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Gazzettino – Venezia. C’e’ Orsoni tra Brugnaro e Poveglia

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

14

mag

2014

VENEZIA – L’asta per l’isola si chiude a 513mila euro. L’imprenditore: «L’ho fatto per i veneziani»

Il sindaco è pronto a far valere la prelazione se il Demanio accetterà l’offerta del patròn della Reyer

A CARTE SCOPERTE – È Luigi Brugnaro il maggior offerente per l’isola di Poveglia. Il presidente di Umana Holding si è aggiudicato l’asta con un’offerta da 513mila euro. «L’ho fatto per i veneziani», spiega, polemizzando con quanto paventavano speculazioni da parte dell’anonimo concorrente. «Non potevo uscire allo scoperto – spiega – L’asta sarebbe stata invalidata».

IL COMUNE RILANCIA – Mentre il patron diUmana tende la mano all’Associazione Poveglia dicendosi pronto a collaborare, il sindaco Giorgio Orsoni non esclude di far valere il diritto di opzione da parte del Comune. L’aggiudicazone per 513mila euro, spiega, potrebbe essere giudicata non congrua da parte del Demanio, che avrà 30 giorni di tempo per valutare l’offerta di Brugnaro.

 

POVEGLIA IN VENDITA

L’INVESTIMENTO  «Per un progetto valido servono 20 milioni di euro»

Scontro aperto con i giornalisti

LE INTENZIONI – «Non voglio fare un albergo. Ce ne sono già anche troppi»

Brugnaro contro tutti (i media). Al presidente di Umana Holding non sono piaciuti gli articoli pubblicati in questi giorni sull’asta fra l’associazione “Poveglia per tutti” e «l’anonimo speculatore». «Sono stato aggredito verbalmente – ha detto – Hanno dato una falsa immagine della città di Venezia. Siete abituati a risposte compiacenti da persone compiacenti – ha aggiunto polemizzando con le domande dei cronisti presenti – sono molto dispiaciuto con chi ha scritto certi articoli».
Polemica anche la risposta a chi gli chiedeva se fosse intenzionato a candidarsi a sindaco di Venezia: «Ho detto di no e lo ribadisco, ma la classe dirigente va rinnovata».

 

Brugnaro: «Ho vinto per Venezia»

«Non volevo che la città perdesse un altro pezzo, pronto a collaborare con l’associazione»

Né anonimo né, tantomeno, speculatore. Luigi Brugnaro, il fantomatico “User_10801″, si è aggiudicato l’isola di Poveglia con un’offerta di 513mila euro, ora può finalmente uscire allo scoperto. E togliersi un bel po’ di sassolini dalle scarpe. «L’ho fatto per Venezia e per i veneziani», spiega il presidente del gruppo Umana Holding, scusandosi di non aver risposto per giorni a quanti gli chiedevano se fosse davvero lui il privato in corsa con l’associazione “Poveglia per tutti” per l’aggiudicazione per 99 anni dell’isola in diritto di superficie. «Non sono mai stato anonimo – spiega – è la procedura dell’asta per via elettronica che lo prevedeva. Non volevo che Venezia corresse il rischio di perdere l’isola». E il rischio, fa capire, c’è stato quando il caso Poveglia, con i privati a contrastare l’iniziativa dello sconosciuto (fino a ieri) offerente, è finito sul New York Times e altri giornali stranieri. «Avevamo paura che finisse in mani privatistiche e chiuse. Ma ora abbiamo bisogno della partecipazione popolare», aggiunge tendendo una mano a chi, fino a poche ore prima, gli ha conteso l’isola. Poveglia «è aperta a tutte le persone di buona volontà, e l’associazione che ha raccolto le offerte è benemerita». Certo, qualcuno gli obietta di non avere tentato un contatto prima dell’apertura delle buste avvenuta ieri mattina. «Non era possibile – dice – l’asta sarebbe stata invalidata». Poi aggiunge: «Avevo paura che non si arrivasse a cose concrete». Perché a Venezia – spiega – «a parole sono tutti bravi».
Più difficile, al momento, capire che cosa intenda fare dell’isola il patron di Umana e della Reyer. «Vogliamo raccogliere le idee, comprese quelle dell’associazione che sono pronto a incontrare – precisa Brugnaro – Non c’è l’idea di farne un albergo, anzi: al direttore dell’Ava che paventava la nascita di un altro hotel di lusso dico che sono d’accordo con lui, e auspico che gli stessi albergatori non costruiscano nuovi alberghi a Venezia». Le condizioni poste per l’alienazione dell’isola e dell’ottagono, del resto, sono particolarmente rigide: gli interventi sui 18 edifici presenti dovranno essere di carattere conservativo, in armonia con il dettato di tre Soprintendenze, reversibile e compatibile con il carattere architettonico di questi. Dovrà inoltre essere garantito l’uso pubblico per almeno tre giorni alla settimana e otto ore al giorno, con percorsi verdi e panoramici. «Per rispettare queste indicazioni l’investimento non sarà inferiore a 20 milioni di euro – spiega Brugnaro – e se il Comune, che a suo tempo non ha esercitato la prelazione, volesse ripensarci, si accomodi. Purché metta sul piatto i 500mila euro più i costi di restauro». Una sfida economica ma anche una corsa contro il tempo, dato che l’alienazione dell’isola prevede che gli interventi di restauro vengano realizzati entro dieci anni dall’aggiudicazione».
Ora però il Demanio avrà 30 giorni di tempo per valutare la congruità dell’offerta. Sulla quale, a cosa fatte, sono in molti a sollevare dubbi.

 

IL RETROSCENA – Il Comune ne ha chiesto la proprietà con il federalismo demaniale

Il Comune è interessato a Poveglia e ha avanzato al Demanio la richiesta di entrarne in possesso attraverso gli strumenti del federalismo demaniale, così come è accaduto per l’Arsenale. Il problema è che Ca’ Farsetti si è mossa tardi e solo dopo che l’asta era stata bandita, in quanto l’isola di Poveglia era stata semplicemente “dimenticata” dal pur ampio elenco di beni di proprietà dello Stato che erano stati richiesti a Roma in proprietà esclusiva. È in questo senso che il sindaco Giorgio Orsoni si è mosso nelle scorse settimane.
«In aprile abbiamo chiesto formalmente – spiega il vicedirettore generale del Comune Luigi Bassetto – di accedere alla proprietà dell’isola».
Contatti sono in corso anche con i vertici del Ministero dei beni culturali, data la dimensione culturale che comunque rappresenta l’isola nel contesto della laguna. Ci sono già stati diversi incontri per puntualizzare meglio i criteri con cui si intendono valorizzare i beni richiesti e a fine mese ce ne dovrebbe essere uno ai massimi livelli proprio a Ca’ Farsetti.

(m.f.)

 

IL COMUNE – Se il demanio accetterà l’offerta del patròn della Reyer, il sindaco è pronto

Orsoni: «Prezzo decisamente basso, potremmo

Un prezzo troppo basso per l’isola di Poveglia. Ma se alla fine il Demanio dovesse accontentarsi dei 513mila euro offerti da Luigi Brugnaro, il sindaco Giorgio Orsoni è pronto ad esercitare il diritto di prelazione del Comune. Così, dopo aver versato anche lui, da privato cittadino, i 99 euro all’associazione “Poveglia per tutti”, Orsoni sposa, stavolta con la giacchetta da sindaco, l’ipotesi della prelazione. «A questi livelli la decisione non spetta a me – ha precisato ieri, commentando i risultati dell’asta – É il Demanio che deve riflettere se affidare il bene, e questa non mi pare un’offerta adeguata. L’asta, alla fine, dovrebbe andare deserta. Ma sia chiaro che, se ciò non accadrà, penserò seriamente ad esercitare la prelazione. Anche un Comune con qualche problema finanziario come il nostro, può trovare le risorse per affrontare una spesa del genere. Ovviamente non sono decisioni che spettano solo a me».
Ma dai consiglieri di Ca’ Farsetti arrivano dichiarazioni ancor più radicali. «É inaccettabile che Poveglia venga privatizzata al costo di un monolocale in centro storico, è il momento che il Comune faccia la sua parte» ha scritto ieri il capogruppo di Fds, Sebastiano Bonzio, invitando il sindaco ad esercitare a prelazione sull’isola per poi «metterla a disposizione della città e di forme di progettazione partecipata» mettendo a frutto l’esperienza di “Poveglia per tutti”. Per il consigliere comunale di In comune, Beppe Caccia, l’offerta di Brugnaro «un imprenditore abituato ad avere molto da questo territorio e a rendere poco alla sua comunità, è ridicola». Di qui la richiesta al Demanio di annullare l’asta per poi «trasferire l’isola al Comune, secondo le procedure del federalismo demaniale, cioè senza onere alcuno». Così si salverebbe l’isola della «mire speculative di chi vorrebbe appropiarsene con gli spiccioli» per affidarla ai cittadini di “Poveglia per tutti”.
Contro la scesa in campo di Brugnaro si è dichiarato anche Franco Miracco, pure lui tra i sottoscrittori di “Poveglia per tutti”: «Un singolo non si può sostituire a un’associazione il cui valore è la tutela e la salvaguardia di un bene comune. Questo è un fatto positivo. Di Brugnaro poi abbiamo visto la gestione della Misericordia, che non è un esempio positivo. Si è poi persa l’occasione del Comitatone perché lo Stato richieda l’uso dell’isola. Ma forse siamo ancora in tempo».

(r. br.)

 

Uno strumento che può rilanciare il circuito delle isole

“POVEGLIA PER TUTTI”

L’associazione invita i veneziani a far festa

Sabato una mostra per raccogliere fondi a esercitare la prelazione come previsto da regolamento far valere il diritto di opzione»

Non basta l’istituzione per far vivere il parco. Questo avrà bisogno di un Piano ambientale che ne definisca esattamente attività e prerogative. Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, questo sarebbe lo strumento attraverso il quale costruire un’idea diversa di economia sostenibile incentrata sulla natura.
«Vogliamo garantire le migliori opportunità per le comunità residenti – ha spiegato l’assessore all’Ambiente – migliore mobilità e possibilità di residenza, sostegno alle attività sia tipiche (in primis agricoltura e pesca tradizionali) sia nuove come le forme intelligenti e leggere di turismo, alternative al modello “di massa” che stravolge il centro storico, in un quadro di rigorosa tutela ambientale, che è tutela della nostra principale ricchezza storica, culturale, economica ed ecologica, a cominciare dall’unicum della biodiversità lagunare».

 

Dialogo? Per ora non se ne parla. Siamo davanti a una svendita»

«Parliamone? Per ora no, grazie». È questa la risposta dell’associazione “Poveglia per tutti” alla proposta di Luigi Brugnaro, di un dialogo tra le parti. Il direttivo per ora non ci sta e fa sapere che prima che il demanio non abbia preso una decisione non avrà senso parlare.
«Finché il demanio non stabilirà la congruità dell’offerta (30 giorni di tempo per espletare le pratiche attraverso una commissione tecnica, ndr), per ora lui è un partecipante, come noi, quindi non ha senso discuterne – afferma Lorenzo Pesola, vicepresidente dell’associazione – Chiaro che, una volta definiti i ruoli, qualora confermassero la vendita di Poveglia per 513mila euro, allora si che saremo disponibili al dialogo». Del resto, sin dalla fine dell’asta l’associazione si era espressa in tal senso: «Non si può svendere un’isola al prezzo di un appartamento di 70 metri quadri al secondo piano alla Giudecca», diceva il presidente Giancarlo Ghigi alle 12.30, ad asta appena conclusa. Poteva essere una festa in pompa magna e invece lo è stata solo a metà. Le emozioni dall’associazione erano contrastanti già da prima che si iniziasse. C’era chi diceva che “Userid 10801″ non avrebbe rilanciato, in quanto sarebbe stata una mossa strategica per vedere chi si presentasse all’asta. E chi invece sosteneva l’opposto, perché non avrebbe avuto senso non rilanciare, qualora vi fosse stata la reale volontà di acquisire la concessione dell’isola. Nel mezzo, tante telefonate e tante email. Da tutto il mondo volevano infatti sapere cosa sarebbe successo all’isola e nella sola mattinata pre-gara erano già giunte 150 e mail di richiesta di informazioni. Alle 10.40 il bar-sede dell’associazione era già pieno di curiosi. Passanti, associati e giornalisti si accalcavano per conoscere l’esito dell’asta già prima che iniziasse, cioè alle 11. «Mamma mia, che angoscia», esclamava Andrea Barina, uno dei primi a pensare all’idea dell’associazione. L’ansia montava, non si sapeva chi fosse “Mr513″ ne perché volesse Poveglia. Alla fine l’ha spuntata Brugnaro, senza rilanci di sorta, con la cifra ferma a 513mila euro. E la scoperta del misterioso “Userid 10801″ è avvenuta direttamente dallo schermo del computer, quando, alla fine dell’asta, è apparsa la dicitura: ”Non sei il miglior offerente, asta vinta da Amministratore delegato di Umana Spa”. C’era chi era dispiaciuto, chi sperava e chi entusiasta diceva: «A quella cifra non la danno, sarebbe indegno, Poveglia resterà libera». L’associazione non si ferma qui, prosegue il suo spirito vitale e ha già organizzato, per la serata di sabato, una giornata di festa alla Giudecca in cui verranno esposti i quadri di artisti dell’entroterra per raccogliere fondi da destinare all’isola. Mentre mercoledì prossimo, a San Leonardo, saranno presentati i bilanci per fornire la massima trasparenza. Infine è in programma, nelle prossime settimane, oltre all’assemblea dei soci, anche una festa popolana: «Inviteremo i veneziani a uscire nei campi con le proprie tavole per festeggiare la riuscita dell’associazione, e della vita veneziana, in pieno stile Redentore», ha dichiarato Ghigi.

 

LA STORIA NEGLI USA – Due giorni fa ne ha parlato anche il New York Times

Con un breve viaggio in barca dalle orde turistiche di Venezia, si raggiunge Poveglia, che potrebbe essere considerata l’anti-Venezia, perché non ci sono souvenir, gondole, o gente. Comincia così il lungo articolo che il New York Times ha dedicato l’altro giorno alla battaglia dei veneziani contro la vendita all’asta di Poveglia. «L’isola è ‘stretta’ tra due problemi italiani molto diversi: uno nazionale e uno locale. Il debito pubblico italiano è cosi grande che il governo ha deciso di vendere all’asta alcune proprietà del demanio, Poveglia compresa», scrive il giornale newyorkese aggiungendo che «tuttavia, l’industria del turismo a Venezia è cosi fiorente che molti residenti si lamentano che la vita diventa sempre più costosa». Così, nel timore che l’isola diventi un altro posto per ricchi, hanno proposto di trasformarla invece in un rifugio per chi voglia fuggire dalla carica dei turisti. E per far questo hanno deciso di partecipare anche loro all’asta pubblica, tramite l’Associazione Poveglia per tutti. Il leader dei gruppo di cittadini, Lorenzo Pesola, si aspetta altre donazioni e – scrive Nyt – spera, in un intervento di aiuto da parte del governo.

 

«Ho comprato Poveglia per salvarla»

Nell’asta elettronica contro un comitato di cittadini veneziani vince l’imprenditore Luigi Brugnaro che offre 513mila euro

Un’isola di sette ettari, nel cuore della laguna, con secoli di storia e svariati decenni si abbandono, che il Demanio mette all’asta. Un gruppo di cittadini che, più per provocazione prova ad acquistarla e organizza una colletta di inaspettato successo. Un noto imprenditore veneziano, Luigi Brugnaro, già presidente di Confindustria, che la spunta – in una sfida da Davide contro Golia – con un’offerta da 513mila euro (il prezzo di un monolocale a Venezia!) che ora molti si auspicano, a cominciare dal sindaco Giorgio Orsoni, non sarà accolta.
Eccoli i protagonisti della storia di Poveglia, isola di fronte a Malamocco, tanto verde e altrettanti edifici diroccati. Una storia tutta da raccontare, che mette in luce vecchi tormenti, ma anche nuovi aneliti veneziani: l’avanzata degli investimenti turistici come unico futuro possibile, tra il dissesto delle amministrazioni pubbliche e il rischio speculazioni, fino al moto di orgoglio di tanti cittadini che vogliono riconquistarsi la loro città. Proprio davanti a Poveglia, d’estate, molti veneziani ormeggiano le loro barche per fare il bagno o prendere il fresco. E forse sarà stata proprio la prospettiva di perdere anche questa tradizione, magari a favore di un altro albergo a cinque stelle super blindato, a far scattare i cittadini. Chiacchiere al bar che sono diventate un progetto, quello dell’associazione “Poveglia per tutti”, che in poco più di un mese ha raccolto oltre duemila adesioni e i primi 160mila euro necessari per aggiudicarsi un posto nell’asta on line organizzata dal Demanio.
Ieri il giorno della verità, con il rilancio delle offerte, sempre on line. Negli ultimissimi giorni, con un ulteriore sprint, quelli di “Poveglia per tutti” avevano raggiunto la cifra record di 420mila euro, comunque insufficiente a rilanciare di fronte all’unica altra offerta in ballo di 513mila euro. Un’ora di attesa, senza rilanci, e alle 12 in punto si è scoperto che “Mister 513″, come era stato soprannominato, era Brugnaro, il presidente del gruppo Umana Holding, il patron della squadra di basket Reyer. «L’ho fatto per Venezia e per i veneziani» ha dichiarato l’imprenditore in una conferenza stampa convocata subito dopo; e a tratti tesa. Brugnaro, infatti, se l’è presa con i giornalisti che avevano parlato di “anonimo speculatore”: «Non sono mai stato anonimo, è la procedura dell’asta per via elettronica che lo prevedeva. Non volevo che Venezia corresse il rischio di perdere l’isola». Ha anche detto di essere pronto a lavorare con quelli di “Poveglia per tutti”: «Vogliamo raccogliere le idee, comprese quelle dell’associazione che sono pronto a incontrare. Non c’è l’idea di farne un albergo, anzi». Brugnaro ha calcolato un investimento non inferiore a 20 milioni di euro per recuperare l’isola, sfidando il Comune ad esercitare la prelazione: «Si accomodi. Purché metta sul piatto i 500mila euro più i costi di restauro». Ora la palla torna al Demanio che ha 30 giorni di tempo per valutare la congruità dell’offerta economica. E in città molti sollevano dubbi. Ieri li ha rilanciati anche il sindaco Orsoni: «Non mi pare un’offerta adeguata per un’isola. L’asta, alla fine, dovrebbe andare deserta. Ma sia chiaro che, se ciò non accadrà, penserò seriamente ad esercitare la prelazione. Anche un Comune con qualche problema finanziario come il nostro, può trovare le risorse per affrontare una spesa del genere». Ca’ Farsetti, nel frattempo, ha anche avanzato al Demanio la richiesta di entrare in possesso dell’isola attraverso gli strumenti del federalismo demaniale. Una richiesta delle ultime settimane, frutto probabilmente dell’eco sollevata dalla colletta popolare.

 

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