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Nuova Venezia – Antitrust: cartelli veneti del calcestruzzo

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

14

mag

2014

L’indagine » colossi nel mirino

La Finanza indaga su presunti accordi sulle offerte per la spartizione delle forniture ai cantieri di Venezia Mare e Belluno

I sospetti investono General Beton Triveneta, SuperBeton, Intermodale,Calcestruzzi Mosole, Jesolo Calcestruzzi, Ilsa Pacifici Remo, Calcestruzzi Dolomiti e Fratelli Romor

Si ipotizzano incontri periodici tra i rappresentanti delle aziende e uno scambio continuo di dati sensibili con sanzioni per chi sgarrava, in violazione della libera concorrenza

MESTRE – Cartello tra aziende del calcestruzzo: l’Antitrust apre due procedimenti per altrettanti gruppi di imprese che operano nel Veneziano e nel Bellunese. Secondo il Garante, le aziende avevano trovato un accordo per spartirsi quote di mercato e chi sgarrava veniva punito con l’esclusione dagli affari. Nel mirino del garante del libero mercato figurano note imprese. Il provvedimento è stato notificato ieri alle società General Beton Triveneta, “SuperBeton, Intermodale (specializzata nei servizi), Calcestruzzi Mosole, Jesolo Calcestruzzi”, Ilsa Pacifici Remo, “Calcestruzzi Dolomiti e F.lli Romor. Nel corso di alcune ispezioni, effettuate in collaborazione con il gruppo Antitrust del Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza, sono emerse evidenti anomalie sui prezzi di mercato. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha quindi deciso di avviare un’istruttoria per verificare se i comportamenti di queste imprese attive sul mercato della produzione e vendita di calcestruzzo sia nella provincia di Venezia zona Mare – ovvero Jesolo, Caorle, San Donà di Piave – che in quella di Belluno, possano costituire due intese restrittive della concorrenza. Da elementi raccolti emergerebbero comportamenti finalizzati al coordinamento delle offerte e alla spartizione dei cantieri da rifornire, nei due distinti mercati provinciali, con monitoraggio reciproco dei prezzi praticati e dei volumi di calcestruzzo venduto, in modo da mantenere le quote di mercato nella misura concordata. In particolare le imprese avrebbero organizzato – separatamente per i due tavoli di Venezia zona mare e Belluno – incontri con cadenza regolare tra i propri rappresentanti e un sistema di scambio su base continuativa di dati sensibili. Raccolti i dati venivano poi centralizzati e gestiti dalla società Intermodale. I cartelli poi, secondo quanto sostiene il garante, avrebbero consentito comportamenti scorretti con verifiche continue e a volte anche con sanzioni a chi sgarrava e non rispettava gli accordi. Stano all’accusa dell’Antitrust, gli «associati» punivano i «trasgressori» lasciandoli fuori dall’affare. La possibile intesa nel mercato di «Venezia Mare» avrebbe visto attive le società General Beton Triveneta, Superbeton, Calcestruzzi Mosole, Jesolo Calcestruzzi e Ilsa Pacifici Remo. Nella provincia di Belluno l’intesa ipotizzata avrebbe coinvolto invece Superbeton, Calcestruzzi Dolomiti e F.lli Romor; ad entrambe avrebbe partecipato la società di servizi Intermodale. L’istruttoria dovrà concludersi entro il 29 maggio 2015. Le ditte a cui è stato notificato il provvedimento, ora hanno tempo sessanta giorni, per presentare una memoria difensiva e far valere le proprie ragioni davanti al Garante. La vicenda sta mettendo in subbuglio parecchio il mondo delle imprese edili in Veneto Orientale e del Bellunese, già alle prese con pesanti problemi legati alla crisi.

Carlo Mion

 

Mosole: «Mai fatto accordi, preferisco lavorare sottocosto»

TREVISO «Non ho mai fatto accordi, neanche con il mio gatto». Remo Mosole, il presidente e amministratore delegato dell’omonimo gruppo, respinge in maniera tanto decisa quanto colorita l’indagine dell’Antitrust. È indicato come uno dei partecipanti ad un cartello di imprese che ostacolano la concorrenza, producendo e vendendo calcestruzzo nelle province di Venezia e Belluno. Mosole conferma di essere stato sottoposto a controlli, ma respinge con forza le accuse, «non mi sono mai seduto ad un tavolo per discutere di questo genere di argomenti e la dimostrazione è il fatto che è ormai da anni che stiamo lavorando sottocosto ». Ma l’Antitrust parla di «comportamenti finalizzati al coordinamento delle offerte e al monitoraggio reciproco dei prezzi praticati». «Non esiste. Io non ho mai parlato con nessuno di queste cose e non ho mai messo in piedi accordi. Stiamo vendendo il calcestruzzo a 47-48 euro al metro quadro quando il prezzo normale è di 75 euro. Un cartello non si comporta certo in questo modo, ma cerca di tenere alto il prezzo». Dunque non si aspettava un’indagine del genere? «Nei giorni scorsi sono venuti a controllare fatture e documenti, ma questa iniziativa mi lascia sorpreso e stupefatto. La verità è che se avessimo messo in piedi un cartello l’avremmo fatto per motivi di sopravvivenza e non certo per fregare la gente». Parla addirittura di sopravvivenza. Gli affari vanno così male? «Certo. Ormai stiamo lavorando con la fame perché siamo costretti a tenere i prezzi troppo bassi. E questo avviene perché i lavori più grossi ormai vanno sempre alle stesse ditte e gli altri sono costretti ad applicare tariffe che sono fuori mercato. Forse, dopo aver trovato in questi giorni cartelli ben più gravi altrove, vogliono fare qualcosa anche da noi». Teme che anche la Procura voglia approfondire la vicenda? «Io sono tranquillo e lo è anche il mio gruppo. Le fatture e i documenti sono lì a dimostrarlo ».

Giorgio Barbieri

 

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