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Gazzettino – Marghera. “Vega, il Comune compra debiti”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

26

apr

2014

IL CASO – L’operazione rientrerebbe nelle trattative con Syndial per acquisire i 110 ettari di Porto Marghera

Molina (Pd): «1,7 milioni per il 21,6%: prezzo sovrastimato per una società in concordato»

Non solo sbagliamo la vendita del Casinò, non solo ci compriamo il 21,6% per cento del Vega parco scientifico che notoriamente è in concordato per cercare di evitare il fallimento ma, da quanto si teme, ci accolliamo pure i debiti corrispondenti. E tutto senza che la città e i suoi rappresentanti ne abbiano nemmeno sentito parlare.
Jacopo Molina lo scrive in un’interrogazione al sindaco con la quale afferma che, senza far rumore, Giorgio Orsoni ha dato l’incarico a Ive, il braccio immobiliare del Comune, di comprare il 18,34% delle quote Vega Scarl in mano a Syndial e il 2,81% possedute da Eni.
Spenderà 1 milione e 768 mila euro, tra l’altro il prezzo corrispondente al valore nominale, «cioè sovrastimato visto che Vega è una società che versa in gravi difficoltà». E il costo finale potrebbe essere molto maggiore visto che ad ogni quota del Vega corrispondono milioni di euro di debiti: ne ha all’incirca 9 con le banche, «le cui linee di credito erano totalmente utilizzate e di prossima scadenza, con seri rischi di mancato rinnovo già preannunciato dai principali istituti», e altri 4 milioni con i fornitori per debiti scaduti, «e uno importante ha già avviato un’azione esecutiva».
Il consigliere comunale sostiene che si tratta di un’operazione che rientra nella trattativa tra Comune e Regione con Syndial (gruppo Eni) per l’acquisizione dei 110 ettari di Porto Marghera da destinare ad aziende per far rinascere l’area industriale.
Una buona causa, dunque, ma viste le condizioni in cui versa Vega e il concordato preventivo in atto per evitare il fallimento, Molina sostiene che il sindaco avrebbe dovuto portare la cosa come minimo in Consiglio comunale. Anche perché, la relazione del Commissario giudiziale si conclude sottolineando che «l’insieme delle iniziative condotte dall’Amministrazione per il salvataggio ed il rilancio di Vega non comporta oneri per le finanze comunali». Oltretutto soci del Vega sono, con le due Università veneziane, due Istituti bancari, e la grande industria e piccole e medie aziende, anche le istituzioni locali. Se, quindi, dentro c’è anche la Regione perché solo il Comune si accolla l’impegno?
C’è ben poco di conveniente, insomma, in questa operazione, dichiara Jacopo Molina che chiede al sindaco di spiegarla, anche perché tra quote dirette e altre possedute dalle sue partecipate, il Comune ha già il 43,57% di Vega. Vale a dire che, anche volendo sostenere che è una società strategica per lo sviluppo dell’innovazione a Porto Marghera, il Comune possiede già la fetta decisiva.
Il consigliere del Pd chiede al sindaco di chiarire se «Ive dovrà farsi carico anche dei debiti di Vega con riferimento alla quota parte gravante su Eni e su Syndial». E infine vuole sapere perché Orsoni «non abbia portato inConsiglio Comunale la decisione di un acquisto così gravoso» perché, dice, la scelta di affidare alla controllata Ive l’onere dell’operazione «ha il sapore di un vero e proprio escamotage volto ad evitare il coinvolgimento, anche deliberativo, del Consiglio Comunale».

 

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