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I TRANSITI IN BACINO »LA PAROLA AL GOVERNO

Caos grandi navi, ora deciderà Renzi

Braccio di ferro sul Contorta, per i ministri la Marittima resta un punto fermo. A fine mese vertice a palazzo Chigi

Zanda e Casson scrivono al presidente del Consiglio per chiedere il rispetto dell’ordine del giorno approvato dal Senato Intanto le Compagnie si ritireranno dal Bacino

VENEZIA. Sarà il presidente del Consiglio Matteo Renzi a dire l’ultima parola sul percorso alternativo al passaggio delle grandi navi in Bacino di San Marco, in una riunione con i ministri competenti di Infrastrutture, Ambiente e Beni Culturali in programma la prossima settimana. Un percorso che dovrà comunque approdare – come avviene oggi per le navi da crociera – alla Stazione Marittima, tagliando fuori, a quanto risulta dalla nota congiunta dei tre Ministeri, altre possibili soluzioni come Marghera – caldeggiata dal Comune – o il terminal in Adriatico. Una decisione arrivata al termine di una giornata di tensione nel vertice sulle grandi navi organizzato al ministero delle Infrastrutture dal ministro Maurizio Lupi con il collega dell’Ambiente Gianluca Galletti e con il sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni.

Già decisa l’adozione della legge Obiettivo per accelerare la scelta, il ministro Lupi ha cercato ieri di far passare subito come definitiva la scelta del progetto dello scavo del canale Contorta-Sant’Angelo – sostenuto dall’autorità Portuale – incontrando però l’opposizione nella stessa riunione dei Beni Culturali, con Borletti Buitoni, che ha chiesto un confronto più ampio tra le varie soluzioni progettuali proposte. Ma a pesare – quando comunque sembrava si “virasse” sul Contorta – è stata anche la mobilitazione del Pd con il capogruppo al Senato Luigi Zanda e il senatore Felice Casson che hanno scritto a Renzi ricordando la risoluzione del Senato che vincolava il Governo a un vero confronto tra tutti i progetti. Il comunicato finale emesso dai tre ministri esprime, nella conclusione, questa determinazione, seguita all’intervento di Renzi. «La presidenza del Consiglio – si legge nella nota – convocherà per la fine della prossima settimana una riunione con i tre ministeri coinvolti al fine di individuare la soluzione definitiva per il percorso alternativo per raggiungere la Stazione Marittima e dare così piena attuazione alla legge Clini-Passera». Trattandosi di percorsi alternativi per raggiungere la Stazione marittima, sembrano restare in piedi, oltre al Contorta, la “tangenziale” alle spalle del canale della Giudecca – sostenuta dalla Venezia Terminal Passeggeri – ma anche lo scavo del canale Vittorio Emanuele, soluzione alternativa a Marghera, comunque gradita al sindaco Giorgio Orsoni.

Dalla riunione ministeriale di ieri sono comunque scaturiti risultati significativi, con la conferma della riduzione dei passaggi delle navi da crociera, al di là della sentenza del Tar sul ricorso della Venezia terminal passeggeri. «Si è preso atto di un impegno della Clia (Cruise Lines International Association) – si legge nella nota congiunta dei tre Ministeri – con il quale l’associazione delle Compagnie di navigazione fa volontariamente e unilateralmente proprie le disposizioni della Capitaneria di Porto sulle restrizioni imposte al transito delle grandi navi nel bacino di San Marco, sospese recentemente dal Tar. In particolare: di anticipare al 2014 il blocco del passaggio delle navi con stazza lorda superiore alle 96 mila tonnellate non passeranno più dal Bacino di San Marco e dal canale della Giudecca. Da subito le Compagnie si impegnano a impiegare carburanti per uso marittimo con tenore di zolfo non superiore allo 0,1 per cento in massa, dall’ingresso e per tutta la permanenza in Laguna. La riduzione già dal 2014 dei transiti delle navi da crociera di oltre 40 mila tonnellate nel canale della Giudecca».

Enrico Tantucci

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LE REAZIONI- Orsoni: «Non si può decidere senza coinvolgere la città»

Soddisfazione e disappunto. Sono i due sentimenti contrastanti espressi dal sindaco di Venezia Giorgio Orsoni dopo la riunione ministeriale sulle grandi navi. Orsoni «prende atto positivamente della disponibilità di Clia per la limitazione dei passaggi delle grandi navi. Ma «manifesta tuttavia il più profondo disappunto per aver appreso che si intende procedere con l’assunzione di una decisione su un tema tanto delicato per la vita della Città di Venezia senza coinvolgere i suoi rappresentanti, ancorché essa sia stata demandata a una riunione presso la Presidenza del Consiglio».

Orsoni ricorda «che la Legge speciale per Venezia attribuisce la competenza di coordinamento e relative scelte strategiche in ambito lagunare, al Comitatone». È quella, per Orsoni, la sede in cui dovrebbe essere deciso quale percorso alternativo al passaggio dal Bacino di san Marco dovrà essere scelto per le navi da crociera. «Positivo il segnale che giunge dagli armatori», commenta il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, «a cui chiedo anche di evitare di far transitare per Venezia navi vecchie e quindi meno sicure. Procederemo in tempi brevissimi con la scelta del percorso alternativo per assicurare “agibilità” ambientale e tutelare l’economia turistica».

«Venezia non può più aspettare», dichiara il ministro Lupi, «il fattore tempo è decisivo. La disponibilità delle Compagnie è in questo senso positiva per un periodo transitorio, ora dobbiamo assumerci come governo la responsabilità di una soluzione definitiva».

«Per il ministero dei Beni e delle Attività Culturali», dichiara il sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni, «è fondamentale liberare il bacino della Giudecca ed il canale di San Marco dai passaggi invasivi delle grandi navi. Venezia e la laguna devono essere tutelate in quanto patrimonio dell’umanità. Confidiamo nell’azione della presidenza del Consiglio che già la prossima settimana convocherà una riunione con i tre ministeri coinvolti per individuare altre soluzioni e dare così piena attuazione alla legge Clini-Passera».

«Sono lieto», dichiara il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa, «che le compagnie di navigazione crocieristica abbiano accolto l’invito ad accettare in forma volontaria le limitazioni al traffico. Sono ancor più lieto perché oggi il Governo ci conferma che entro il 2016 avremo una via d’acqua alternativa per arrivare in Marittima senza passare davanti San Marco». «Che le compagnie di navigazione fossero ben disposte a collaborare», è il parere del presidente di Confindustria, Matteo Zoppas, «accettando volontariamente di rispettare il regime transitorio definito dal decreto Clini-Passera, era stato chiaro fin dall’inizio. Ma di “transitorietà” deve trattarsi».

(e.t.)

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Malamocco. Varato l’ultimo dei nove cassoni del Mose

Nelle prossime settimane la barriera prevista alla bocca di Porto sarà completata

È stato varato ieri alla bocca di porto di Malamocco, l’ultimo dei nove cassoni di soglia della barriera di Lido-San Nicolò. I cassoni di soglia conterranno le 20 paratoie previste per la barriera di Lido-San Nicolò: sono alti 11 metri, con una base di 45,5 metri per 60 metri. Su ognuno saranno agganciate le paratoie a gruppi di tre, ma c’è anche un alloggiamento più piccolo per due sole paratoie. Nelle prime ore di oggi, il cassone inizierà il suo viaggio, trainato da appositi rimorchiatori per arrivare alla bocca di porto del Lido, durante la «stanca di marea» prevista per le 14. Qui, a seguire, le operazioni di connessione alle ancore e le attività di posa: il cassone sarà calato verso il fondo e posizionato nello scavo, dove sono stati installati e giuntati fra loro i precedenti sette cassoni dei nove previsti. Il posizionamento e il fissaggio sul fondo non consentono nessuna tolleranza di condizioni meteo: anche la minima onda rischia, infatti, di compromettere l’operazione. Nelle prossime settimane, la barriera sarà completata con l’arrivo del secondo cassone di spalla.

 

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