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Comitato “No grandi navi” contro i due enti: «Le loro proposte già bocciate da tecnici indipendenti del Ministero: ma come fanno a proporle ancora?»

«Finalmente si sono disvelate le carte. È vergognoso che un organo dello Stato si comporti così, tenendo per mesi le carte nascoste. Sono allibito da un certo modo di approcciare il problema da parte di un organo dello Stato, quale il Porto, che non dovrebbe fare politica, ma attenersi alle direttive del governo, senza azioni populiste ». Il sindaco Giorgio Orsoni va a gamba tesa contro il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa, il giorno dopo la riunione tecnica a Roma sulle grandi navi, nella quale la Capitaneria di Porto e il ministero delle Infrastrutture hanno presentato il fascicoletto che riassume sostanza, costi, impatto dei vari progetti. Tra dieci giorni una nuova riunione tecnica, entro fine mese la decisione del Comitatone. E lo scontro si fa incandescente, con il sindaco che attacca Costa, che con gli operatori portuali fa pressing sul governo per lo scavo del canale Contorta dell’Angelo, mentre – si sa – il Comune vuole fare passare le grandi navi per Marghera e portarle in Marittima attraverso il canale Vittorio Emanuele. «Sono poche paginette », osserva il direttore generale Marco Agostini, «con valutazioni sommarie: non bastano per decidere». Intanto il Comitato No grandi navi richiama per oggi il “suo” popolo in assemblea pubblica in sala San Leonardo, alle 17, per preparare la grande mobilitazione del 7 e 8 giugno, con l’annunciato blocco al transito delle grandi navi in coincidenza con l’inaugurazione della Biennale. Comitato che per tramite di Giuseppe Tattara, già docente di Ca’ Foscari, attacca Porto e Comune, dopo che il senatore Casson ha reso noto un parere (tenuto segreto) della commissione Via del ministero dell’Ambiente «48 tecnici di cui 31 presenti, che boccia sonoramente il pre-progetto avanzato dalla Autorità Portuale in relazione allo scavo del canale Contorta Sant’Angelo », per «gli ingenti lavori di scavo che si estenderanno per 4 anni dall’approvazione del progetto definitivo (8,3 milioni di metri cubi di fanghi) con il “rischio di generare processi erosivi a danno dei bassifondi lagunari adiacenti…effetti non temporanei». Bocciata a dicembre – prosegue Tattara – dalla stessa Via anche «la via di accesso alternativa alla Marittima, attraverso Marghera e il canale Vittorio Emanuele: «Secondo la commissione Via entrambe le soluzioni implicano la commistione con il traffico merci nel transito lungo il canale Malamocco Marghera, allungano i tempi di navigazione in laguna e entrambe mancano di documentazione adeguata», «due no definitivi, espressi da tecnici indipendenti. Ma come fanno un presidente della Autorità Portuale e un sindaco a continuare a proporre queste soluzioni, tacendo sul parere di una commissione ministeriale? ».

(r.d.r.)

 

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