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Per i consiglieri è un doppione di A13 e Romea da evitare

VIABILITA’ – Ordine del giorno a firma Seibezzi-Caccia per impegnare il sindaco a un’azione “da città metropolitana”

Se la nuova autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre entrerà in funzione tra 8 o 10 anni, significa che la statale Romea continuerà ad essere una bomba innescata pronta a fare nuove vittime.
È uno dei motivi per cui Camilla Seibezzi e Beppe Caccia, consiglieri della lista “In Comune” a Venezia, hanno proposto un ordine del giorno; e quando anche il Consiglio comunale di Venezia si sarà espresso contrariamente, sarà la prima volta che si agirà in termini di area metropolitana: non più l’Amministrazione che dice no e chiede di spostare la nuova autostrada fuori dei propri confini ma tutti i comuni assieme che chiedono di ritirare quel progetto («promosso da una cordata di imprese e banche da Gefip di proprietà dell’europarlamentare, ex Udc ora Ncd, Vito Bonsignore, già coinvolto nelle inchieste di Tangentopoli») e di trovare alternative meno pericolose e dannose per salute, paesaggio, equilibrio idraulico, ambiente (sarebbe il grimaldello per costruire Veneto City e il Polo logistico di Dogaletto, in una delle aree più cementificate d’Europa).
Non si tratta, dunque, di bocciare entrambe le alternative per l’uscita della nuova autostrada nel nostro Comune (ossia l’opzione A, attraversamento della Riviera del Brenta tra Mira e Dolo e attacco in località Roncoduro con collegamento diretto al Passante di Mestre; o l’opzione B, attraversamento della Riviera del Brenta dopo l’abitato di Oriago in Comune di Mira e attacco alla tangenziale di Mestre in località Villabona), ma di dire no a tutta l’autostrada «che diventerebbe solo un doppione della A-1 e della A-14/A-13», dicono Seibezzi e Caccia, cioè di due autostrade già esistenti. Oltretutto nemmeno la Romea, pur essendo molto pericolosa a causa dei camion e delle strade che vi si immettono, è così trafficata da giustificare un’autostrada: «I rilevatori installati a Lughetto e Sant’Anna di Chioggia registrano 17mila passaggi al dì».
Considerato che l’Unione Europea considera la pianura Padana l’area più inquinata d’Europa e che la Commissione Europea considera quest’autostrada come secondaria e chiede invece di rafforzare il corridoio ferroviario dal Baltico all’Adriatico, l’ordine del giorno proposto dai due consiglieri propone che anche il sindaco di Venezia, come altri suoi colleghi, chieda al Governo di ritirare il progetto preliminare approvato dal Cipe, di pretendere una messa in sicurezza urgente dell’attuale Romea e di trovare, assieme alle altre amministrazioni, categorie economiche e associazioni cittadine e ambientaliste, una valida alternativa come la deviazione del traffico dalla Romea alla A-13 e l’eventuale suo potenziamento, lo sviluppo di progetti per trasporto marittimo e ferroviario di merci e persone. Invece di spendere 10 miliardi di euro per una nuova autostrada inutile, concludono Seibezzi e Caccia, meglio spenderli per tutelare Venezia, per la sistemazione idraulica del territorio e per migliorare il trasporto pubblico.

 

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