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Era prevista nell’accordo ma alla fine Rfi non l’ha realizzata

Intanto si pensa a una vernice antiscivolo per le rampe

La pista era prevista ed era contenuta nell’accordo tra Comune e Rfi. Ma qualcuno se ne dev’essere dimenticato, visto che non è stata realizzata. Stiamo parlando della pista ciclabile del Bicipark, che Rfi si era impegnata a fare lungo via Trento e cioè dal Bicipark fino al sottopasso della Giustizia. Non che quel tratto sia indispensabile visto che salvaguarda solo chi arriva dalla parte dell’Amelia, ma almeno quel pezzettino di strada sarebbe stato in sicurezza. Sempre meglio di niente. Invece il Bicipark del Comune ha aperto i battenti senza che a Ca’ Farsetti ci si preoccupasse di andare a vedere i vecchi accordi, sicchè le Ferrovie hanno risparmiato i soldi, ma quello di via Trento è diventato l’unico posteggio di biciclette al mondo dove si arriva correndo sul marciapiede. Tant’è che adesso il delegato ai Lavori pubblici della Municipalità di Mestre, Vincenzo Conte, dice chiaramente che «bisogna discuterne al più presto. Il problema va risolto». Anche perchè a settembre nella sede dell’Università di via Torino arrivano 1.700 persone tra studenti e docenti e tutti quelli che vengono da fuori è probabile che in buona parte utilizzino la bicicletta per raggiungere l’Ateneo. Ebbene, dalla stazione a via Torino non c’è lo straccio di una pista ciclabile. È vero che esiste un progetto messo a punto dall’università, ma non si sa se, come e quando vedrà la luce. In ogni caso il progetto prevede una pista lungo via Ca’ Marcello e fino all’Università, ma lascia scoperta proprio la zona più pericolosa, che è quella del piazzale della stazione. Ma non è chiaro se se ne debba occupare la Municipalità, «io non ne so niente» – avverte Conte – o il Comune. O nessuno dei due, come sembra più probabile. In compenso si sta cercando di correre ai ripari per cercare di risolvere i problemi del nuovo Bicipark. Per quanto riguarda la rampa si pensa ad una vernice antiscivolo e per i porta-bici si pensa di tornare ai vecchi visto che i nuovi non funzionano. L’assessorato alla Mobilità di Ugo Bergamo, infatti, ha voluto portabiciclette sfalsati, uno alto e uno basso. I vecchi invece erano tutti alla stessa altezza. Ma con uno alto e uno basso capita che le bici restino incastrate una nell’altra. Dunque, si pensa di togliere i nuovi archetti e di rimettere i vecchi che per fortuna Avm non ha buttato via. Poi resta da risolvere – da qui all’autunno – il problema delle chiusure laterali del Bicipark, per evitare che la pioggia allaghi tutto.

 

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