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GRANDI NAVI »Il PARERE DELLA COMMISSIONE VIA

Bocciato anche il terminal a Marghera

I Comitati preparano un ricorso all’Europa contro lo scavo di nuovi canali in laguna. Domani vertice tecnico a Roma

VENEZIA. Ricorso all’Europa contro lo scavo di nuovi canali. Che metterebbero a rischio l’equilibrio della laguna e lo stato delle acque. Lo hanno annunciato ieri i comitati «Ambiente Venezia» e «No Grandi Navi». «Se il governo darà il via a scellerate ipotesi di dragaggi in laguna per far passare le grandi navi», scrivono i comitati al premier Renzi, «saremo costretti a chiedere all’Unione europea l’apertura di una procedura di Infrazione, per violazione della Direttiva europea sulle Acque del Duemila. «È chiaro che interventi del genere», hanno detto ieri in una conferenza stampa il portavoce Luciano Mazzolin e Armando Danella, «metterebbero a rischio la biodiversità, provocando erosione e perdita dei sedimenti».

Si riapre la polemica in vista della riunione tecnica convocata per domani a palazzo Chigi sulle alternative alle grandi navi in laguna. Il Porto chiede di «decidere al più presto. «Altrimenti», ribadisce il presidente della società delle crociere, Sandro Trevisanato, «le navi se ne andranno da sole e sceglieranno un altro home port nel Mediterraneo». Ma sui progetti alternativi è giallo. Si è saputo solo in questi giorni ad esempio, di un parere negativo della commissione Via del ministero per l’Ambiente sul progetto preliminare presentato dall’Autorità portuale per lo scavo del canale Contorta-Sant’Angelo. Adesso spunta anche un altro parere, di segno negativo sul progetto per il nuovo Porto passeggeri a Marghera, proposto dal Comune di Venezia. Progetto dello scorso anno adesso rivisto, come del resto quello del Porto. Ma i pareri rimasti «segreti» hanno provocato l’intervento del senatore veneziano del Pd Felice Casson. «Il governo renda trasparenti queste procedure», scrive Casson al premier e ai ministri, «anche per evitare illeciti o peggio ancora atti ciminali come già successo con lavori pubblici in laguna».

Un groviglio anche di procedure che potrebbe impantanare le decisioni sui progetti alternativi. «È stato fatto un vulnus alla trasparenza e le istituzioni hanno perso credibilità», accusa Andreina Zitelli, docente Iuav e tra gli esperti nazionali di Valutazione di impatto ambientale, «circolano pareri segreti su progetti che nessuno ha mai visto. Ci sono delle procedure anche di partecipazione che non sono state rispettate. Adesso bisogna ripartire».La strada, secondo la Zitelli, «è quella di sostituire il decreto Clini-Passera, e sottoporre alla Valutazione di impatto ambientale tutti i progetti che intendono presentare elaborati». Finora non è andata così, nonostante la presa di posizione quasi unanime del Senato. Le alternative sono state depositate alla Capitaneria di porto, e la riunione di domani, a cui parteciperà anche il Comune – dovrà stabilire un percorso che andrà poi avviato ufficialmente con il Comitatone di fine maggio.

A Roma ci sarà anche il Porto, che conta sulla presa di posizione delle categorie economiche (industriali e sindacati) favorevoli allo scavo del canale Contorta. Eventualità a cui si oppongono i comitati, minacciando appunto il ricorso all’Europa. Contatti in queste ore tra il Porto e i progettisti delle soluzioni del Lido, a cominciare da Cesare De Piccoli. Se la Marittima fosse mantenuta, l’idea della nuova stazione passeggeri fuori della laguna potrebbe anche riprendere quota.

Alberto Vitucci

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