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MIRA. Gli uffici postali della Riviera del Brenta e del Miranese hanno accumulato ritardi di due-tre settimane nella consegna della posta. A insorgere sono residenti, associazioni di consumatori e sindaci. «Abbiamo avuto segnalazioni», spiega Alfeo Babato referente della Federconsumatori di Riviera del Brenta e Miranese, «di decine di casi di residenti di Campagna Lupia, Mira, Dolo, Mirano e Salzano di posta arrivata in ritardo. Le bollette vengono recapitate anche 15 giorni dopo, come la posta ordinaria e le stampe. Nel caso delle bollette gli utenti devono poi pagare le morosità negli accrediti successivi. Da quanto abbiamo capito da contatti avuti con gli uffici postali, il problema principale è legato alla carenza di personale fra i portalettere. Una categoria di lavoratori soggetta a pesanti turn-over con una quota consistente di personale in scadenza contrattuale e continuamente sostituito».

A Campagna Lupia un gruppo di cittadini stanchi di ricevere la posta in ritardo si è recato direttamente all’ufficio postale nel capoluogo per protestare per il disservizio. «Ci siamo sentiti rispondere», spiegano, «che la colpa non era loro ma dell’organizzazione di Poste Italiane che utilizza sempre più personale precarizzato» . Il presidente della conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta, Giampietro Menin chiederà un incontro urgente con la direzione delle Poste Italiane di Venezia. «È da anni che il problema della precarizzazione dei postini» dice Menin, «si abbatte sulla qualità dei servizi con cui i cittadini poi si trovano a dover fare i conti. Si tratta di una situazione davvero pesante, sia per questi lavoratori, che per chi subisce i ritardi nella consegna del recapito. Poste Italiane deve smetterla di pensare a potenziare la rete di vendita dei prodotti finanziari e puntare invece sulla sua missione che è quella di servizio pubblico».

Interpellata, Poste Italiane assicura che «nei prossimi giorni saranno fatte le necessarie verifiche per capire i disagi in atto». Disagi che sembrano collegarsi anche all’eccessivo turn over con portalettere sempre in scadenza che non conoscono il territorio in cui devono consegnare la posta.

Alessandro Abbadir

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