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Nuova Venezia – Lavoro festivo, continua la lotta

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

26

apr

2014

 

Lunedì a Padova assemblea regionale dei sindacati anti aperture dell’1 maggio

Prosegue la battaglia sindacale contro l’apertura delle attività commerciali nei giorni festivi. Il prossimo obiettivo è contrastare l’apertura, preannunciata da diverse gruppi della grande distribuzione, per il prossimo Primo Maggio. Per questo le federazioni sindacali regionali Cgil, Cisl e Uil del settore si sono date appuntamento lunedì prossimo a Padova (Centro congressi Albino Luciani, ore 9.30) dove si svolgerà l’assemblea “Not for sale” a cui parteciperanno i rappresentanti sindacali delle aziende commerciali, oltre 300 delegati. «Vogliamo riprenderci il senso della festività come giornata di riposo in generale e di quella del Primo Maggio in particolare», spiega Maurizia Rizzo, segretaria della Fisascat Cisl. «Da qui le presenze di don Marco Cagol della Pastorale del lavoro della Diocesi di Padova e di Marco Fincardi storico di Ca’ Foscari».

L’obiettivo di fondo dell’azione sindacale rimane immutato: riportare la gestione delle aperture delle attività commerciali entro gli argini del rispetto del diritto dei lavoratori alla conciliazione con le esigenze della vita famigliare e sociale. “Quello degli esercizi commerciali non è certamente un’attività inquadrabile tra i servizi di pubblica utilità», continua la Rizzo. «Va considerato poi che dove sono contestuali ad attività economiche basate sull’accoglienza, l’apertura è totale: pensiamo alle aree turistiche, stagionali o annuali, del Veneto. Ma che senso hanno le aperture di Pasquetta e quella del Primo Maggio?».

Il sindacato chiede di modificare le norme introdotte dal Governo Monti sulla completa liberalizzazione, riportando la delega alle Regioni (il Veneto prevedeva già 20 giorni festivi di apertura all’anno). Oltretutto, secondo uno studio dei sindacati, la politica aggressiva della grande distribuzione non produce occupazione né benefici sociali e nemmeno comporta grandi opportunità di risparmio per le famiglie. Negli ultimi tre mesi dell’anno scorso, in piena campagna natalizia, il fatturato (vendite) degli esercizi commerciali è calato dello 0,6 rispetto allo stesso periodo del 2012 con una redistribuzione interna al settore tutta a sfavore dei piccoli negozi che hanno perso l’1,8 nell’ alimentare e il 2,5 nelle altre tipologie, mentre la grande distribuzione ha realizzato una crescita pari all’1,1. In termini di occupazione ciò si è tradotto in un +0,1 tra supermercati ed ipermercati ed un -0,9 nel piccolo commercio alimentare mentre in quello non alimentare la botta è stata pari al -3,2 per cento.

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