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CITTADELLA DELLA SALUTE

Inchiesta della Procura sui project financing: «Troppo onerosi». Il sindaco e il Pd: «Subito un vertice con Usl 9 e Regione»

Giovanni Manildo: Invece di lanciare ultimatum il governatore Zaia ci garantisca le coperture per la grande opera e la futura viabilità

Consiglieri regionali già al lavoro per fare chiarezza sui costi dell’operazione Bottacin e Niero: urgono approfondimenti e maggiore trasparenza per evitare disastri

Il Pd chiede uno stop, c’è chi mette in discussione lo stesso project financing della Regione. Diego Bottacin chiede all’Usl 9 uno studio comparato sugli interessi, e al premier Renzi di autorizzare l’Usl 9 ad accedere al credito. Lo stesso sindaco Manildo invoca un tavolo a tre con Usl 9 e Regione.

È di nuovo bufera sulla futura Cittadella Sanitaria, ossia il nuovo ospedale di Treviso, all’indomani della notizia, come riferito ieri dalla tribuna, dell’apertura di un fascicolo, da parte della Procura di Venezia, su tutti i project financing ospedalieri del Veneto. I magistrati vogliono valutare se gli interessi a carico degli enti pubblici sconfinino nell’usura. Le reazioni a Treviso sono immediate. Il sindaco Manildo fa una premessa: «Va sempre ricordato che i project come quello dell’Angelo o di Santorso sono diversi da quello di Treviso». Ma poi puntualizza: «Mi sembra però necessario, adesso, un confronto a tre fra Comune, Usl 9 e Regione sul finanziamento per costruire il nostro ospedale, e non solo sui problemi della viabilità, come sottolineato dal nostro gruppo consiliare. Anche per questo i nostri uomini in Regione stanno lavorando. Ma è evidente che le garanzie deve darle in primis il governatore Zaia». Il primo cittadino, dopo le minacce del governatore di adire le vie legali, si toglie un sassolino: «A questo punto credo sia chiaro a tutti come non ci possano essere ultimatum di alcun tipo, come quelli di Zaia sul via libera alla nostra variante urbanistica per poter costruire l’ospedale, ma serva un riesame globale di progetto, risorse finanziarie e opere collegate. Insisto: se Zaia pensa di risolvere con 100 mila euro i problemi collegati alla costruzione del nuovo ospedale si sbaglia». I toni si alzano, come si vede. Anche il consigliere regionale Pd Claudio Niero interviene: «Stiamo avviando anche in Regione una verifica su costi e oneri del project financing di Treviso, come del resto chiede l’amministrazione comunale. Sul metodo e sull’onerosità va fatta piena chiarezza». Intanto Maristella Caldato, consigliere comunale Pd, si affida a Facebook: «Urgono approfondimento da parte del sindaco anche sul project financing: è di competenza di Regione e Usl 9, ma il capoluogo è parte consistente della conferenza dei sindaci. E sulla variante chiesta dall’Usl si deve discutere: si può dire sì, ma anche no, a patto che si scelgano le vie della trasparenza».

Infine Diego Bottacin: il consigliere regionale del gruppo misto (ora vicino a Scelta Civica)va oltre: «L’ipotesi accusatoria è tutt’altro che peregrina, e potrebbe essere l’aiuto che la magistratura dà per rescindere o rivedere i contratti in essere. È vero che Treviso ha una formula completamente diversa dagli altri, ma è indubbio che questa iniziativa pone problemi. È un’altra tegola. C’è una rata, onerosa, da pagare, e questo avviene perché le Usl non possono accedere al credito». Di qui due proposte di Bottacin: «Basterebbe che il governo autorizzasse le Usl virtuose, come quella di Treviso, ad accedere al credito come gli altri enti pubblici. Così l’Usl 9 potrebbe chiedere un mutuo di 50 milioni, senza sottoporsi a oneri. In ogni caso, ora l’Usl 9 deve avviare un valutazione completa sull’onerosità del project, esaminare possibili alternative. Stiamo parlando di soldi pubblici».

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