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Il Comune fornirà alla Capitaneria tutto il supporto politico necessario affinché la vecchia Marittima dei Saloni possa essere adibita al traffico passeggeri. Lo dichiara l’assessore alle Attività produttive Maurizio Salvagno, in risposta all’appello lanciato dal portavoce del Comitato degli utenti del porto Alfredo Calascibetta. Com’è noto, aveva fatto scattare l’allarme affermando che «la sinergia fra gli enti non gli risultava affatto ottimale». A suo avviso, il Comando del Compartimento marittimo, titolare della giurisdizione sull’intera area dello scalo, sarebbe «condizionato probabilmente da incertezze interpretative e questioni irrisolte» aggiungendo che «senza il permesso della Capitaneria non sarà possibile sistemare i fondali».

«Il primo passo del Comune – annuncia Salvagno – consisterà nella sua diretta partecipazione alla società di diritto privato finalizzata alla gestione dei servizi passeggeri». L’amministrazione municipale, per l’occasione, sarà partner della Camera di commercio che, dopo il lancio del nuovo porto, darà corso alla vendita delle proprie quote al valore di mercato. Il Comune dovrebbe fare altrettanto.

«Nel frattempo – anticipa l’assessore – esamineremo l’abbozzo del Piano regolatore portuale: strumento urbanistico indispensabile affinché le navi possano finalmente andare e venire con regolarità».

Com’è noto, quelle approdate o partite saltuariamente da Chioggia in questi ultimi anni lo hanno fatto a titolo sperimentale. Un’evoluzione dell’abbozzo del Piano sarà presentato a Chioggia nelle prossime ore.

«La nuova pianificazione, da sostenere con tutte le forze a nostra disposizione – conclude Salvagno – non potrà, comunque, prescindere dalla rapida ricerca di una soluzione accettabile anche in vista della contestuale collocazione del nuovo mercato ittico all’ingrosso.

Va da sè che, anche per questo motivo, il Comune assumerà un ruolo di primissimo piano. La questione pare complessa. Quando lo scorso anno fu presentata la prima bozza del Piano, il portavoce dell’Associazione tra le imprese di spedizione Giuliano Godino aveva dichiarato: «La posizione ipotizzata dista poche centinaia di metri dalla banchina delle merci alla rinfusa. Va da sè che le polveri andrebbero ad inquinare il pesce. L’Autorità sanitaria bloccherebbe tutto».

Roberto Perini

 

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