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Il sindaco Orsoni all’attacco sulle grandi navi. Scrive al premier Renzi e chiede che il governo non prenda decisioni unilaterali sul tracciato alternativo, sollecitando la convocazione urgente del Comitatone. Sempre pronta l’ordinanza di blocco.

LA MARITTIMA E LE ALTERNATIVE » IL SINDACO ALL’ATTACCO

Grandi navi, la diffida spedita a Roma

Orsoni scrive a Renzi: «Non prendete iniziative unilaterali sulla laguna». L’ipotesi del terminal a Marghera resta in pista

Il Comune chiede di avere copia dei progetti alternativi e la convocazione urgente del Comitatone «Il pericolo esiste ancora», scrive il sindaco. Pronta l’ordinanza di blocco

Una diffida al governo «a non assumere unilateralmente alcuna decisione e iniziativa riguardante interventi all’interno della laguna». Il sindaco Giorgio Orsoni va all’attacco. Non considera affatto chiusa la partita sulle alternative al passaggio delle grandi navi in bacino San Marco dopo il vertice fra ministri. E si dice sicuro che «ogni decisione dovrà essere condivisa con il Comune». Ieri mattina ne ha parlato a lungo in giunta, quindi ha inviato la lettera al presidente del Consiglio Matteo Renzi e ai ministri Lupi, (Infrastrutture), Galletti (Ambiente) e Franceschini (Beni culturali), al Magistrato alle Acque, Capitaneria, Autorità portuale e Vtp. Cinque pagine che secondo Orsoni hanno un «valore politico ma anche legale». E costituiscono comunicazione di avvio del procedimento che potrebbe portare come prevede l’articolo 54 della legge 267 del 2000 a un’ordinanza urgente firmata dal sindaco. Non si placa la polemica. E la lettera-diffida spedita ieri a Roma pone alcuni punti fermi in vista della nuova riunione annunciata per la settimana prossima.

Il Comune chiede la convocazione urgente del Comitatone «per affrontare con leale collaborazione istituzionale i problemi della salvaguardia della laguna e della portualità». Chiede anche di avere copia di tutti i progetti alternativi presentati alla Capitaneria e di avere risposte dal governo sulle misure da adottare in regime transitorio e poi in via definitiva, per individuare le soluzioni alternative al passaggio davanti a San Marco. Questione sempre più urgente. Tanto che il sindaco ieri ha riproposto alla giunta l’ipotesi di firmare una ordinanza urgente per vietare il passaggio delle navi a tutela dell’incolumità pubblica e della sicurezza urbana. Ricordando l’ultimo incidente occorso in Marittima alla Msc Preziosa.

«L’ordinanza è pronta», dice Orsoni, «dipenderà da come andrà questa istruttoria». Sulle alternative, il ministero delle Infrastrutture in accordo con l’Ambiente, aveva annunciato mercoledì l’intenzione di procedere con le procedure speciali della Legge Obiettivo. E ieri che si dovranno esaminare «solo le via alternative che mantengano come destinazione finale la Marittima». Contorta e canale Retrogiudecca, dunque, e forse il terminal al Lido di De Piccoli. Ma niente Marghera, come proposta dal sindaco.

«Chi l’ha detto? L’ipotesi Marghera non è assolutamete esclusa», ha ribadito ieri il primo cittadino, «io resto convinto che si tratti di una soluzione alternativa che ha tempi rapidissimi, settimane o mesi, molto più rapida del Contorta. Due o tre grandi navi passeggeri potrebbero ormeggiare lì da subito. Ipotesi fattibile e realizzabile subito – anche senza attendere il Contorta, se si deciderà di farlo – che ingiustificatamente il Porto continua ad avversare».

Alberto Vitucci

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«Fermatevi o votiamo la sfiducia ai ministri»

I retroscena: la decisione sul canale Contorta era quasi presa. La telefonata di Zanda e Casson

Il «blitz» era annunciato da giorni. «Il governo ha deciso, si farà il canale Contorta con le procedure accelerate della legge Obiettivo». Non proprio quello che chiedeva il Comune, tutto il contrario delle richieste dei comitati. La prova di forza in atto da mesi tra il «Fronte del Porto» e il Comune si stava per risolvere. Ma nel pomeriggio è successo l’imprevisto. Il capogruppo del Pd in Senato Luigi Zanda e il senatore veneziano Felice Casson hanno chiamato al telefono i ministri delle Infrastrutture Maurizio Lupi e quello dell’Ambiente Luca Galletti.

«Siamo pronti a presentare la mozione di sfiducia contro i ministri che non rispettano le indicazioni del Senato», hanno detto, «insistendo senza aver valutato tutti i progetti sul tappeto si rischia un grave conflitto istituzionale». Perché il Senato ha votato al’unanimità, due mesi fa, l’invito al governo a mettere a confronto tutte le alternative. «Qual è il vero motivo per avventurarsi in uno scontro del genere?», si chiede Casson, «noi abbiamo chiesto e ottenuto che fosse alzato il livello della decisione». Che infatti è stato avocato alla Presidenza del Consiglio. Decisione salutata con soddisfazione dalla sottosegretaria ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni. Che non aveva sottoscritto il comunicato finale degli altri due ministri. Il Porto e Vtp hanno commentato con moderata soddisfazione. Sottolineando come il decreto originale (Clini-Passera) parli solo di «vie alternative» per accedere alla Marittima e non di «siti alternativi».

Le diverse soluzioni alternative si confrontano, e quella proposta dalla Duferco (terminal al Lido) potrebbe anche rientrare nel novero di queste perché «salvaguarda la Marittima». Ma il Comune insiste per Marghera, il Porto per il Contorta, nuova grande opera da centinaia di milioni di euro che consentirebbe alle navi di raggiungere l’attuale Marittima da Malamocco e non più dal Lido. Bisognerebbe però scavare un canale profondo due metri fino a quota dieci, allargarlo fino a 150. E depositare i fanghi scatai (milioni di metri cubi) nelle barene circostanti. «Opera illegittima», secondo gli ambientalisti. «Unica via per salvare le crtociere», secondo il Porto. E la battaglia si riaccende. I comitati «No navi» promettono battaglia e preparano un nuovo appello al presidente Renzi. Il Porto e Vtp tengono duro, e l’altro giorno all’inaugurazione del nuovo terminal 109-110 hanno convocato lavoratori e imprese. Il Pd non ha una posizione univoca, stretto fra Zanda-Casson e chi è disposto ad ascoltare di più le ragioni del Porto. «Occorre decidere in fretta comparando tutte le soluzioni», hanno detto ieri i due segretari comunali e provinciale Emanuele Rosteghin e Marco Stradiotto. La battaglia navale continua.

(a.v.)

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