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Mirano. Il presidente Rossi: «Bisognerà presto riconvertire i vecchi padiglioni»

MIRANO. Già arrivate le lettere di disdetta dei contratti d’affitto del Mariutto. Inizia l’operazione trasloco degli uffici amministrativi e direzionali dell’Asl 13 annunciata giovedì dal direttore generale Gino Gumirato: il “cervellone” della sanità locale lascerà Mirano entro venti mesi per approdare nel vecchio ospedale di Noale, di cui l’Asl è già proprietaria.

Il Comune è pronto. «Il processo di trasferimento», spiega il sindaco Michele Celeghin, «è ormai incontrovertibile. Si tratta di 264 dipendenti che lavoreranno da noi. Il tutto in un’ottica di razionalizzare la spesa e migliorare le prestazioni. Già in passato avevo denunciato l’incongruenza di pagare quasi 600 mila euro di affitti al Mariutto di Mirano oltre ad altri 4-500 mila euro per le spese di manutenzione e consumi quando c’erano strutture libere e agibili a Noale».

Per i parcheggi delle auto, il Comune ha già un’intesa con Rfi per usare quello vicino al monoblocco. «Questo spazio» continua Celeghin «sarà senza dubbio funzionale ai dipendenti dell’azienda sanitaria».

La patata bollente passa nelle mani del Mariutto, proprietario degli immobili dell’ospedale vecchio, che dai 600 mila euro d’affitto annui percepiva una parte importante delle entrate e ora rischia di non riuscire più a far quadrare i bilanci.

Esclusi ulteriori aumenti delle rette per gli ospiti, il presidente del Consiglio di amministrazione dell’ente, Vincenzo Rossi, manifesta la sua preoccupazione per gli anni a venire. Formalmente la disdetta dell’Asl è a decorrere dal 1 gennaio 2016. Le lettere parlano di un mancato rinnovo dei contratti stessi, che scadono naturalmente il 31 dicembre del prossimo anno. In pratica i 20 mesi prospettati da Gumirato giovedì.

L’Asl lascerà tre edifici del vecchio ospedale, quelli storici, più vicini alla vecchia portineria e anche la villa di fronte, dove si trova la direzione generale, sanitaria e l’ufficio messi. «Le difficoltà per noi sono inevitabili», spiega Rossi, «capisco le esigenze dell’Asl e del suo direttore generale, con il quale ho parlato più volte per sensibilizzarlo sul fatto che il Mariutto è una struttura importante, proprio a servizio dell’Asl 13». Che ne sarà ora dei vecchi padiglioni dell’ospedale di Mirano?

L’ipotesi della riconversione a uso residenziale resta la più probabile, anche se questo non è certo un buon momento per il mercato immobiliare. «E per di più già dobbiamo sopperire ad alcuni posti vuoti all’interno della casa di riposo, che sono altre minori entrate», continua Rossi, che conclude, «la situazione impone di pensare a soluzioni alternative e spero che in questo ci venga in soccorso la Conferenza dei sindaci e la Regione stessa».

(a.rag.-f.d.g.)

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vestizione dei defunti a pagamento

Esposto delle imprese funebri contro i rincari dell’Asl 13

DOLO «L’imposizione di tariffe per la vestizione dei defunti e la loro esposizione da parte dell’Asl 13, è un provvedimento assurdo e vessatorio alla luce della crisi economica. Le famiglie oltre al dolore per la perdita dovranno sobbarcarsi in media un costo di 300 euro in più per dare all’estinto degna sepoltura ». A lanciare l’accusa a nome delle imprese funebri di Riviera e Miranese è Andrea Cracas, titolare dell’omonima impresa di onoranze funebri, il quale annuncia la predisposizione di un esposto denuncia alla Procura della Repubblica. «Dal primo giugno», spiega Cracas, «il servizio di vestizione dei defunti che prima era fatto dal personale degli obitori di Dolo, Mirano e Noale per le persone decedute negli ospedali, ora sarà a carico dei familiari. Il costo della vestizione della salma è stato calcolato in circa 100 euro. Il costo dell’esposizione nella cella mortuaria sarà di circa 100 euro all’ora. Una decisione davvero non accettabile contro la quale agiremo direttamente anche mediante una segnalazione alla Procura». Sulla stessa linea di Cracas Paolo Lucarda, impresario funebre a Mira e Oriago: «Accollare di ulteriori costi in questi momenti di difficoltà le famiglie della Riviera e del Miranese è una decisione davvero azzardata da parte della direzione Asl 13. Tariffe del genere non ci sono all’ospedale dell’Angelo dove sia il servizio di vestizione che quello di esposizione della salma, restano gratuiti». «Il servizio», precisa spiega la direzione, «che finora era rimasto gratuito, era una consuetudine non regolamentata da parte del personale dell’obitorio. Questi servizi però non fanno parte dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e per questo si è deciso di provvedere ad una loro tariffazione con l’inizio dell’estate. L’Asl 13 è intenzionata ad andare incontro alle esigenze delle famiglie cercando una convenzione con i comuni dell’area per abbattere di una quota parte il costo».

(a.ab.)

 

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