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Gazzettino – Martellago. Unione, nuovo si’ a sorpresa.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

17

apr

2014

MARTELLAGO – Raggiunta la maggioranza di due terzi necessaria alla prima votazione

Ferri (Lega) critica ma vota a favore: «Porti vantaggi o denuncerò la vostra incapacità»

L’Unione dei Comuni del Miranese passa al primo colpo per l’imprevisto sì della Lega. Finale a sorpresa martedì del consiglio che votava lo statuto del nuovo organismo. Le posizioni parevano assodate: maggioranza pro con 10 consiglieri più il sindaco, uno in meno dei due terzi richiesti al primo voto; minoranza contro. Il sindaco Barbiero, Sara Sabbadin e Giancarla Marcato (Pd) e Marco Casarin (Impegno Comune) hanno difeso le ragioni per entrare nell’Unione: più forza nella Città Metropolitana, risparmi e servizi migliori, anche alla luce di analoghe esperienze. Assicurando che nei tavoli tecnico-politici sarà pianificato ogni aspetto economico-organizzativo. Il M5S non s’è detto contro l’Unione in sé ma contro questa, avanzando varie riserve con Barbara Simoncini e Andrea Marchiori, le “sole” tre funzioni comuni (polizia locale, protezione civile, risorse umane), «poche per i contributi regionali», il personale «che ha inquadramenti diversi tra Comuni», il mancato coinvolgimento dei cittadini: «faremo un referendum». Proposta avanzata anche da Moreno Bernardi (Un Comune per tutti), duro contro «l’ennesimo carrozzone dagli alti costi d’avvio (66mila euro) e dai risparmi incerti», e lo svuotamento di competenze del Comune. Un «salto nel buio» per Pesce (Pdl) che rilevava le maggiori affinità e opportunità di Martellago con Venezia. Il leghista Alberto Ferri non è stato più tenero parlando di «ente autoreferenziale dove manca una volontà in tal senso del popolo e governato da persone non elette» e definendo lo statuto «un pezzo di carta in tecnocrate incomprensibile alla gente». Ma al voto, a sorpresa, il capogruppo della Lega ha annunciato e dato il suo sì, motivando: «Tanto sarebbe passato la prossima volta con la metà più uno dei voti. Così lancio una sfida alla maggioranza: che l’Unione parta subito ma portando risparmi ed efficienza promessi, viceversa denuncerò la vostra incapacità». Così il centro sinistra ha trovato «nell’uovo» il voto che gli mancava e a nulla sono valsi i no di Bernardi, Pesce, Simoncini, Marchiori e del neo-consigliere grillino Davide Da Ronche, subentrato a Santoliquido.

 

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