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APERTO IL NUOVO CENTRO COMMERCIALE » DISAGI ALLA VIABILITÀ

Primo assalto alla “Nave de vero” tutti in coda per comprare le tv

In 400 in fila dalle 6 di mattina. Parcheggi esauriti per tutta la giornata, afflusso costante di visitatori

Auto in colonna in direzione tangenziale e sulla Brentana. Grande curiosità per i nuovi 120 negozi

C’è anche chi è arrivato alle 6 tra le quattrocento persone che ieri mattina erano in coda per non perdere le promozioni sottocosto di Mediaworld, tra le quali Sony a led a 290 euro: cento pezzi che sono stati venduti in pochi minuti.

Nel complesso sono state decine di migliaia – la società fornirà un dato preciso solo oggi – le persone che ieri, soprattutto con l’auto, hanno raggiunto il nuovo centro commerciale “Nave de Vero”, del gruppo olandese Còrio, per la prima giornata di apertura, dopo l’inaugurazione a invito di mercoledì pomeriggio. L’apertura del Centro con 120 negozi disposti su due piani ha messo a dura prova anche la nuova viabilità, in particolare la nuova rotonda realizzata lungo la Romea proprio per garantire l’accesso ai 2.400 posti auto, già tutti occupati a metà mattinata, tanto che in molti hanno lasciato l’auto sui marciapiedi, nel parcheggio del vicino cinema, e ne hanno approfittato per fare due passi lungo la nuova pista ciclo pedonale realizzata sull’argine del canale, e che porta all’ingresso del Centro. Disagi alla viabilità soprattutto lungo la Brentana in direzione della tangenziale: c’è stato anche chi ci ha impiegato quasi venti minuti per percorrere il breve tratto di strada tra la rotonda della provinciale 81 e quella d’accesso alla Nave de Vero, con i vigili urbani impegnate a fare viabilità, e a indirizzare gli automobilisti su entrambe le corsie della bretella d’accesso. Quattro le pattuglie in servizio in mattinata, tre nel pomeriggio.

Rallentamenti, ma senza blocco anche perché nel pomeriggio per evitare l’imbottigliamento alla rotonda della Nave de Vero è stata vietata la svolta a sinistra per gli automobilisti in arrivo dalla tangenziale: chi voleva andare al centro doveva fare inversione di marcia alla rotonda successiva. Nei prossimi giorni, anche a detta dei vigili, dovrà essere apportata qualche miglioria: più cartelli e un passaggio pedonale tra il parcheggio di sinistra rispetto alla bretella d’accesso e l’ingresso ai negozi. Ora l’area è servita dai mezzi pubblici con le linee 13 e 6, scendendo all’ultima fermata ma presto – fa sapere Nave dei Vero sul proprio profilo facebook – ci sarà anche una linea dedicata, con una fermata nei pressi dell’ingresso. La festa della prima giornata d’apertura è durata fino a sera, con il concerto dei musicisti di The Village Big Band nell’area del centro commerciale destinata agli: 700 posti a sedere per 11 tra ristoranti e bar che si affacciano sulla struttura permanente, un punto di forza della “Nave de Vero” rispetto ai concorrenti Auchan e Carrefour. Migliaia le persone che per tutto il giorno hanno curiosato per il centro, entrano e uscendo dai negozi, non sempre con le borse piene. «L’afflusso è stato costante per tutto il giorno», spiegano da Mediaworld, «mentre di solito il botto è solo nelle prime ore di apertura. Il bilancio è positivo, ma è presto per fare i conti».

Qualche problema tecnico alle scale mobili, alcune delle quali sono state bloccate per gran parte della giornata, con i tecnici impegnati per ore per cercare di rimetterle in movimento. Il Centro del gruppo olandese si stende su un’area di 55 mila metri quadrati e guarda a un bacino d’utenza regionale, una capacità d’attrazione che sarà sicuramente più forte se e quando aprirà il nuovo Apple Store, l’unico a Nordest: i più vicini oggi sono a Bologna o a Milano.

Francesco Furlan

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Don Torta: «Un mostro che annienterà tutti»

Il parroco di Dese contro la “Nave de vero”. E la D’Andrea provoca: tagliare le tessere del sindacato

Don Enrico Torta “silura” la “Nave de vero” («Un mostro») e affonda l’intera flotta dei centri commerciali: «Uccidono non solo i piccoli negozi ma le persone», tuona il parroco di Dese, «nessuno ha il diritto di togliere la vita ad altri». A don Torta è toccata la parte del mediatore nell’incontro di mercoledì sera, proprio a Dese, con i lavoratori dei centri commerciali di mezza provincia e non solo, in rivolta contro le aperture domenicali: dal Carrefour di Marcon, al Prisma di Santa Maria di Sala, ma il confronto è stato tutto tra i rappresentanti del movimento Domenica No Grazie Italia e alcune sigle sindacali.

Momenti di acceso confronto tra le diverse anime della protesta, dopo che DNG Italia ha proposto di tagliare le tessere del sindacato. «Iniziativa provocatoria, certo», afferma la portavoce Tiziana D’Andrea, «ma volutamente stiamo alzando il tiro di fronte all’inconcludenza delle vertenze. Non ce l’abbiamo con i sindacalisti presenti mercoledì sera, ma con le loro associazioni di riferimento, che ci dicono che i lavoratori possono, da contratto, pur sempre rifiutarsi di lavorare nei festivi. Tutto vero, ma non tengono conto dei rapporti tra colleghi, chiamati a lavorare al posto di chi si rifiuta, delle ritorsioni più o meno velate dei datori di lavoro, delle pressioni. Noi non ci riconosciamo in chi scarica le responsabilità di quanto sta accadendo sui dipendenti. E se protestiamo non lo facciamo per prendere il posto dei sindacati».

Il 24 aprile il comitato DNG Italia incontrerà a Treviso il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, che presenterà un’istanza alla Corte europea dei diritti dell’uomo per tutelare il diritto al riposo dei lavoratori. «Non intendiamo assumere colore politico», afferma D’Andrea, «ma se in Italia non troviamo ascolto, proveremo in Europa. Ai sindacati diciamo che se vogliono invitarci a un tavolo di confronto, noi ci saremo».

Arriva intanto la presa di posizione di Adl Cobas e dei lavoratori Carrefour di Marcon e Gran Casa di Villorba: «Si utilizza la crisi come ricatto per obbligare i lavoratori a chinare la testa “per non perdere il posto di lavoro”. Tutto questo grazie anche al Contratto nazionale del commercio e da accordi a livello territoriale e aziendale, sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil, che hanno dato mano libera alle aziende nei confronti dei lavoratori». Clima teso dunque e tocca a don Torta tirare le fila del discorso: «Abbiamo a che fare con multinazionali senz’anima, centri commerciali che negano la vita a chi ci lavora: non gli interessa se ci muori dentro. Invece dobbiamo ribadire il diritto alla vita: nessuno ha il diritto di toglierla ad altri, la vita non è solo lavoro e “schei”, ci sono valori più grandi. Questa protesta deve andare avanti, trovando la strada per portare la politica a prendere una decisione e dando voce al sentire ormai comune della gente».

Filippo De Gaspari

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