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Gazzettino – Venezia. Grandi navi, e’ guerra Orsoni-Governo

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

18

apr

2014

VENEZIA – Intanto le compagnie si impegnano a limitare volontariamente i transiti in Bacino San Marco

I ministri: il percorso alternativo arriverà in Marittima. Il sindaco: «Noi scavalcati, già inviata una diffida»

IL GOVERNO – Roma ha deciso: le crociere arriveranno in Marittima e alla fine della prossima settimana il presidente del Consiglio dirà anche con quale percorso. È il frutto della riunione di ieri tra i ministri delle Infrastrutture, dell’Ambiente e dei Beni culturali.

IL SINDACO – E il sindaco Giorgio Orsoni va alla “guerra” annunciando di aver deciso di aver inviato un atto di diffida ai ministeri competenti: «Non si decide sulla testa dei veneziani. Chiedo ed esigo la convocazione immediata del Comitatone»

LA RIUNIONE – Vertice a Roma tra ministri. Galletti: «Stop a navi vecchie»

LA DECISIONE – Dopo Pasqua la scelta del progetto alternativo

Il Governo: «Crociere in Marittima»

Le compagnie accettano di estromettere i colossi dal Bacino e dalla Giudecca e di ridurre le emissioni

Le compagnie di crociera si adeguano volontariamente al decreto della Capitaneria di Porto sospeso dal Tar, ridurranno da subito il transito in Bacino alle navi di stazza superiore alle 40mila tonnellate e ad eviteranno il passaggio di quelle sopra le 96mila, come aveva anticipato il presidente del Porto, Paolo Costa, al Gazzettino nelle settimane scorse. Inoltre una riunione convocata dalla presidenza del Consiglio dei ministri per la fine della settimana prossima dovrebbe approdare alla decisione definitiva per trovare «il percorso alternativo per raggiungere la Marittima e dare piena attuazione alla legge Passera Clini».
Sono i due elementi determinanti riportati da un comunicato congiunto a conclusione del vertice tra i ministri Maurizio Lupi (Infrastrutture), Gian Luca Galletti (Ambiente) e il sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni. Emerge subito l’elemento chiave: il percorso alternativo – scrivono i ministri – dovrà raggiungere la Marittima. La destinazione finale non viene cambiata e questa appare una implicita scrematura di tutti i progetti che non arrivano in Marittima. Ovvero di tutti tranne tre: lo scavo del Contorta Sant’Angelo, da sempre caldeggiato da Autorità portuale, la tangenziale retro Giudecca targata Zanetti e destinazione di ripiego del progetto di Roberto D’Agostino, che pur pensando a Marghera come stazione privilegiata, avrebbe mantenuto anche qualcosa in Marittima.
Le compagnie di navigazione alla fine di questa stagione non faranno più passare navi sopra le 96mila tonnellate. Anche perchè ormai è già in corso la programmazione 2015 e si doveva tener presenti i vincoli della peggiore delle ipotesi (per gli armatori) delle ipotesi. Le compagnie si impegneranno anche a impiegare carburanti con tenore di zolfo non superiore allo 0.1 per cento in fase di entrata e stazionamento. Del resto la normativa europea prevede che dal 2020 non possa essere superiore allo 0.5. E se da un lato il ministro all’Ambiente Galletti ha chiesto che si eviti di far transitare navi “vecchie” oltre i 25 anni, il ministro Lupi, accogliendo favorevolmente la disponibilità delle compagnie di crociera, dichiara che «il fattore tempo è decisivo. Dobbiamo assumerci come governo la responsabilità di una soluzione definitiva», mentre il sottosegretario Borletti Buitoni ha preso positivamente atto della decisione degli armatori.

IL COMUNE – Ca’ Farsetti invoca il rispetto della legge sugli enti locali

L’AUTORITÀ PORTUALE- Paolo Costa: «Soddisfatto per la linea del Governo»

TREVISANATO (VTP) «In questo modo sono state difese l’occupazione e le imprese»

Dura presa di posizione del sindaco: «Non è accettabile decidere sulla testa dei veneziani, serve un Comitatone»

E ora alla “guerra”. Già. Sarà che tira aria di campagna elettorale, sarà che – come doveva accadere i nodi paiono giunti al pettine – ma sta di fatto che il sindaco Giorgio Orsoni l’ha messa sul piatto con forza. «Abbiamo già spedito una diffida ai ministeri competenti. Non si può decidere sulla testa di Venezia e dei veneziani – sibila tagliente – Vogliamo vedere tutti i documenti relativi alla questione Grandi Navi e soprattutto voglio ribadire che qualsiasi decisione deve e dovrà essere presa in sede di Comitatone. E se sarà necessario ci appelleremo all’articolo 54 della legge sugli enti locali che offre al sindaco l’opportunità di emanare un’ordinanza per gravi questioni di tutela ambientale».
Insomma Ca’ Farsetti ha deciso di fare la voce grossa (qualcuno potrà ritenere che lo faccia anche in ritardo) ma in realtà nell’aria da settimane. «Non posso che manifestare il più profondo disappunto – aggiunge Orsoni – per aver appreso che si intende procedere con l’assunzione di una decisione su un tema così delicato senza coinvolgere i suoi rappresentanti visto che tutto è stato demandato ad una riunione prevista per la prossima settimana alla Presidenza del Consiglio». D’altro canto, sempre Orsoni non nasconde di aver accolto positivamente la disponibilità della Clia (l’associazione degli armatori di crociera ndr) che, sempre ieri in sede di dialogo tra ministeri, ha annunciato di voler dare esecuzione al provvedimento della Capitaneria di Porto sulle limitazioni dei passaggi delle grandi navi in Bacino nonostante la sospensione dell’ordinanza stabilita dal Tar.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa: «Sono lieto che le compagnie di navigazione crocieristica abbiano accolto l’invito ad accettare in forma volontaria le limitazioni al traffico così come concordato lo scorso 5 novembre a Palazzo Chigi e sulle quali il Tar del Veneto aveva imposto la sospensiva. Sono ancor più lieto perché oggi (ieri ndr), a fronte di questo impegno, il Governo ci conferma che entro il 2016 avremo una via d’acqua alternativa per arrivare in Marittima senza passare davanti a San Marco. Si elimina così la sproporzione disarmonica tra le grandi navi e l’area urbana di Venezia senza mettere in crisi la crocieristica veneziana e nazionale, il porto come un tutto e l’economia veneziana e veneta”. E anche Sandro Trevisato, presidente di Venezia Terminal Passeggeri non nasconde la soddisfazione: «Non possiamo che esprimere il nostro plauso per questa decisione che nel medio e breve periodo non può che rallegrarci, ma che ritenevamo anche ineludibile. Per il lungo periodo, invece, non intendiamo dire alcunché. Qui ci penserà la politica. Non posso che verificare che sono state accolte le nostre istanze che vanno nel segno della tutela di una politica e di una realtà marittima e nautica di prim’ordine e alla salvaguardia di tanti posti di lavoro. Ora speriamo solo che, al di là di quanto andiamo dicendo da tempo, non vi siano contraccolpi per il Porto in un prossimo futuro. Accogliamo, infine, con favore anche la disponibilità dimostrata dagli armatori di Clia in merito alla sospensiva del Tar. Da loro è giunto un atto di realismo».

LE REAZIONI – Gli ambientalisti: «Niente scavi»

Venturini: «Soluzione intelligente»

L’Associazione Ambiente Venezia va all’attacco. Il presidente Luciano Mazzolin in una nota giudica pesantemente la scelta compiuta a Roma. «Alla faccia della partecipazione, delle petizioni popolari firmate da decine di migliaia di cittadini, delle manifestazioni che hanno portato a livello internazionale il problema delle grandi navi a Venezia, alla faccia degli ordini del giorno approvati dal Senato, alla faccia dell’opinione pubblica internazionale. Sono questi i risultati di questo nuovo Governo? Chiediamo a tutti i politici che sono stati eletti nei vari livelli istituzionali di richiedere subito le dimissioni di questo Governo, presentando un atto di sfiducia. I cittadini che in questi anni si sono mobilitati, la valutazione d’impatto ambientale l’hanno già fatta: nessun nuovo scavo in Laguna può essere sopportato». Sulla stessa linea Tommaso Cacciari: «Una decisione gravissima, che non tiene conto delle valutazioni scientifiche di tutela ambientale nè economiche sulla Marittima, che ormai non avrà più espansione. E senza interpellare la città. Il 23 ci sarà un’assemblea pubblica e riprenderà la mobilitazione». Plaude invece Simone Venturini (Udc): «É stata scelta l’unica soluzione intelligente per salvaguardare Venezia e il suo Porto. Ora vogliamo tempi certi».

 

GLI INDUSTRIALI – Zoppas: «Bisogna fare presto per evitare rischi sull’economia»

Anche Matteo Zoppas, presidente di Confindustria Venezia, prende posizione sulla vicenda. «Che le compagnie di navigazione fossero ben disposte a collaborare era chiaro fin dall’inizio. Nessuno ha mai pensato di mettere a repentaglio la laguna. Ma di “transitorietà” deve trattarsi. Prendiamo nota dell’impegno che il Governo e i Ministri si sono assunti nel procedere in tempi rapidi alla scelta da inserire nella Legge Obiettivo. E’ assolutamente indispensabile che questo accada, affinché l’economia e l’occupazione del nostro territorio non vengano messe a rischio».

 

LA RIUNIONE DEL COMITATO PORTUALE

Porto, avanzo di 20 milioni. Parte l’iter per il nuovo Prg

Il Comitato Portuale riunitosi ieri ha approvato all’unanimità il bilancio consuntivo 2013 dell’Autorità Portuale di Venezia. Nel 2013 l’Autorità portuale ha realizzato un avanzo di parte corrente pari a 20 milioni di euro (derivato da entrate correnti per 43.6 milioni di euro al netto delle spese correnti di 23.6 milioni di euro). «Una gestione oculata – scrive Autorità portuale in una nota – che ha consentito di effettuare investimenti per 40milioni di euro anche grazie ad entrate in conto capitale pari a 19.4 milioni di euro». Gli investimenti hanno riguardato principalmente opere come quelle relative alla viabilità di Malcontenta, alla Darsena Nord di Fusina, ai lavori in via dell’elettronica, ed escavi (canale di Malamocco Marghera, accosti del canale industriale sud e nord, darsena Irom. Nel corso del comitato è inoltre stato avviato l’iter in merito alla revisione del Piano Regolatore Portuale. Le linee guida delineate grazie al contributo di tutti i partecipanti, saranno portate all’attenzione del Comitato nella prossima riunione per poter avviare quanto prima una discussione aperta e partecipata anche con i comuni interessati di Venezia, Mira e Cavallino-Treporti. In base al nuovo piano portuale nel lungo termine potrebbero cambiare gli scenari per le grandi navi.

GAZZETTINO –            VENEZIA Riduzione volontaria del tonnellaggio. Ma Orsoni va contro Roma: «Deve decidere il Comitatone»

Le Compagnie fermano le grandi navi

L’associazione delle compagnie di navigazione si è impegnata a ridurre volontariamente il transito delle navi sopra le 40 mila tonnellate fin da quest’anno e a non utilizzare più navi oltre le 96 mila dalla prossima stagione crocieristica 2015, utilizzando carburante pulito. Rispettando così il decreto della Capitaneria di Porto che nel marzo scorso era stato “sospeso” dal Tar e che potrebbe andare a sentenza già da maggio.
In compenso per la prossima settimana la Presidenza del Consiglio dei Ministri convocherà un vertice tra Infrastrutture, Ambiente e Beni Culturali per arrivare alla scelta della via alternativa a San Marco per giungere alla Stazione Marittima.
A conclusione di una riunione tra i tre Ministeri coinvolti nella vicenda, ieri pomeriggio, in un comunicato stampa congiunto si fa presente che la scelta dell’alternativa per le navi avrà come destinazione proprio la Marittima. Ovvero vengono implicitamente accantonate tutte le soluzioni progettuali che fanno meta altrove, ad esempio il porto off shore di De Piccoli. Dunque torna in pole position lo scavo del Canale Contorta Sant’Angelo, che dalla bocca di Porto di Malamocco permetterebbe alle navi di raggiungere la Marittima, ipotesi caldeggiata da Autorità portuale e strenuamente avversata dagli ambientalisti, proprio mentre prenderà il via, nelle prossime settimane, la revisione del piano regolatore portuale.
Il ministro Lupi ha sottolineato come “il fattore tempo è decisivo” ed è necessario “assumerci come governo la responsabilità di una soluzione definitiva”, il collega Galletti ha chiesto di evitare l’uso di navi “vecchie” oltre i 25 anni, il sottosegretario Borletti Buitoni ha dichiarato che «Venezia e la sua laguna vanno tutelate come patrimonio dell’umanità». Ma la notizia è rimbalzata a Venezia suscitando un vespaio di polemiche e reazioni.
L’autoriduzione dei transiti è stata salutata positivamente da tutti, nel rispetto della città e del suo patrimonio artistico, ma il sindaco Giorgio Orsoni ha dichiarato guerra ai ministri, annunciando di aver inviato loro una diffida, perchè una decisione di impatto così determinante per la città «va presa in sede di Comitatone» e serve dunque un coinvolgimento diverso della realtà locale. Soddisfatto invece il presidente di Autorità portuale Paolo Costa, soprattutto perchè «Dal 2016 avremo una via alternativa a San Marco». Prudente il presidente di Confindustria Venezia Matteo Zoppas, che auspica che la riduzione dei passaggi sia legata alla transitorietà e che si faccia presto, come hanno promesso i rappresentanti di governo, ad arrivare alla Legge obiettivo.

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