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Il sindaco Giorgio Orsoni ieri a palazzo Chigi da Delrio esulta per l’approvazione della legge: «Riformato lo Stato»

VENEZIA  «Un giorno storico. Un momento di svolta nella riforma dello Stato che non vedeva grandi riforma da mezzo secolo, da quando furono istituite le Regioni».

La Città metropolitana è legge dello Stato. E il sindaco Giorgio Orsoni sprizza soddisfazione. Ieri era a palazzo Chigi, a festeggiare con il suo amico Graziano Delrio, sottosegretario alla Presidenza del governo Renzi. La legge sulla nuova Città metropolitana era stata un’idea loro, quando Delrio era presidente dell’Anci.

Il testo approvato ieri definitivamente dalla Camera l’ha scritto materialmente proprio Orsoni. «Ricordo che l’idea di presentare un disegno di legge era nata al termine di una riunione con Delrio», ricorda Orsoni, «che tre anni fa diede incarico al sottoscritto e alla segretaria generale dell’Anci Veronica Nicotra di predisporre un testo da presentare al governo. Così abbiamo fatto con il ministro Patroni Griffi. Il decreto era stato bocciato dalla Corte costituzionale, ma non per ragioni di sostanza. Bisognava fare un disegno di legge e non un decreto. E così abbiamo fatto».

Adesso, da ieri, è proprio il sindaco Orsoni il nuovo «sindaco metropolitano ». In carica fino al 31 dicembre solo per approvare il nuovo Statuto. Dal primo gennaio 2014 la Città metropolitana sostituirà a tutti gli effetti la Provincia. Che ha avuto la durata del Consiglio prorogata con un ordine del giorno fino al 25 giugno per consentire l’approvazione del bilancio. Ma la Provincia non esiste più. La presidente Francesca Zaccariotto resterà in carica fino al 31 dicembre – senza stipendio – per l’ordinaria amministrazione.

In mezzo ci potrebbe essere l’«ostacolo» dei referendum, che i comitati autonomisti intendono far svolgere in ottobre con l’appoggio della Regione guidata da Luca Zaia. «Non è possibile, sarebbe illegittimo», dice Orsoni, «e noi siamo pronti a ricorrere al Tar».

Quanto alla presidente Zaccariotto, per lei ci potrebbe essere un nuovo ruolo proprio all’interno della Città metropolitana. «Le professionalità non si devono perdere», dice Orsoni.

Intanto nelle prossime settimane con la convocazione firmata dal sindaco Orsoni del nuovo Consiglio metropolitano scatterà l’iter previsto dalla nuova legge, che entrerà in vigore dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. «Avremo un’estate di lavoro pieno», sorride il sindaco, «perché dovremo eleggere il Consiglio metropolitana e la conferenza statutaria. Lo Statuto dovrà essere approvato entro l’anno e il primo gennaio la nuova Città metropolitana entrerà in vigore».

A presiederla sarà come prevede la legge – a meno di variazioni previste dallo Statuto – proprio il sindaco della città capoluogo. Che adesso vede aumentare le sue chance di essere ricandidato.

Soddisfatto per l’approvazione definitiva della legge anche il deputato veneziano del Pd Andrea Martella, autore di una proposta di legge nel 2010. «La strada delle riforme è quella giusta, senza scorciatoie populiste », commenta, «finalmente si va verso il riordino degli enti locali con risparmio della spesa pubblica. Prossimo passo, l’area vasta con Padova e Treviso ».

Alberto Vitucci

 

L’amarezza della Zaccariotto  «Grave la fine anticipata del mandato della Provincia»

VENEZIA  «Si rischia la paralisi dell’ente a fronte di gravi responsabilità in materia di sicurezza viabilistica, scolastica e ambientale». Il presidente della Provincia Francesca Zaccariotto ha lanciato questo allarme a margine dell’assemblea dei presidenti delle Province che si è svolta ieri a Roma. Zaccariotto lamenta la cessazione anticipata del mandato dell’assemblea provinciale, chiedendo che invece gli organi di governo eletti democraticamente arrivino alla scadenza naturale del loro mandato. «Denuncio nuovamente il fatto molto grave di un attacco alla democrazia, nel disprezzo degli elettori che hanno espresso con un voto una scelta precisa e con regole definite». La presidente Zaccariotto aggiunge: «Ritengo grave che il consiglio venga fatto cadere anticipatamente rispetto la sua scadenza naturale. Un fatto che generalmente può accadere solo in caso di infiltrazioni mafiose o nell’ipotesi di corruzione o altri gravi altri reati penali. Ma da questo punto di vista la Provincia di Venezia, sia sotto l’aspetto politico sia gestionale, può vantare una condotta efficiente ed efficace nei risultati, nel pieno rispetto degli obblighi amministrativi e del patto di stabilità».

Contro Francesca Zaccariotto e il documento inviato al Presidente Napolitano si schiera il gruppo consiliare del Partito democratico. «Abbiamo casualmente appreso, nel corso del consiglio provinciale del 2 aprile, che è stato inviato questo telegramma a nome del Consiglio e in cui si rappresentava lo sconcerto in merito alla decadenza anticipata di un organo democraticamente eletto, prevista nel decreto Delrio. Il gruppo consiliare del Pd non ha mai sostenuto questa posizione e, pertanto, denuncia la gravità di tale atto arbitrario fatto a nome di un ignaro Consiglio provinciale, che non era neppure informato di tale iniziativa. Contestiamo con forza un atto politicamente scorretto e istituzionalmente inaccettabile ».

(s.b.)

 

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