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Approvato il piano degli interventi che mette al bando la grande distribuzione

Il sindaco assicura: niente speculazioni edilizie, freno alla lotteria urbanistica

MONTEBELLUNA. Il piano degli interventi è pronto e andrà in adozione in consiglio comunale dopo la presentazione a quartieri e associazioni di categoria. Con alcune novità: meno cubatura, minor percentuale di vani accessori, indicazione delle aree a maggior rischio sismico, più qualità nell’edificazione e soprattutto difesa del commercio. Nel piano degli interventi c’è l’introduzione del distretto commerciale che non è limitato al centro storico, ma arriva fino all’ospedale, una grande fascia che si allarga verso est e ovest e ha la finalità di evitare l’arrivo di nuovi ipermercati.

La nuova legge regionale consente di realizzare centri commerciali nelle aree degradate. A ridosso del cuore della città ce ne sono: gli ex concimi a est e l’ex Pavo a ovest. L’arrivo di ulteriori centri commerciali in questi capannoni ora vuoti sarebbe una ulteriore mazzata per il commercio al dettaglio, così ecco l’allargamento del distretto commerciale fino all’ospedale e la sottolineatura che manca una viabilità adeguata a servizio delle aree degradate in modo da stoppare gli iper. Una mossa questa concordata anche con l’Ascom.

C’è poi il capitolo di quanto si possa costruire. Possibilità edificatorie ce ne sono nel Pat e quindi anche nel piano degli interventi, ma senza andare a sottrarre ulteriore area rurale. E così ecco che il piano viene definito a “cubatura zero” e contro le speculazioni edilizie.

Ovvero? L’indice di superficie, che non definiva le altezze degli stabili, viene sostituito con l’indice di cubatura e quindi con una definizione a priori di dimensioni e altezze degli stabili.

Inoltre la percentuale dei vani accessori viene ridotta dal 40% al 30%. Conseguenze? «Non cambia nulla in caso di realizzazione di monofamiliari, bifamiliari o anche di piccole unità a schiera, dati i generosi indici di zona», spiega il sindaco Marzio Favero, «mentre per la realizzazione di condomini o altri interventi rilevanti, diventa più difficile giocare su vani accessori che non sono né sgabuzzini né stanze a norma di legge e che, però, sul mercato come tali potrebbero venire presentate. È una misura a tutela degli acquirenti».

Altro capitolo: che deriva al Comune da interventi edificatori? Il 35%. Grazie alla perequazione. Quella che un tempo veniva chiamata la lotteria urbanistica, che vedeva il valore di un terreno aumentare a dismisura passando da agricolo e edificabile a esclusivo vantaggio del proprietario, adesso è cambiata: il 35% del valore va al Comune. «Ma», precisa il sindaco, «si paga solo quando si costruisce sul serio, in modo da non penalizzare i cittadini».

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