale marittimo di San Nicolò. Poi il condotto costeggerà l’isola della Certosa, attraverserà il canale delle Navi ed entrerà in Arsenale. Oggi, in tema di Mose, arriverà la seconda delle due porte della conca di navigazione di Malamocco. Misurano 51,3 metri di lunghezza; 6,75 metri di larghezza e 15,55 metri di altezza e saranno installate a fine mese.

Intanto, proprio di fronte la Certosa si vede un gran passaggio di draghe e bettoline che scaricano fanghi in una zone delimitata da palancole e panne. Sono lavori del Magistrato alle Acque che impensieriscono non poco gli ambientalisti.

«Ho chiesto all’assessore Bettin – dice il consigliere comunale Renzo Scarpa – di chiedere formalmente informazioni perché scavano a Tessera e di fronte a Campalto e depositano i fanghi su un cassero a Murano e in un secondo cassero di fronte alla Certosa. Ci hanno risposto che i fanghi sono di classe A e quindi innocui».

  Ambiente Venezia ha però dei dubbi sulla qualità di questi fanghi.

«Ci dicono che vengono da Tessera – commenta Luciano Mazzolin, di Ambiente Venezia – ma noi vediamo draghe e bettoline in diverse parti della laguna e vorremmo capire qualcosa di più su questi fanghi e magari vedere le analisi».

La risposta arriva dalle carte del Magistrato alle Acque, con una spiegazione abbastanza dettagliata dei lavori in corso. Davanti alla Certosa è stata allestita una “fossa di transito”, cioè un’area in cui vengono depositati provvisoriamente i fanghi provenienti dallo scavo del canale di Campalto. Questo materiale è solo provvisoriamente stoccato e servirà per il ripristino morfologico delle secche lungo il canale dei Marani.

La stessa spiegazione riguarda Murano. Lì vengono depositati i fanghi provenienti dal canale di Tessera, che serviranno al Magistrato a ricostruire alcune secche nella laguna centrale.

Anche l’isoletta artificiale alta circa 2 metri di fronte a Sant’Andrea è un deposito temporaneo: una volta che la perforazione si sarà conclusa il materiale, contenuto da un palancolato a terrapieno, sarà riposizionato dove serve.

 

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