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LEGGE APPROVATA – Giorgio Orsoni sarà anche il sindaco metropolitano

CITTÀ METROPOLITANA – I consiglieri di Ca’Corner resteranno in carica sino alla fine del mandato

Provincia, il Consiglio «salvo» fino a giugno

La Città Metropolitana è legge. La Camera ha approvato ieri il decreto legge Delrio che decreta la “fine” anche della Provincia di Venezia. La Città Metropolitana entrerà in vigore dal 1. gennaio 2015 e sarà guidata da Giorgio Orsoni, il quale, in quanto sindaco della città capoluogo della provincia, sarà di diritto anche sindaco metropolitano. Resta ora da capire come verrà gestito il «traghettamento» dalla Provincia alla Città Metropolitana. Non tanto nella formazione dei futuri organi di amministrazione (sindaco, consiglio e conferenza metropolitana), quanto, nell’immediato, che sarà degli attuali organi elettivi della Provincia di Venezia, a partire dal consiglio provinciale. Non era infatti chiaro se i consiglieri sarebbero rimasti in carica o se avessero dovuto lasciare l’incarico una volta avvenuta la pubblicazione del ddl «Delrio» in Gazzetta Ufficiale, prevista già per oggi o, al massimo, per l’inizio della prossima settimana.

A far chiarezza sono stati i quattro ordini del giorno (presentati da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Partito Democratico), approvati dalla Camera, uno dei quali elaborato a Venezia e approvato martedì, in extremis, dallo consiglio provinciale. Ha avuto così successo il pressing istituzionale di Francesca Zaccariotto. Il presidente della Provincia ha giocato tutte le carte a sua disposizione, come il telegramma inviato, sempre martedì, al presidente Napolitano, con il quale chiedeva al capo dello Stato d’intervenire affinché i gli organi elettivi della Provincia restassero in carica fino alla scadenza naturale del mandato. E così sarà: il consiglio provinciale resterà in carica fino al 25 giugno, giorno della scadenza naturale del mandato. Non è chiaro, però, cosa in concreto potranno fare i consiglieri da qui al fine del mandato. Di sicuro avranno i loro gettoni di presenza e la possibilità di far lavorare le commissioni, ma, quando la legge sarà in vigore, partirà anche la gestione provvisoria dell’Ente provinciale, quindi, all’atto pratico, i consiglieri avranno in realtà le mani legate e non potranno votare il bilancio. Il «salvataggio» del consiglio potrebbe valere anche per il Presidente della Provincia e per gli assessori, che non dovrebbero così rinunciare alle prossime mensilità, almeno fino alla scadenza naturale del mandato. Non è ancora una sicurezza, per questo è attesa al più presto una nota interpretativa del ministero degli Interi. Poi, terminato il mandato, e come previsto dalla legge, le loro cariche saranno a titolo gratuito. Stesso trattamento anche per le future cariche metropolitane: dal sindaco ai consiglieri, tutti gratis, per amor di patria.

 

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