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NUOVA VENEZIA – MOSE, SECONDA PORTA

Malamocco conca operativa da giugno

Cantieri del Mose, è arrivata la seconda porta. L’installazione avverrà a fine aprile, transiteranno 20 navi al giorno

Le navi da crociera di ultima generazione non potranno però passare

MALAMOCCO – Verso le 14 di ieri pomeriggio i rimorchiatori Angelina C e Ida C, partiti da Trieste lunedì e in viaggio da 44 ore a 2 nodi all’ora, entrano nel bacino artificiale della Bocca di Porto di Malamocco, per dirigersi verso la conca di navigazione. Il carico che trasportano è lungo 51,3 metri, largo 6,75 e alto 15,55 ed è firmato Cordioli Viotto. Si tratta della seconda porta color giallo, giunta dopo la prima del 27 febbraio scorso, utilizzata per la conca di navigazione lunga 371 e larga 51 metri (le navi da crociera di ultima generazione non potrebbero transitare).

A Mose ultimato, questa struttura permetterà il transito delle navi anche quando le paratoie saranno in funzione.

«Il progetto originario», ha detto l’ingegnere della Mantovani, Franco Damiani, «non prevedeva il passaggio delle navi crociera, ma in caso sarà la Capitaneria di Porto a decidere».

I progetto prevede che, una volta entrate nelle acqua calme della diga Foranea, le imbarcazioni si collochino davanti alla conca. A quel punto entra in funzione la prima porta scorrevole, quella dalla parte del mare, che si solleva di un decimo di millimetro e viene spinta da potentissimi getti di acqua, facendo un metro in tre secondi (un minuto e mezzo per l’apertura totale). Dopo l’ingresso della nave all’interno della conca, la prima porta si chiude. A quel punto si apre allo stesso modo la seconda, che dà verso la laguna in direzione Canale dei Petroli, verso Porto Marghera. Per prevenire eventuali incidenti di manovra è stata installata una lunga fila di giganteschi ammortizzatori in grado di rimettere l’imbarcazione nella giusta carreggiata. In caso invece di incendio o di mancanza di energia, si utilizzano gli appositi idranti, posizionati lungo la conca, e una cabina con un gruppo elettrogeno di 1 mega, pari a 1200 cavalli, in modo che la struttura sia autosufficiente. All’ingresso della conca, oltre a due grandi semafori e due pannelli con le informazioni per le navi, è in corso di realizzazione una cabina con 14 monitor, progettata dallo Studio Cecchetto, che richiama la forma di una lanterna, con uno o più operatori 24 ore su 24. Il transito previsto nella conca, profonda 13,5 metri, potrebbe essere di una ventina di navi al giorno, in entrata e in uscita. L’installazione effettiva delle porte, che a fine lavoro emergeranno per 2,80 metri dall’acqua, avverrà tra il 22 e il 29 aprile, per poi a maggio verificarne più volte il funzionamento. Se tutto procede come previsto già a giugno, durante la posa dei cassoni di alloggiamento nel canale di Malamocco, la conca potrà essere utilizzata. La conca è al centro della laguna, tra Malamocco e Pellestrina, in un cantiere nato nel 2003 per la costruzione del bacino artificiale che venne concluso nel 2005, in concomitanza con l’inizio della realizzazione della conca per una media di lavoratori dai 50 ai 100. Qui, dove oggi i lavori sono nel pieno, il suolo in futuro tornerà a essere ricoperto di sabbia, con un percorso di dune in mezzo a un sentiero illuminato a led.

Vera Mantegoli

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